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Anatoly Dyatlov

Interpretato da Paul Ritter

In una vicenda come quella di Chernobyl non sempre è semplice distinguere i buoni dai cattivi, soprattutto se qualcuno fa di tutto per occultare la verità. Lo sa bene Anatoly Dyatlov, ingegnere-capo al comando del reattore che esplose nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986. Per molti anni è stato considerato il principale responsabile della tragedia, almeno fino a quando non ha potuto raccontare la sua verità, molto diversa da quella che il governo sovietico aveva diffuso

Anatoly Dyatlov: colpevole o capro espiatorio?

Nato in Siberia nel 1931, Anatoly Dyatlov si laureò ingegnere presso l'Istituto d'Ingegneria Fisica di Mosca.  Il 26 aprile 1986 fu incaricato di supervisionare un test al reattore numero quattro della centrale di Chernobyl. Si trattava della quarta volta che veniva effettuata una prova del genere sul reattore, e qualcosa andò storto, provocando la più grande esplosione nucleare del secolo scorso. Nel 1987, l’uomo venne processato e giudicato colpevole "per cattiva gestione su imprese potenzialmente esplosive": venne condannato a dieci anni di carcere, ma la sua pena venne ridotta a cinque anni grazie a un' amnistia. Una volta tornato libero, grazie alla fine di ogni forma di censura determinata dal crollo dell' Urss, cominciò a raccontare una verità molto diversa da quella ufficiale. Dyatlov spiegò che lui e i suoi compagni di lavoro erano stati usati dalle autorità sovietiche come capri espiatori. Le responsabilità della tragedia non erano sue, ma erano da imputarsi ai progettisti del reattore, che avevano costruito un’opera instabile e poco sicura. Nonostante la grande quantità di radiazioni che lo aveva raggiunto durante l’esplosione, sopravvisse ben 9 anni al disastro, morendo nel 1995.

Chi è l’attore che lo interpreta

A vestire i panni di Anatoly Dyatlov è l’attore inglese Paul Ritter. Classe 1966, dopo una lunga gavetta teatrale si è fatto conoscere al cinema grazie a pellicole come “Quantum of solace”, “Harry Potter e il principe Mezzosangue” e “The Eagle”. Ha inoltre preso parte ad alcune serie televisive nel suo Paese d’origine come “Vera”e “Friday Night Dinner”. Negli ultimi anni ha intensificato invece i suoi ruoli a teatro, fornendo convincenti interpretazioni e agguantando una candidatura ai Tony per il ruolo in “The Norman Conquests”.


Un ingegnere granitico

Paul Ritter si è avvicinato al suo ruolo con grande interesse, spiegando di essersi impegnato per rendere nel miglior modo possibile il personaggio di Anatoly Dyatlov sul piccolo schermo: “Mi sono informato molto. Ho letto come funzionano i reattori RBMK e mi sono interessato anche ai processi che Dyatlov doveva supervisionare. La scienza assume un ruolo centrale nei suoi discorsi, ed era giusto che io fossi informato”. A colpirlo maggiormente, spiega, è stata la resistenza non solo caratteriale, ma anche fisica dell’uomo, che lo rende un personaggio quasi ‘granitico’: “La maggior parte delle persone che ha dovuto sopportare lo stesso numero di radiazioni è morta nel giro di un mese. Lui sopravvisse per ben nove anni, cinque dei quali in un durissimo capo di lavori. E’ come se avesse una predisposizione genetica per resistere alla radiazioni”.