Britannia, serie tv: un po' di Storia, ma non troppa

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David Morrissey è Aulo Plauzio in Britannia

Lunedì 22 gennaio su Sky Atlantic andranno in onda i primi due episodi della nuova produzione Sky ambientata nel 43 d.C. e che ripercorre in modo decisamente libero la conquista della Britannia da parte dei Romani. Come dichiarato più volte da Jez Butterworth, uno dei creatori della serie, la Storia in Britannia serve più che altro da spunto per raccontare uno scontro tra due civiltà e due mondi diversi , i Romani, pragmatici e letali ma non immuni alle superstizioni, e le tribù celtiche, unite dalle tradizioni e dalla spiritualità della natura ma incapaci di fare fronte comune contro il nemico. In attesa del debutto della serie, continua a leggere e scopri di più

Britannia, scopri lo speciale sulla serie

No one wants to be civilized, nessuno vuole farsi civilizzare, specialmente se i “civilizzatori” sono gli antichi Romani, che alle parole e ai discorsi preferiscono le azioni e le battaglie. Lo sanno bene le popolazioni celtiche della Britannia, che nel 43 d.C. vengono letteralmente travolte dall’esercito di legionari e ausiliari guidato da Aulo Plauzio, che ha ricevuto il compito di invadere l’isola da parte dell’imperatore Claudio, bisognoso di un successo militare per consolidare la sua posizione e la sua fama.

 

E’ questo il punto di partenza di Britannia, la nuova produzione originale del gruppo Sky ambientata durante la campagna dell’esercito romano in Britannia, terra misteriosa governata da donne guerriere e potenti Druidi, ma niente paura: non siamo di fronte a una lezione di Storia in versione fiction. Come dichiarato più volte da Jez Butterworth, uno dei creatori della serie, la Storia in Britannia serve più che altro da spunto per raccontare uno scontro tra due civiltà e due mondi diversi, i Romani, pragmatici e letali ma non immuni alle superstizioni, e le tribù celtiche, unite dalle tradizioni e dalla spiritualità della natura ma incapaci di fare fronte comune contro il nemico.

 

Tutto il resto è frutto della fantasia degli autori, e il risultato è un racconto dal sapore decisamente punk e ribelle che si concentra per l’appunto non tanto sugli aspetti storici, ma sugli aspetti “di contorno”, cosa e chi erano i Druidi e le popolazioni celtiche dell’isola di quel periodo, la mitologia di queste tribù, e come tutto è cambiato dopo l’invasione romana. Ecco cosa ci ha raccontato James Richardson, uno dei creatori di Britannia: