Billions 4: le recensioni delle puntate 1 e 2

La quarta stagione di Billions è incominciata con il botto. Nei primi due episodi andati in onda su Sky Atlantic venerdì 10 maggio alle 21.15 è successo di tutto e di più, riconfermando un plot eccezionale, un cast da chapeau e una voglia pazzesca di vedere cosa succederà. L'appuntamento è ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic. Ecco le recensioni delle puntate 1 e 2.

Billions 4: scopri tutto nello speciale

La quarta stagione di Billions è incominciata in grande, grandissimo stile. I primi due episodi andati in onda venerdì 10 maggio alle 21.15 su Sky Atlantic hanno gettato le basi di quella che sarà una stagione eccezionale.

La serie creata da Andrew Ross Sorkin, Brian Koppelman e David Levien non si tradisce, a differenza di tutti i personaggi che la animano: clienti fregati sotto il naso, capitali rubati, posti di lavoro soffiati via…

Billions 4 ha come fil rouge il tradimento su ogni livello. E la vendetta, anch’essa su ogni livello ma sempre a livelli massimi. Al centro della storia ci sono ovviamente loro: il non più potente (e per adesso ex procuratore distrettuale) Chuck Rhoades (interpretato da Paul Giamatti) e il finanziere miliardario Bobby Axelrod (impersonato da Damian Lewis).

Assieme a loro Taylor Mason (Asia Kate Dillon), Wendy (Maggie Siff), Wags (David Costabile), Bryan Connerty (Toby Leonard Moore), Kate Sacker (Condola Rashad), Charles Rhodes Sr. (Jeffrey DeMunn) e tanti altri nomi, uno su tutti quello di John Malkovich (che interpreta il miliardario russo Grigor Andolov).

Aspettando di vedere i prossimi episodi di Billions 4, in onda su Sky Atlantic venerdì 17 maggio alle 21.15, ecco le recensioni delle puntate 1 e 2.

 

Billions 4 - Episodio 1: la recensione

Eravamo rimasti nella scorsa stagione a una raccolta fondi da ben 6 miliardi di dollari per la società di Bobby Axelrod che però si è poi tramutata in nulla di fatto per via di investitori che non sono riusciti a finalizzare i fondi promessi. E, come in ogni tragedia che si rispetta, questo evento fa da molla catastrofica, da tessera del domino che farà precipitare tutti gli eventi: la fortuna di Bobby sarà improvvisamente rovesciata, così come il potere di Chuck.

I due mostri sacri protagonisti della serie si ritrovano entrambi a terra, precipitati dal loro trono aureo fatto di soldi e di potere. E a fregarli, come in ogni tragedia che si rispetti, l’uomo di fiducia. Almeno così è per Bobby, pugnalato alle spalle non si può dire dal suo uomo di fiducia perché si tratta di Taylor, primissimo personaggio non-binary gender (quindi non definibile come uomo, ma nemmeno come donna).

Taylor Mason era l’alliev* di Bobby Axelrod, alliev* che come in ogni storia prima o poi supererà il maestro e finirà inevitabilmente per tradirlo. Un personaggio interessante, quello di Taylor, non solo per il suo essere inedito in quanto primo indefinito a livello di genere: il personaggio interpretato da Asia Kate Dillon è polimorfo e sfaccettato a partire dal carattere, come dimostrerà bene già dai primi due episodi della quarta stagione.

Se da un lato c’è il suo tradimento per cui Bobby grida vendetta, dall’altro anche Chuck, sollevato dal suo incarico di procuratore generale per colpa dell’odiato Waylon "Jock" Jeffcoat, è assetato della stessa. Un ulteriore legame con la tragedia dunque: la vendetta come motore della storia, come cuore pulsante che dà il ritmo al plot e scandisce ogni azione dei personaggi.

Da questo filo conduttore si dipana una matassa intricatissima non solo della trama ma di una trama nella trama, ossia un piano che il protagonista Bobby intende attuare e che man mano verrà rivelato allo spettatore.

Il primo episodio è interessante anche a livello di struttura, articolata tra flashback (si torna indietro di 27 ore) e colpi di scena che cambiano le carte in tavola in maniera repentina. Il tradimento a più livelli comprende anche quello del dipendente della Axe Capital licenziato per avere partecipato a un picnic organizzato dalla società di Taylor: Bobby ormai vede complotti e congiure ovunque e si guarda le spalle, le stesse trafitte dal suo fidat* alliev* che ora è invece il suo acerrimo nemico.

Una guerra a tutti gli effetti, con schieramenti e vittime da immolare per ingraziarsi gli dei (che in questo caso è un solo dio: quello del soldo). Ma i soldi sono semplicemente la porta d’accesso al potere, ciò cui davvero i personaggi di Billions anelano. Chuck in primis, a cui hanno tolto l’osso del potere di cui è quindi ancora più affamato. “Tutto quello che voglio è la vendetta. E vendetta avrò” afferma con decisione, con una battuta che sembra tratta ancora una volta da una tragedia greca impeccabile.

Interessante è però notare come i personaggi non vengano delineati con contorni netti: nessuno è chiaramente il vincitore ma tutti vacillano, brancolando nel buio dell’incertezza che è - ahiloro - la fioca luce del mondo della finanza, in balia di tassi di interesse e andamenti dei mercati che mai si possono prevedere con certezza.

Taylor Mason è di fatto il nemico, quantomeno nei confronti di Bobby, tuttavia non viene dipint* come si tenderebbe a fare in maniera semplicistica. Taylor non se la passa bene, affatto: divorat* dai dubbi, forse ance un po’ dai rimorsi, non sa bene come muoversi e ancora cerca inconsciamente l’appoggio di quello che fino a poco prima è stato il suo guru, il suo pigmalione.

Per cercare di tenere testa a Bobby vorrebbe attorniarsi di matematici, ingegneri finanziari e di dipendenti d’alto profilo e di massimo livello, tuttavia non riesce a reclutare chi vorrebbe. Il suo personaggio si arricchisce di umanità quando sceglierà di scendere a compromessi che mai il pubblico si sarebbe aspettato: Taylor accetta il consiglio della sua assistente (più che consiglio l’imposizione per amore degli affari) e si veste in maniera femminile per facilitare le trattative con lo sceicco.

Anche Chuck Rhoades si ritrova a scendere a compromessi: non riuscendo a procurare un porto d’armi a una celebrità, accetterà qualsiasi umiliazione pur di riuscire in una nuova scalata al potere. Promette prima permessi di parcheggi, poi cancellazioni di multe, biglietti di spettacoli esclusivi e infine risoluzioni a problemi di natura legale per il figliastro dell’ambasciatore Suarez, accusato di molestie sessuali. Insomma, le proverà tutte pur di potere rilasciare quel porto d’armi. Per amore del potere. E le sue armi comprenderanno anche lo sfoderare sua moglie, Wendy. Forse la sua arma più letale.  

 

Billions 4 - Episodio 2: la recensione

Il secondo episodio si apre su Taylor, puntando i riflettori sulla sua situazione. Lo scenario muta e ora è Mason a sentirsi tradit* o, perlomeno, fregat* da Bobby: tutte le banche non vogliono finanziare la sua società, accampando scuse, ma Taylor sa bene che c’è lo zampino del suo ex maestro. Lui deve averle/gli messo contro tutti, ripagandol* con la sua stessa moneta.

Taylor ha soltanto una settimana di tempo per trovare il finanziamento che serve altrimenti non gli/le rimarrà che fare i bagagli. Il livello di suspense si alza notevolmente grazie a questo escamotage narrativo: sette giorni per salvarsi, facendo scattare un countdown che come un metronomo inesorabile ricorda a Taylor che forse per lei/lui è quasi finita e il metronomo rischia di diventare infine una ghigliottina letale.

Anche il personaggio di Bobby si arricchisce di una nuova sfumatura per lui inedita: da sempre attaccato al soldo, stavolta lo mette in secondo piano perché è più interessato a un piatto caldissimo, anzi bollente, quello della vendetta. Incomincia così a investire in aziende che non gli interessano e di dubbio valore con il solo scopo di danneggiare economicamente Mason. Un lato che non ci si sarebbe aspettato da lui ma che lo rende ancora più convincente e realistico.

Intanto Chuck cerca l’appoggio del capo della polizia per tornare a ricoprire l’incarico di procuratore generale mentre sua moglie Wendy (che è a capo delle risorse umane della società di Bobby) incomincia a spiare i dipendenti e vuole ridurre al minimo i segreti per amore di una trasparenza che in realtà proprio non le si addice…

E il rapporto strano che si instaura tra Taylor e il miliardario russo Grigor Andolov non è da meno a livello di realistica morbosità: sarà lui a trovare i capitali che servono ma in cambio vuole che Mason sia molto ospitale con i suoi investitori. Taylor si accorgerà che Andolov non è dispiaciuto del fatto che Bobby l’ha fregat* perché così dipende totalmente da lui, facendogli assaporare ancora di più quel potere di cui il russo si nutre, per lui più vitale dell'ossigeno. 

Nella lista di rapporti malati ci finisce anche la liaison tra Bobby e Rebecca Cantu (interpretata da Nina Arianda). Quest’ultima è una potente donna d’affari che finirà in affari con Bobby e non solo: anche tra le sue lenzuola. Ma ciò che ancora non sa è che lui non lo fa né per amore né per soldi: il motivo per cui si avvicina a lei è ancora una volta per danneggiare il suo nemico numero uno, Taylor, impedendole/gli di trovare i fondi di investimento. Quando Rebecca lo scoprirà, deciderà di finanziare lei stessa la società di Taylor. Eppure il fascino indiscreto di Bobby si è insinuato nei solchi profondi dell’insicurezza di Rebecca, motivo per cui per lei sarà difficile unirsi al filone di traditori pronti ad assaltare Axelrod.

Un inizio davvero con il botto: nei primi due episodi di Billions 4 si sono arricchiti tutti i personaggi di nuove sfumature e di sfaccettature originali che ribaltano situazioni e scenari, rendendo questa nuova stagione un terreno fertile per colpi di scena e cambi repentini di chi sta al timone, chi fa il mozzo, chi impugna il coltello del tradimento e chi se lo vede affondare tra le scapole.

Vedremo cosa ci riserveranno i prossimi due episodi, la puntata 3 e 4 di Billions 4 in onda venerdì 17 alle 21.15 su Sky Atlantic!