A Discovery of Witches, la recensione degli episodi 3 e 4

Dopo aver gettato le premesse nelle puntate introduttive, la serie tv con Teresa Palmer e Matthew Goode entra nel vivo con il terzo e quarto episodio, in cui scopriamo i veri poteri di Diana: leggi la recensione. - Matthew Goode, le foto più belle del protagonista di A Discovery of Witches

A Discovery of Witches, scopri tutto nello speciale sulla serie A Discovery of Witches: le foto della serie tv

Chi ben comincia…

Con i due episodi iniziali andati in onda il 29 gennaio su Sky Atlantic, A Discovery of Witches – Il manoscritto delle streghe, in onda in prima tv tutti i mercoledì sera, ha fatto un ottimo lavoro di setting, delineando il “mondo” in cui si svolgono le vicende, introducendo praticamente tutti i personaggi principali e spiegandone i motivi.

Il misterioso manoscritto Ashmole 782, bramato tanto dalle streghe che dai demoni e i vampiri, che in esso sperano di trovare una spiegazione alle proprie origini, ha “scelto” Diana Bishop (Teresa Palmer), una strega che ha in qualche modo rinnegato la sua natura e ha preferito condurre una tranquilla esistenza lavorando come studiosa di Storia.

Il suo destino si incrocia con quello del vampiro Matthew (Matthew Goode), creatura dal quale, in quanto strega, dovrebbe tenersi ben alla larga, ma che inevitabilmente finisce per attrarla. E l’infatuazione è reciproca, tanto che lui, un esperto di genetica intenzionato a scoprire come mai le creature come demoni, streghe e vampiri si stiano indebolendo e stiano scomparendo, si riscopre protettivo nei suoi confronti.

Unendo le forze, Diana e Matthew cercheranno così di far luce sul mistero che circonda il manoscritto trovato da lei all’interno della Biblioteca Bodleiana di Oxford. Ma i due non sono gli unici a voler decifrare i segreti del libro: sulla loro strada, è già chiaro sin da queste puntate introduttive, incontreranno potenti nemici di ogni tipo, tanto streghe e stregoni che vampiri.

Teresa Palmer, le foto più belle della protagonista di A Discovery of Witches

A Discovery of Witches, la recensione del terzo episodio

Archiviate queste premesse, sistemato con pazienza ogni ingranaggio al suo posto, con il terzo episodio A Discovery of Witches – Il manoscritto delle streghe comincia subito a marciare a pieno regime, mettendo in scena la storia con una narrazione fluida e spontanea. Tanto che, se proprio dovessimo trovare un difetto finora alla serie, consiste nel non lasciare fiato per gustare a fondo i momenti più intensi, come ad esempio quelli in cui Matthew e Diana si avvicinano.

Che ormai Diana abbia fatto una scelta di campo, è subito evidente, quando a inizio episodio, nonostante le perplessità della “traditrice” Gillian circa il vampiro, la strega decide comunque di andare a passare la giornata con lui.

Durante questa scampagnata abbiamo l’occasione di conoscere meglio il misterioso Matthew e di imparare qualcosa circa il suo passato. Nato nel 500 e “rinato” come vampiro nel 537, il fascinoso personaggio interpretato da Matthew Goode racconta a Diana di sé e della sua famiglia. Anche la famiglia di Diana ha un ruolo nell’episodio: le sue zie sono entrambe preoccupate dal fatto che stia frequentando una creatura pericolosa, anche se le due reagiscono in maniera diversa alla situazione.

Scopriamo inoltre quelli che sono, nel mondo di A Discovery of Witches, gli effettivi poteri e punti deboli dei vampiri (che, per esempio, possono tranquillamente camminare alla luce del sole). E apprendiamo, da una semplice scena in cui del vino sta per rovesciarsi sopra dei libri, che i poteri di Diana, che non ha mai cercato nella sua vita di usarli consciamente, sono per lo più di natura istintiva. Quanto Diana sia effettivamente potente lo scopriremo però solo più avanti nel corso della puntata.

Dall’ostilità di Miriam nei confronti di Diana scopriamo del divieto per streghe e vampiri di frequentarsi. E veniamo anche a sapere delle trame della Congregazione, una misteriosa organizzazione che riunisce le creature magiche.

Knox, nel frattempo, continua a tramare per mettere le mani sul manoscritto e incarica Satu di indagare sul passato di Diana. L’infida strega scopre in effetti una serie di interessanti particolari su di lei e trova delle cruente foto della morte dei suoi genitori, che le farà trovare in casa, con l’effetto di destabilizzarla.

Fa tutto parte di un piano di Knox per far cadere Diana in un’imboscata alla Biblioteca, ma proprio quando la nostra eroina si trova a dover fronteggiare il potente stregone, fuori controllo per la rabbia tira fuori i suoi veri poteri, evocando un vento micidiale, di fronte al quale i suoi avversari non potranno nulla.

Esausta, sarà poi soccorsa da Matthew, che non si limiterà a baciarla, ma la convincerà anche ad allontanarsi da Oxford. Oltre che riprendere le forze, è infatti evidente che Diana dovrà imparare a controllare i propri poteri magici.

A Discovery of Witches, la recensione del quarto episodio

Il terzo episodio ha il merito di culminare sulla scena, quella del vento delle streghe, che svela finalmente le capacità di Diana, che per ora però rimangono per lo più istintive e si manifestano, come si è visto, in momenti di stress emotivo e pericolo.

Ora che sappiamo di cos’è capace la protagonista di A Discovery of Witches, possiamo definitivamente archiviare l’immagine della “streghetta” virtualmente in balia del pericoloso vampiro Matthew: i due, è evidente, se la giocano quantomeno alla pari.

Ma dopo le emozioni della puntata numero tre, in questo quarto episodio Matthew e Diana possono, almeno inizialmente, prendersi una pausa in Francia, nella “casa dolce casa” di lui, ovvero il castello di Sept-Tours, sede della famiglia dei de Clermont, dove a comandare è la decana, nonché madre-vampira di Matthew, Ysabeau.

Questa è palesemente diffidente nei confronti di Diana, dato che sono state le streghe, tempo addietro, a uccidere il suo amato Philippe. Ma anche le zie di Diana mettono la ragazza sull’attenti, perché la vampira è nota per averne fatte fuori parecchie, di fattucchiere.

Nonostante queste differenze, Diana e Ysabeau scopriranno di non disprezzarsi poi così tanto. Peccato che nel frattempo, mentre a Sept-Tours si fa festa, in Inghilterra Knox continui a ordire intrighi, sostenendo davanti alla Congregazione che Matthew abbia rapito Diana.

L’informazione turba il capo dei vampiri, che scopriamo essere Baldwin, fratello maggiore di Matthew, informato da Marcus circa l'ubicazione dei due. Viene così inviato a trovarlo un altro vampiro, Domenico. Diana, pur venendo a sapere del patto per cui vampiri e streghe non dovrebbero mescolarsi, non vuole però tornare e anzi vorrebbe attivamente infrangere quella regola, chiedendo a Matthew di esplicitare il suo amore per lei.

Nel frattempo, però, questi viene a sapere che a Oxford Gillian ha fatto irruzione nel suo laboratorio, costringendolo così a ripartire in fretta e furia, piantando Diana in asso (cosa che la porterà a manifestare la sua rabbia in una nuova, scenografica maniera).

Ma non sono solo i buoni ad avere problemi: anche Knox deve fare i conti con la sua fedele Satu, che ha rivelato a tutti del fatto che lo stregone non si è accorto dei poteri di Diana, pur avendola testata. Per “ringraziare” la sua sottoposta, Knox decide poco diplomaticamente di torturarla.

A splendere, in questo quarto, relativamente più tranquillo episodio, è Lindsay Duncan, qui nei panni di Ysabeau. L’attrice scozzese, veterana tanto dei set cinematografici quanto dei palchi teatrali, impone la propria presenza in ogni scena in cui compare il suo personaggio. E proprio la dialettica fra Ysabeau e Diana è l’elemento su cui si regge questo episodio in un certo senso “di transizione”, che ci traghetta verso quello che ormai sembra uno scontro inevitabile fra le fazioni in gioco.