Rome, episodi 1 e 2: aquile rubate e legionari rissosi

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Va in onda su Sky Atlantic Rome, l'avvincente serie tv ambientata nella Roma antica, con Kevin McKidd e Ray Stevenson nei panni dei due protagonisti, Lucio Voreno e Tito Pullo. Non perdere il primo e il secondo episodio di Rome, in onda martedì 14 gennaio alle 21.15.

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Rome, stagione 1, episodio 1

Gallia, 52 anni prima della nascita di Cristo. Due soldati romani, il centurione Lucio Voreno e il legionario Tito Pullo, ricevono un incarico importante: recuperare l'aquila personale di Cesare, rubata dal suo accampamento durante la notte. Nonostante i gloriosi successi militari ottenuti in Gallia, e nonostante la sua popolarità cresca di giorno in giorno, Cesare è rattristato dalla notizia della morte della figlia, nonché moglie all'amico Pompeo Magno, a causa di un parto particolarmente difficoltoso. In Senato, Pompeo si ritrova a dover difendere la prolungata assenza dell'amico e console contro le accuse di corruzione che vengono scagliate contro di lui. Secondo alcuni senatori, infatti, la guerra che sta portando avanti Cesare è illegale. Ovviamente si tratta di un complotto: l'obiettivo è toglierlo di mezzo. Intanto, Aziz dei Giulii manda suo figlio Ottaviano in Gallia per consegnare un dono, un bellissimo stallone, a suo zio Giulio Cesare. Il ragazzo, però, viene catturato lungo il viaggio. Fortunatamente per lui, Voreno e Pullo lo traggono in salvo, cosa che li fa entrare nelle grazie del loro Generale.

Rome, stagione 1, episodio 2

Cesare raccoglie le sue truppe in Gallia e si mette in marcia verso Roma. Nella Capitale, i suoi nemici sono in fervento: se Cesare dovesse fare ciò che nessun generale ha mai fatto prima, attraversare il Rubicone, un piccolo fiume tra Cesena e Rimini, con la sua armata senza aver prima ottenuto l'approvazione del Senato, gli equilibri su cui si regge la Repubblica sarebbero per sempre spezzati. Per rafforzare la sua posizione, Cesare nomina il suo caro amico Marco Antonio Tribuno della Plebe. Voreno e Pullo si ritrovano così ad accompagnare a Roma Marco Antonio e Ottaviano. Tito non vede l'ora di ubriacarsi e divertirsi con quante più donne possibile - cosa che farà e che lo porterà a perdere tutti i suoi soldi e a prenderle duramente durante una rissa -, mentre Lucio ha un solo pensiero in mente: rivedere sua moglie Niobe, salutata otto anni prima. Giunto a casa, Voreno la trova con in braccio un bambino, che gli viene presentato come suo nipote. Ma si tratta di una bugia. In Senato si tenta di dichiarare cesare traditore, motivo per cui Marco Antonio è diretto lì. Il suo obiettivo è porre un veto sulla votazione, ma, lungo la strada si ritrova coinvolto in un agguato. In realtà, l'obietto dell'assalitore non è il Tribuno della Plebe, bensì Pullo, che però lo uccide e, di nuovo, porta a casa la pelle. Convinto di essere appena stato salvato, Marco Antonio dichiara il legionaro un eroe: non si dimenticherà di lui.

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