The New Pope: la recensione dell'episodio 2

Presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, il secondo episodio di The New Pope , la serie Sky Original diretta da Paolo Sorrentino. Pio XIII (Jude Law) è in coma. E dopo una parentesi imprevedibile quanto misteriosa, il Segretario di Stato Voiello (Silvio Orlanod) cerca di far salire al soglio pontificio Sir John Brannox (John Malkovich) un aristocratico inglese moderato, affascinante e sofisticato. Leggi la recensione. ATTENZIONE SPOILER

The New Pope: la recensione dell'episodio 7 The New Pope: le foto del backstage

The New Pope. In cerca di un nuovo Pontefice

Morto un Papa se ne fa un altro, direbbero i più prosaici, gli occhiuti cultori del già detto. Ma The New Pope è tutto fuorché una serie tv banale e scontata. Paolo Sorrentino è un costruttore di mondi, non una fotocopiatrice. Lo si evince dal secondo episodio, presentato in anteprima mondiale alla 75.ma Mostra del Cinema di Venezia. Si capisce che Papa Pio XIII è ancora in coma. Con ogni probabilità nel primo episodio della serie Sky Original è stato eletto un nuovo pontefice, Francesco II (Tommaso Veglietti, il confessore che abbiamo visto in The Young Pope), ma è deceduto in circostanze misteriose. Un po’ come accaduto nella realtà a Papa Luciani, ovvero, Giovanni Paolo I. Sicché urge trovare al più presto una nuova guida in Vaticano. Tuttavia la seconda puntata inizia con una sequenza surreale en plein air, sardonica, sensuale, in perfetto stile Sorrentino. Su un cellulare compare la foto di spalle di un uomo vestito come un mussulmano che seduto su un tappeto all’interno di una tenda, lancia minacce contro l’Occidente e la cristianità. Lo smartphone appartiene a Sophie Dubois (la bellissima e talentuosa Céciile De France). In The New Pope, la responsabile marketing del Vaticano sfoggia uno stiloso e aggressivo taglio corto. La donna indossa una candida camicetta bianca, una croce al collo, orecchini, gonna nera e tacchi a spillo senza calze. Ha il rossetto e le unghie smaltate di rosso. Un gruppo di fraticelli, probabilmente francescani, la osserva con un certo interesse. La donna improvvisa uno striptease. Sembra l’incipit di una novella del Boccaccio, ambientata ai giorni nostri. Ma Sophie si ferma e mostra il dito medio agli attoniti monaci. Parte, quindi la sigla di testa. E anche qui si manifesta l’inaspettato. Sulle note di una raffinata musica da discoteca, gruppi di giovani suore ballano all’interno del vaticano. Morbide ed eleganti, le ragazze ondeggiano. La mente vola a certe sequenze di I Diavoli di Ken Russell. Paolo Sorrentino, come un temporale, ti sorprende sempre. Infatti dopo questi carnali opening credits, compare stagliata nel cielo azzurro una statua di John Henry Newman cardinale, teologo e filosofo inglese vissuto agli inizi del XIX secolo. Siamo quindi in Inghilterra. Con metodica simmetria, si alternano gli esterni di una prestigiosa residenza di campagna con le foto di alcuni ritratti di famiglia. Introdotti da un affannoso respiro compaiono un uomo e una donna, entrambi su una sedia a rotelle. Scopriremo nel corso dell’episodio che si tratta degli anziani e malati genitori di John Brannox, il cardinale inglese che Voiello vorrebbe come nuovo Papa. Pio XIII è in coma sospeso tra la vita e la morte, Grazie alla visione delle prime pagine dei quotidiani italiani, si capisce che in molti sospettano che sia stato il cardinale Voiello ad assassinare Papa Francesco II. Con il suo consueto e acuto sarcasmo il prelato partenopeo dice: “Non posso biasimarli, anche io al loro posto sospetterei di me.” E come in The Young Pope, Silvio Orlano dimostra tutto il suo talento attoriale nel vestire i panni di un personaggio spiritoso, ma niente affatto simpatico, nervoso, ma mai scialbo. 

John Malkovich, Un papa dandy, e Jude Law un pontefice angelo custode

Sono partiti in 4 per cercare di convincere John Brannox ad accettare di diventare il nuovo pontefice. Oltre a Voiello, ci sono i cardinali Mario Assente (Maurizio Lombardi, sempre misurato ed efficace), Aguirre (Ramon Garcia), Gutierrez (Javier Camara) e Sophia. Durante il viaggio, il quintetto cerca di farsi un’idea del futuro Papa. Per Voiello, Brannox è un uomo difficile e quindi autorevole, ma sa anche che è incline alla depressione. Il cardinale Assente lo ha frequentato durante il Sinodo sull’Europa e lo stima molto: ma per tutti la forza di Sir nel fatto che è il teorico della via media: prima la conoscenza, poi l’infallibilità papale, prima la morbidezza del compromesso poi i dogmi. Insomma ciò che serve per una Chiesa in difficoltà e sotto assedio tra terrorismo e scandali sessuali.

L’arrivo alla dimora di Brannox ha il fascino e il mistero di un racconto gotico. Come pezzi su una scacchiera i 5 in penombra sono avvisati dal maggiordomo che potranno vedere Brannox solo il mattino seguente. Inizia quindi la partita. E, inaspettatamente, sotto forma di fantasma o di angelo custode compare Papa Pio XXIII. Con delicatezza, ma con rigore, Lenny aiuta i cardinali a fare la scelta giusta, o ad accendere il camino per riscaldarsi. È un’altra trovata che rende The New Pope, una serie proteiforme, in grado di abbracciare i registri più diversi. La mattina dopo ci viene rivelato un dettaglio fondamentale per comprendere la personalità del personaggio interpretato da John Malkovich. Brannox, infatti aveva un fratello gemello, Adam, morto nel 1985, a soli 25 anni, I genitori sono convinti che John non abbia fatto tutto ciò che poteva per salvare Adam. Forse per questo il futuro Papa, roso dal senso di colpa, ricorre agli stupefacenti per poter dormire.

L’entrata in scena di John Malkovich ha la stessa forza evocativa di quella di Katrin Hepburn in Improvvisamente l’Estate Scorsa. In questo caso è l’abito che fa il monaco, o meglio il Dandy. John Brannox sfoggia un abito a 3 pezzi di taglio sartoriale e di squisita fattura. La camicia è bianca, la cravatta fantasia. Gli occhi sono bistrati. È un incrocio tra Disraeli, Lord Byron, Brummel e Oscar Wilde. Pure l’eloquio e le risposte date a Voiello, sembrano uscire dal manuale del perfetto Dandy. Senza contare che Malkovich si concede una sublime postura sdraiato su un canapé che pare uscita dai Fiori del male di Baudelaire come l’incontro tra i due cardinali sembra una partita a tennis giocata con le parole al posto delle racchette. Brannox, smagato poseur dice frasi tipo: “Solo gli altri sanno veramente come sto. Io non ho immaginazione” Voiello controbatte con un laconico “Io piango troppo spesso, per i film hollywoodiani romantici e per gli amici che stanno male”.

Il match prosegue a cena, insieme agli altri cardinali e a Sophie. La donna chiede a Brannox, come ha convinto così tanti anglicani a convertirsi al cattolicesimo. Il cardinale risponde : “Parlando d’altro; di golf, di Holderlin, di Montale, dell’Arsenal e di come le donne accavallano le gambe.” Ma aldilà delle boutade, il maggiordomo svela a Voiello che Sir John: “è una persona meravigliosa, ma fragile delicata come una porcellana. Ha avuto una vita costellata da dolori raggelanti e indicibili delusioni”. E che Brannox abbia degli scheletri nell’armadio viene sottolineato anche da una scena in cui un cardinale (interpretato da Massimo Ghini) rivela al marito di Sophie, un noto faccendiere e al ministro della economia a delle finanze, Duccio Guicciardini, di conoscere il segreto del Papa e quindi di poterlo manovrare a suo piacimento. Non resta quindi  che attendere la risposta di John Malkovich, un uomo persuasivo e avvolgente come il velluto. Sir John cercherà la risposta nel suo cuore, messo a nudo. Come la chiesa, così ardua da diagnosticare.