Series Day: parliamo di cose serie. Con uno sguardo al femminile

Inserire immagine

La giornata evento che si è tenuta lunedì 17 settembre a Milano all’Anteo Palazzo del Cinema con il tema “Al femminile” ha mescolato proiezioni in anteprima di serie in arrivo su Sky Atlantic (tra cui Save Me e la seconda stagione di Insecure ) e lezioni tenute da addetti ai lavori del calibro delle sorelle Izzo, due delle doppiatrici italiane più apprezzate sia del grande sia del piccolo schermo che hanno svelato al pubblico tanti trucchi del mestiere. Ecco cosa ci hanno raccontato con la loro inconfondibile voce

La giornata evento Series Day che si è tenuta a Milano lunedì 17 settembre all’Anteo Palazzo del Cinema è stata la riprova che le storie sul piccolo schermo ormai tengono testa a quelle formato schermo XL. Vedere le serie in arrivo su Sky Atlantic proiettate in anteprima al cinema ne è stata infatti la cartina di tornasole.

Una giornata di emozioni in formato inedito, quello da grande schermo appunto, emozioni che solitamente ci arrivano da una finestra affacciata su altri mondi di taglia più small ma che non temono d’essere amplificate, anzi.

E non solo l’immagine è stata protagonista della giornata: anche il suono, nello specifico il doppiaggio, è entrato in scena nelle sale in cui si sono tenute le emozionanti lezioni teoriche e pratiche offerte da due firme del calibro di Fiamma e Giuppy Izzo. Un tema “Al femminile” che si è dipanato sotto ogni aspetto, insomma, anche passando attraverso quello meno visibile ma ben udibile.

Il primo appuntamento è stato con la nuova, attesissima serie Save Me, di cui è stato presentato in anteprima il primo episodio. Creata, scritta e diretta da Lennie James (il Morgan Jones di The Walking Dead), che qui interpreta Nelson “Nelly” Rowe, la storia si impernia su un uomo con il vizio del bere e un’aurea poco mistica da fallito che si ritroverà suo malgrado coinvolto nel rapimento di sua figlia. Già la prima puntata ha in nuce tutta la suspense di cui è impregnata l’intera stagione: fiato sospeso per il pubblico e ritmo sincopato per le immagini che scorrono veloci sullo schermo, in un crescendo di tensione di cui già il primo episodio è un succulento boccone.

Con un fil rouge sonoro fatto di giri di piano in cui viene martellata la stessa nota in maniera ossessiva, à la Rossini, Save Me rappresenta la follia umana in tutto, anche nella colonna sonora. Il primo episodio Il lato oscuro, primo tassello del puzzle creato ad arte da un Lennie James in stato di grazia, offre già un assaggio dei tanti ingredienti che saranno mescolati nella trama, in un mix che non lascia nulla al caso sia a livello narrativo sia a livello sociale: dal tema dell’alcolismo a quello della malattia, dal tema della ricerca del padre biologico a quello della paternità negata, da quello del razzismo (il protagonista chiederà alla poliziotta di colore, come lui, se la chiamano “Guinness”, nel senso di birra scura, umorismo dietro cui si intravede anche lo scenario: siamo in Inghilterra) a quello anch’esso attualissimo dell’adescamento via web, Save Me ha tanta, tantissima carne al fuoco da offrire a chi vorrà banchettare assieme all’anfitrione. Un padrone di casa, Lennie James, che ti accoglie con quel suo sorriso magnetico, a tratti diabolico, da cui è difficile non lasciarsi attrarre inesorabilmente.

Oltre a pendere dalle labbra dell’attore americano, i convenuti all’evento Series Day sono rimasti stregati da altri due paia di labbra davvero straordinarie: quelle di due delle doppiatrici più notevoli del panorama nostrano, ossia Fiamma e Giuppy Izzo. Le due sorelle appartenenti a una delle famiglie più blasonate del doppiaggio made in Italy hanno messo a disposizione la loro arte, prestandosi come maestre in una emozionante masterclass di doppiaggio.

Inserire immagine

Davanti a una sala gremita di fan di questi due mostri sacri, le sorelle hanno parlato della loro esperienza, del loro lavoro fatto di passione ma anche di tanta disciplina e sacrifici. “Siamo come degli atleti. Il nostro lavoro influenza anche il nostro stile di vita: non puoi fare tardi la sera, devi lavorare per avere molto fiato, non devi bere alcolici, per non parlare del fumo che è un grosso problema… In America ormai gli attori non fumano più e non vogliono categoricamente essere doppiati all’estero da doppiatori tabagisti”, spiega Giuppy Izzo.

Lei e la sorella Fiamma da quattordici anni hanno un appuntamento fisso ogni settimana: Grey’s Anatomy. E mentre per due sorelle normali questo significherebbe trovarsi e guardare assieme la celeberrima serie americana, per le rampolle di casa Izzo vuol dire trascorrere nove ore al buio per lavorare al doppiaggio. Fiamma si occupa dell’adattamento come direttore mentre Giuppy doppia la protagonista Meredith Grey, interpretata da Ellen Pompeo. “È logico che l’originale sarà sempre più bello però si può mantenere comunque l’emozione. Quand'è che un doppiaggio è fatto bene? Quando è trasparente: non si deve vedere, non bisogna rendersene conto” continua Fiamma.

Inserire immagine

Tanti ostacoli, tra cui la lunghezza dei dialoghi (la traduzione in italiano dall’americano porta sempre a perifrasi e a spiegazioni molto più prolisse rispetto allo stringato modo di parlare a stelle e strisce) e l’effetto troppo finto. Per aggirare quest’ultimo, la scuola delle sorelle Izzo è quella imparata sui banchi di casa, grazie al maestro di quest’arte che è stato il loro padre, il grande Renato Izzo.

“Non facciamo mai finta di mangiare ma deglutiamo sempre qualcosa che però deve essere morbido onde evitare che faccia rumore” spiega Giuppy. “Immedesimarsi in un personaggio è anche questo: mangiare, correre davvero. Non faccio mai il finto fiatone ma davvero mi metto a correre per qualche isolato e poi torno, pronta per la scena da rendere in maniera molto più realistica”.

Con una simpatia contagiosa, forse data anche dal fatto che le loro voci sono tra le più familiari che conosciamo dopo quella di nostra mamma (dato che ipnotizzano le nostre orecchie da anni uscendo dal televisore a qualunque ora), le sorelle Izzo hanno condiviso con il pubblico del Series Day anche un altro cruccio che ogni settimana si ritrovano tra capo e collo: “I termini medici. Se in americano un elettrocardiogramma si dice semplicemente ECG, in italiano appunto devi tradurlo con un ben più chilometrico e-l-e-t-t-r-o-c-a-r-d-i-o-g-r-a-m-m-a”.

Ma anche l’emotività è un fardello che un doppiatore deve sapere attaccare al chiodo prima che si accendano i microfoni: “Ti devi spogliare di tutto prima di entrare. Anche delle tue emozioni. Non puoi permetterti di essere giù di morale né di aver pianto tutta la notte perché devi entrare in un altro personaggio e per farlo devi essere al top della forma. Sia fisicamente sia psicologicamente” confessa Giuppy.

Una psiche che viene indagata a fondo da un doppiatore è quella dell’attore che traduce, come continua a spiegare: “Quando doppi un attore, ti sembra di conoscerlo. Conosci a menadito i suoi respiri e anche i suoi risvolti psicologici. Per questo quando ho incontrato per la prima volta Ellen Pompeo e ci siamo abbracciate è stata un’emozione incredibile. Mi sembrava di abbracciare una cara amica”.

Quell’emozione di calarsi intimamente nella parte di un’altra persona, vestendo i suoi panni e regalandole la propria ugola e tutto ciò che manovra quella voce (pensieri, sentimenti, ansie e paure varie) è stata poi offerta ai partecipanti: alla lezione teorica di doppiaggio è infatti seguita la parte pratica in cui tanti aspiranti doppiatori  si sono messi alla prova, guidati dall’esperienza delle sorelle Izzo.

Doppiare una clip di Grey’s Anatomy assieme alla voce “vera” di Meredith, quella italiana? Non ha prezzo. Dopo averla provata, consigliamo l’esperienza a tutti. Ellen Pompeo compresa.

Inserire immagine