1994, la recensione del settimo episodio

Il 1994 sta per finire, così come il Governo Berlusconi I. Intanto Pietro, dopo la morte del padre, è sempre più alla deriva, mentre Veronica deve decidere se sposare o meno Leonardo, di cui, in effetti, non sa quasi niente. In una notte di tempesta, letterale e metaforica, i personaggi di Accorsi, Leone e Caprino fanno delle scelte che segneranno per sempre le loro esistenze: leggi la recensione del settimo e penultimo episodio di 1994. - 1994, le foto del finale della serie TV

1994, scopri tutto nello speciale sulla serie

1994, cosa succede nel settimo e penultimo episodio

Il settimo e penultimo episodio di 1994 si apre in tribunale, durante un'udienza del Processo Enimont, e precisamente con la chiusa di Di Pietro, che, alla fine, si toglie davanti a tutti, e simbolicamente, la toga da PM. C’è un motivo per questo gesto fatto con la chiara intenzione di attirare l’attenzione: Di Pietro ha saputo che sta per arrivare una nuova ispezione, così, onde evitare che alcune “leggerezze passate” possano andare a inficiare l’ottimo lavoro svolto finora, presenta le sue dimissioni. Dimissioni che, dopo un iniziale rifiuto, vengono accettate da Borrelli. Scaglia è profondamente deluso: lui ci credeva veramente, ma ora è tempo di svegliarsi e di accettare il fatto che anche Di Pietro è umano. Come spesso accade nella vita, le vittorie nascondono anche delle sconfitte, e non c’è dolce che tenga, alla fine in bocca rimane un restrogusto amaro. In un repentino cambio di idee, Dario chiama Giulia e le dice di voler andare al matrimonio di Veronica.

Intanto Pietro Bosco è andato a casa di Izzo. Solo che la situazione gli è “leggermente” sfuggita di mano, e alla fine ha letteralmente ammazzato di botte l'usuraio che tormentava suo padre. Poco male, se non fosse per quel ragazzino (il figlio di Izzo? Il nipote?) che ha visto tutto e che poi è sparito nel nulla. Da deputato a latitante il passo è stato più breve del previsto.

Ci spostiamo poi presso l’antica e sontuosa villa dove avrà luogo il matrimonio di Leonardo e Veronica. Mentre Simona accoglie gli ospiti e dà le ultime istruzioni al personale, Veronica, incinta di qualche mese, con un tempismo a dir poco incredibile confessa a Leonardo di non volersi più sposare. Lui, più gelido del Re della Notte di Game of Thrones, le dice che va bene, che non c’è nessun problema, ma poi durante la cena fa un discorso da #veropubblicitariodoc (che trovate dopo il recap) che fa scendere le lacrime un po’ a tutti gli invitati. Anche Veronica piange: dopo un discorso del genere, come le fa giustamente notare Leonardo, che le trovi lei "le palle" e che lo dica lei ai loro ospiti che non ci sarà nessun matrimonio.

Anche il meteo ci mette lo zampino: a causa di un violento temporale salta l’elettricità, dunque la villa è completamente isolata. Come se non bastasse, Scaglia consegna a Notte il mandato d’arresto stampato qualche giorno prima. Dario, però, confessa di non aver mai inoltrato l’avviso al giudice. Questo sì che è un bel regalo di matrimonio! Leo, dopo aver tirato il proverbiale sospiro di sollievo, chiede all’ormai suo ex nemico di fargli da testimone, perché “lui” (cioè il Cavaliere) non gli ha più fatto sapere niente. Scaglia, disilluso al punto da rinunciare ai suoi ideali, stringe la mano al futuro sposo: è l’inizio di un sodalizio, e di un’amicizia, che andrà avanti per molti anni. In compenso a essere giunta al termine è la storia con Giulia, che, quando scopre che Dario ha deciso di lasciare la Procura perché “ormai non ha più senso lottare”, si inalbera non poco: lei ha rinunciato allo scoop della vita per proteggerlo, come si permette lui di arrendersi così??

Mentre Leo scrive a Veronica una lettera-confessione, il suo cellulare squilla: è Silvio Berlusconi, che, in piena crisi di governo, si è dimenticato del lieto evento. Il Cavaliere ammette la sconfitta, quantomeno quella temporanea: si dimetterà.

Nel frattempo, un individuo dal volto coperto fa irruzione in camera di Veronica: è Pietro. E’ evidentemente scosso, e vuole sapere se tra loro c’è mai stato qualcosa di vero. Lei, scaltra quanto il suo futuro sposo, gli risponde che sì, quello che c’è stato tra loro era reale, e lui a quel punto le propone di scappare insieme. L’improvviso arrivo di Leonardo, che ha saputo che Bosco è ricercato per omicidio, fa precipitare le cose. Pietro, pistola in mano, prende in ostaggio i futuri sposi. Attraversato un bosco, fa fermare un automobilista e gli ruba la macchina. Fa guidare Notte, al quale comanda di andare “più veloce, più veloce, ca**o!!”, e alla fine viene evitato il frontale con un camion per pura fortuna.

Mentre Veronica disarma il suo ex arriva una volante dei carabinieri, ma Leonardo, sempre da #veropubbilcitariodoc, si inventa una storia abbastanza credibile da far risalire i due agenti sulla loro vettura. Alla fine, Bosco viene portato a destinazione: il porto. Ad attenderlo c’è una nave diretta chissà dove. Prima di andarsene, Pietro vuole sapere se il figlio che Veronica ha in grembo è suo. Lei risponde di no. Sta mentendo, come scopriremo nell’ultimo episodio. “Non mi cercare più.” sono le ultime, definitive parole di Veronica.

Partito Pietro, Leo consegna alla sua (non troppo) dolce metà la lettera che gli abbiamo visto scrivere durante il black-out. Lì, nero su bianco, c’è la verità su di lui. “La verità non ha lo stesso peso per tutti. Io posso reggerlo il peso delle mie colpe, ma gli altri?” si chiedeva prima il personaggio di Accorsi, dunque la domanda sorge spontanea: Veronica reggerà? Non lo sapremo mai, perché Veronica la missiva decide direttamente di non leggerla. La fa a pezzettini e la getta in mare. Le basta ciò che ha vissuto nelle ultime ore, ciò a cui ha assistito. La sua scelta l’ha già fatta.

Intanto, Berlusconi si è dimesso, e il governo è caduto. Poco male: ora Silvio potrà fare da testimone a Notte, infatti arriva in elicottero. Mancano solo i futuri sposi: dove diavolo sono? Eccoli. Fermi all’ingresso della chiesa, Leonardo e Veronica si scambiano uno sguardo complice: sì, sono proprio uguali.

 

1994, le foto di backstage del cast del finale di stagione della serie TV

 

Il discorso integrale di Leonardo Notte

Qualche mese fa è morto un mio amico, Paolo Pellegrini. Molti di voi lo conoscevano. Se n’è andato solo, nell’indifferenza generale…l’ho trovato io. Penso a lui tutti i giorni. Anzi, penso alla morte tutti i giorni. Come sapete, ci sono andato parecchio vicino, 18 millimetri secondo il chirurgo, tanto così. Ma anche prima era un pensiero costante. C’è una poesia che mi ha colpito, anni fa. Diceva più o meno: beati voi che pensate al progresso, io penso solo alla morte e al sesso! Io ero così. A volte diciamo che il sesso prendeva il sopravvento nei miei pensieri. Veronica invece mi fa pensare alla vita… Però Viola non ha tutti i torti: io non ci credo all’amore. Che cos’è l’amore? Niente balletto eh! Ci hanno provato a spiegarmelo al corso prematrimoniale…sì, ho fatto anche il corso prematrimoniale… Sincerità, rispetto, condivisione, fedeltà. Io sono bugiardo, non porto rispetto, condividere mi fa schifo, e in quanto alla fedeltà…beh…i cani sono fedeli. Quindi, che senso ha essere qui? Nessuno. Come tutte le cose che facciamo, siamo solo creature difettose e infelici e sbagliate, destinate alla morte. Ma forse, però, l’unico modo per fotterla, la morte, e non andarsene soli nell’indifferenza generale è avere qualcuno nel cuore ed essere nel cuore di qualcuno. E sono sicuro che se non funziona con te…che sei esattamente come me…allora non può funzionare con nessuno. Veronica, sei la mia ultima possibilità di salvezza.

 

1994, il commento al settimo e penultimo episodio

Il settimo e penultimo episodio di 1994 è l’ultimo episodio ambientato in quell’anno, ed è un episodio che, effettivamente, tira le fila di quanto visto finora. Alcune storie finiscono, altre invece (ri)nascono o si rafforzano. Tra le prime troviamo: Di Pietro, che, in guerra contro Berlusconi e consapevole dei suoi potenziali punti deboli, abbandona il pool Mani Pulite; Dario, che, deluso e disilluso dalla decisione del suo idolo, lascia la Procura; Giulia, che, furiosa per aver regalato inutilmente lo scoop della vita, rompe con Dario; Pietro, che, latitante e definitivamente respinto da Veronica, tenta la fuga dall’Italia; il Cavaliere, che, attaccato su più fronti, alla fine decide di dimettersi. Tra le seconde invece troviamo l’inaspettata nuova amicizia/collaborazione tra Scaglia e Notte – della serie “ormai siamo così nemici che abbiamo fatto il giro e possiamo anche diventare amici, tanto i principi morali ed etici in questo mondo sono utili come le unghie tagliate!” – e la rinnovata unione tra i personaggi di Accorsi e Leone, che alla fine convolano a nozze. In base a quanto visto nell’episodio 8 sappiamo già che non durerà, ma la scelta di Veronica di stracciare la lettera scritta da Leonardo e gettarla in mare, dunque di rimanere volutamente all’oscuro riguardo il passato del suo futuro marito, dice molto su di lei, sulla sua determinazione, sulla sua ambizione, e sulla sua capacità di accettare il compromesso in vista di un obiettivo importante.

Ottime le interpretazioni dei tre protagonisti principali. Il personaggio di Accorsi è il fixer di sempre, capace di cavarsela in ogni situazione, anche la più assurda, però finalmente lo vediamo anche sotto un’altra luce, e non ci riferiamo solo al suo discorso – comunque una mossa calcolata, perché Leonardo Notte è un calcolatore nato –, ma anche, soprattutto, alla parte finale dell’episodio, quando Bosco gli dice “Io per te non l’avrei fatto.” e lui ribatte “Non l’ho fatto per te.”, lasciando chiaramente intendere che l’ha fatto per Veronica. Perché se non funziona con lei, allora non funzionerà mai con nessuno.

Decisamente una triste fine quella di Pietro, un uomo dominato dall’istinto e dalle emozioni, nel bene e nel male. Il personaggio di Caprino non riesce a controllarsi, non riesce a governare la rabbia che gli ribolle nelle vene, e abbiamo visto spesso le conseguenze di queste scelte/non scelte. Tanto Leonardo è calcolatore quanto Pietro è passionale, ma ciò non è positivo, né per l’uno né per l’altro. In 1994 non si salva praticamente nessuno, è vero, ma è innegabile che Bosco e Notte rappresentino due modelli, seppur opposti, di cosiddetta mascolinità tossica, esattamente come Veronica rappresenta un modello di donna realistico ma non per questo edificante. Sono personaggi già condannati a sbagliare, qualunque cosa facciano, qualsiasi scelta prendano.