1994, la recensione e il commento del sesto episodio

E' il momento forte dello scontro tra la Magistratura e Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio. Il tutto sullo sfondo di un meeting sulla sicurezza a Napoli, cui partecipano i più importanti ministri europei. Il sesto episodio, che vi raccontiamo e commentiamo, è forse il più corale di 1994 . Leggi la recensione. Le Foto del backstage degli episodi 5 e 6

1994: la recensione dell'episodio 5 Scopri tutto su 1994

(@BassoFabrizio)

Due mondi che si scrutano e devono incastrarsi: da una parte Leonardo Notte (Stefano Accorsi), che ha bisogno di entrare in Parlamento perché gli serve l’immunità, dall’altra Silvio Berlusconi (Paolo Pierobon), impegnato a scegliere il menu di una cena, che gli annuncia che ci vorranno tre mesi. Sul volto di Notte si legge la delusione (o forse la disperazione): la Procura non aspetta, non sono acque chete. Ma ci pensa il Ministero a stopparli: per Di Pietro, Davigo e Colombo arriva una ispezione. Intanto, sulle note di Parlami d’Amore Mariù arrivano all’Hotel Excelsior di Napoli Leonardo Notte e Veronica Castello (Miriam Leone) e subito si amano. D’altra parte c’è una promessa di matrimonio che viene suggellata dalla consegna dell’anello con brillante. Ora sì che sono ufficialmente fidanzati.

Uno scippo mette a rischio il meeting internazionale sulla sicurezza

Napoli accoglie gli ospiti stranieri. E’ una città blindata per questa conferenza contro il crimine e Silvio Berlusconi fa gli onori di casa. E’ Leonardo Notte a suggerirgli, per ogni auto che arriva, chi scenderà. All'improvviso la brutta notizia: la moglie del ministro svedese è stata scippata degli orecchini. Intanto Veronica Castello sceglie le partecipazioni per il suo matrimonio ma sorge un dubbio: è incinta e non sa se il figlio è di Notte. Il matrimonio potrebbe non esserci. L’altro potenziale padre, Pietro Bosco (Guido caprimo), è in auto con i suoi fantasmi che lo riportano alla lite col padre, che morto assassinato da poco. Lo attende un pranzo con Gaetano Nobile e Massimo D’Alema durante il quale viene tratteggiato un Umberto Bossi indeciso, che non sa se schierarsi con Di Pietro o con Berlusconi. E finché il capo della Lega non rompe col Berlusca…beh Roberto Maroni non spaccherà il partito.

Gli ispettori del Ministero in Procura

Leonardo Notte raggiunge Lily, la moglie scippata del ministro svedese: la missione è chiara, niente denuncia e lui recupererà gli orecchini. Lei accetta ma gli concede solo tre ore di tempo. Intanto Berlusconi parla al convegno, chiede un minuto di silenzio per le vittime delle mafie. Squilla il telefono di Notte: gli orecchini possono tornare alla legittima proprietaria al prezzo di dieci milioni di lire in contanti. In Procura, Di Pietro freme, capisce di essere a un bivio e pare sia quello sbagliato: finché gli ispettori resteranno lì, l’indagine sulle tangenti Fininvest non avrà sbocchi. Tranne quando gli ispettori si allontano e allora si coglie l'attimo e tutti a cercare le prove dell’incontro tra Gualtieri e Berlusconi: ma il tempo è poco. E mentre si cercano prove, gli orecchini scivolano nelle mani di Notte.

Leonardo arrestato e sul Premier cala la...Notte

A cena emerge lo scenario che sta costruendo Umberto Bossi: prima la Finanziaria, poi spaccherà il governo. Pietro Bosco prova a convincere Maroni a staccarsi dalla Lega. La motivazione? Nonostante tutto, meglio con Berlusconi. In quegli stessi momenti Leonardo Notte si ritrova coinvolto in una retata e finisce in Questura dove gli ricordano che la pena per ricettazione va da due a otto anni. Chiede di parlare con Berlusconi, ma il solo disponibile è Bosco, che prima finge di essere solidale, ma alla chiusura della telefonata Notte viene arrestato. Fino all’arrivo di una chiamata cui non si può dire no. Esce e corre a restituire gli orecchini. La moglie del ministro è sul letto, gambe escoriate per l’aggressione ma sguardi seducenti, e la maniglia della porta che si chiude per nascondere il risultato di un desiderio improvviso. Bosco è al bar, ha bevuto e gioca sporco. Telefona a Bossi e gli dice che Maroni vuole passare con Berlusconi: ma è falso.

Compare il documento scomodo, il Premier è circondato

Veronica Castello è in camera con i suoi fantasmi quando bussa Notte. Lui si siede e si accende una sigaretta, lei insinua che se la sia spassata con la svedese. In procura, come carbonari, i PM cercano prove sfruttando la notte, quando gli ispettori non ci sono: compare un pass per Palazzo Chigi per Matteo Guarnieri con una data ben precisa. Lo ha trovato Dario Scaglia (Giovanni Ludeno). Si tirano le somme per procedere e si decide di andare avanti, il Presidente deve essere ascoltato. E lui quando lo sa commenta laconicamente, guardando fisso Notte negli occhi: “Sono arrivati”. Cerca di capire, è accusato di avere versato 230 milioni di tangenti alla Guardia di Finanza per non mettere bocca in Mediolanum e Mondadori. Emblematica la poltrona vuota.

Intanto Bosco continua a tramare. E a bere. Al bar dell’hotel ritrova Veronica. Lui si dà del pirla e comincia a raccontare di suo fratello e della sua passione per il whisky. Più tardi, chiusa nella sua stanza, Veronica si confronta con lo specchio: la pancia comincia a prendere rotondità, la gravidanza potrà essere celata ancora per poco. La notizia del mandato di comparizione per il Premier arriva, tramite Giulia, a una grande testata nazionale e si decide di andare in prima pagina. Berlusconi reagisce e parla di uso distorto della giustizia. Chiede la protezione del Presidente Oscar Luigi Scalfaro. E poi aggredisce verbalmente Notte: in un faccia a faccia gli dice che si è fatto manipolare. Notte è basito, riesce solo a mormorare “Non può pensarlo davvero”.

Il commento del sesto episodio

E' un rollìo costante. Anche perché è l'episodio più corale di 1994. In precedenza c'è sempre stata una figura intorno alla quale ruotava la storia, questa volta sono tutti protagonisti. O forse, meglio dire sono tutti comprimari, perché a primeggiare è la storia: le trame per ribaltare il Governo e dividere la Lega, lo scontro tra chi indaga sulle tangenti e chi cerca di ostacolare le indagini, i tormenti di Pietro Bosco e quelli più profondi di Leonardo Notte, che sembra su un ottovolante. Gran cerimoniere all'incontro internazionale sulla sicurezza, poi a trattare con i malavitosi per un paio di orecchini rubati, quindi l'arresto, la freddezza della sua Veronica e, gran finale, Silvio Berlusconi che lo scarica e lo accusa di essersi fatto manipolare. Lui, che riuscirebbe a manipolare anche un sasso. Ma d'altra parte Leonardo Notte esiste solo per l'anagrafe.

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