Serena, la youtuber che sa che significa...colpevole

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Serena fotografata da Andrea Ravanetti

Serena è una diciottenne artista vicentina appassionata che si costruisce credibilità sul suo canale YouTube per poi proseguire su Instagram e TikTok. In breve tempo si fa un nome. Ora esce col singolo Colpevole che denuncia l'omogeneizzazione nell'arte. L'INTERVISTA

(@BassoFabrizio)

Una diciottenne che della vita ha già capito parecchie cose. Si chiama Serena, è di Vicenza, e dopo essersi su strutturata su youtube, instragram e tik tok è pronta per affrontare il mondo della musica con brani inediti. Il suo secondo singolo si intitola Colpevole e parla dell’arte in generale che è vittima di una forte omogeneizzazione e dunque talvolta mette sotto accusa chi è originale, chi è diverso. Serena sostiene che spesso molte persone giudicano gli altri senza nemmeno provare ad ascoltarli e a capirli. Ci si sente così giudicati per qualsiasi cosa si faccia, anche sui social, da persone che magari prima dovrebbero dovrebbero fare un esame di coscienza. La ho intervistata.

Serena sei protagonista su più fronti: ti senti spaesata talvolta?
No e non voglio dividere le cose. Sono sempre io con la mia personalità e voglio essere questo.
Essere così artisticamente duttile in Italia non sempre è considerato un pregio.
Lo so, si pensa che chi fa tante cose non può farle bene tutte e dovrebbe concentrarsi su una. Serve più apprezzamento su tutti i campi, c'è troppa prevenzione verso chi prova a cambiare invece è bello mettersi in gioco e giocarsi le proprie carte.
Tu sei nata sui social.
Sì, ho iniziato con i musical ma ho preso il tutto più seriamente quando i video su youtube hanno iniziato a macinare visualizzazioni. Ora lavoro con metodo e non solo sulle cover.
Quando hai capito di piacere?
Sono due i brani che definisco della svolta: Cupido di Sfera Ebbasta e Cherofobia di Martina Attili. Parliamo di 500mila visualizzazioni. Ci sono state anche critiche e col tempo ho imparato a viverle con distacco.
Il nuovo singolo è Colpevole.
Il primo singolo parlava più di me, con Colpevole ho cercato di essere più globale. Ora arriva a più persone e voglio trasmettere il mio punto di vista e anche essere di aiuto.
Ti assumi responsabilità in questo modo.
Il senso di responsabilità c’è anche in una storia su instagram. Basta una foto dove ho davanti un calice di spritz che si scatenano, che dicono che sono diseducativa. Per questo c’è la responsabilità. Una volta ho chiesto a cosa preparasse il liceo classico e sono stata insultata. Per evitare speculazioni con Colpevole ho studiato ogni parola. Voglio evitare strumentalizzazioni.
Passi molto tempo a parlare con te stessa...suppongo.
Mi psicanalizzo un botto. Nel periodo dell’adolescenza si scoprono le proprie forze e debolezze e ora  ho capito cosa mi fa stare bene e cosa male.
Cosa studi? Come va a scuola?
Frequento il liceo economico sociale: ho buona memoria, seguo le lezioni e a casa mi basta un ripasso. Ho il tempo per studiare soprattutto in questa fase che tralascio un po’ youtube per dedicarmi alla musica. La maturità è importante.
Gli inediti li scrivi tu?
I testi sono i miei, magari per qualche parola chiedo supporto. Devono raccontare i miei pensieri. Per la musica mi serve una mano per la melodia.
Si fatica ancora in Italia a vivere la musica come arte.
La musica è una forma d’arte che fornisce spunti di riflessione. Certo ci sono testi più orecchiabili senza significato profondo ma non vanno sottovalutati: basta un verso per renderli particolari. Serve poi più attenzione: i rapper vanno ascoltati.
Ora che sei popolare gli amici si saranno moltiplicati.
Alle scuole medie stavo un po’ in disparte e non avevo molti amici, ma riconosco che ora sono ricomparsi in tanti. Molti mi vedono ancora come la strana che fa le cose su internet. Riesco a capire chi mi è amico e chi è un utilitarista.
Che succede nei prossimi mesi della tua vita artistica?
Uscirà un singolo estivo da portare a qualche festival e in qualche locale per promuovere la mia musica. Da qui all’estate almeno due singoli. Penso anche a qualche featuring.
Nomi?
Ci stiamo ragionando. Sono interessata sia a qualcuno che con me non c'entra nulla e dunque spaccare sia a qualcuno che mi dia continuità. Però ammetto che la novità mi piace, proporre quello che non ti aspetti.
Quando tempo dedichi alla musica?
Due pomeriggi a settimana. I social li curo io. La musica c’è sempre, è parte integrante della mia giornata.
Il featuring dei sogni?
Ho un amore incondizionato per Marco Masini. Ascolto poca musica internazionale: di una canzone voglia capire di cosa parla. E poi c'è Renato Zero che è il cantante di famiglia per quanto negli anni lo abbiamo ascoltato.