La Zero fa di Abracadabra una magia di consapevolezza

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Manuela Zero ovvero La Zero

Dopo Nina è brava presentato a Sanremo Giovani, La Zero torna con un singolo che parte da Napoli, dalla sua terra e dal suo dialetto. Abracadabra è un brano autobiografico nel quale i ruoli si capovolgono. Vittima e carnefice si fondono infatti insieme per svelare una verità, dal sottile confine tra bene e male, mai oggettiva, ma frutto di punti di vista. L'INTERVISTA

(@BassoFabrizio)

La storia, o meglio l'intervista, comincia sovvertendo un adagio popolare che non conosce confini. Perché nella vita di Manuela Zero i pesci parlano. Possono parlare. Non sono muti. Così come parlando l'orgoglio e il coraggio, la forza d'anima e di cuore. Si intitola Abracadabra il nuovo singo de La Zero, questo il suo nome artistico, cantautrice napoletana sfacciata nell'affrontare la quotidianità. Nei suoi testi alto è il valore dell'essere umano: nessuna paura ad affrontare i lati oscuri della vita. Ne abbiamo parlato insieme.

Manuela partiamo dai pesci parlanti.
Mi papà è stato per tanti anni un pescatore e mi ha fatto credere di colloquiare con i pesci.
Come accadeva?
Lui faceva il sub, ora ha smesso perché non è più un ragazzino, e ogni volta che risaliva da una immersione mi raccontava la vita attraverso i racconti dei pesci. Provengo da una famiglia normale che sapeva raccontarmi storie incredibili.
Ti ha sempre sostenuto nelle tue scelte artistiche?
Eccome. Ho studiato al San Carlo di Napoli. e quel rigore che ho acquisito lì mi ha spinta ad andare oltre, a non trattenermi.
Sei figlia unica?
Ho un fratello, Giuseppe, che fa l'ingegnere. Sono molto legata a lui anche se a volte mi guarda in silenzio.
Dove hai ereditato il dna artistico?
Mi papà è fantasioso, al di fuori di ogni schema.
Hai scelto una strada difficile.
Con cognizione. Non ho mai avuto un piano b.
La tua forza?
Certe porte prese in faccia con violenza mi hanno motivata a perseverare.
So che è in arrivo un appuntamento importante.
Sarò ospite di Musicultura, il 27 febbraio partiranno le prove. Porterò una performance, non credo sia mai accaduto.
Cosa porterai su quel palco?
Due brani inediti più Abracadabra. Il tutto eseguito con violino e chitarra. Uni dei due inediti è una storia pesante che parla di un amore impossibile. Ci sarà con me alla chitarra Alessio Rossetti. Musicultura per me è importante perché potrò stare sul palco circa trenta minuti.
Canti, balli, reciti...
Oggi bisogna sapere comunicare. Io mi sento preparata. Per questo a Musicultura proporrò una performance. Sperando che non mi caccino.
In Nina è Brava parli dei figli di chi è in carcere. Il video è un pugno allo stomaco.
Non avevo budget e dunque nasce senza ambizione. Sono felice che ti sia piaciuto. Quando mi hanno parlato di quella realtà credevo fosse uno scherzo e mi sono sentita in dovere di indagare. Poi ho scoperto che è una realtà vera e folle, mi ha preso l'angoscia e la canzone è nata in una sera al pianoforte.
Messaggio potente.
Sono bambini che nascono senza speranza. Ho cercato di portare in televisione la storia ma me lo hanno impedito. Quei bambini non hanno una realtà sostituiva al carcere.
Poi c'è Abracadabra, il nuovo singolo.
Racconta di una persona che sognava di essere come sua madre ma poi ha preso un'altra strada che la ha anche costretta ad accettare compromessi. Ma resta una donna forte, consapevole di ciò che vuole, non una vittima del si. E' il mio primo progetto vero, è una presa di consapevolezza. E' un featuring con Livio Cori. C'è poi la complicità di Alessandro Manzo, il mio produttore.
Che intendi?
D'ora in poi la mia strada è segnata. Mi metto in discussione per avere accettato in passato alcuni compromessi, per avere tradito e fatto qualche stupidata.
Cosa intendi per avere accettato compromessi?
Per un periodo ho accettato una sottomissione mentale, psicologica
Da dove riparti?
Eliminare errori, perdonare gli altri e ripartire con consapevolezza.
Sei una scrittrice prolifica?
Lavoro al pianoforte e musica e parole nascono insieme. Ho da parte una decina di canzoni indie che al momento non mi sento di fare uscire. Anche Francesco Facchinetti ha accettato di  cambiare rotta: non è usuale.
Sei anche autrice.
Ho imparato a scrivere per altri. Ci aggiungo che scrivere per uomini è bellissimo. Compenso così i miei fallimenti sentimentali.
Come te la cavi con i social?
Mi angoscia quel mondo veloce. Ma ovviamente la mia professione mi impone di usarlo. Ci sono ragazze che mi hanno scritto cose molto forti, esperienze loro pesanti.
Progetti?
Vorrei fare uno spettacolo dopo l'estate. Vorrei filtrare le canzoni attraverso un spettacolo in modo moderno. Il 14 febbraio arriva Sirene scritta con Lelio Morra: potrette vederla solo 24 ore, è un contenuto instagram per San Valentino.
In che epoca avresti voluto vivere?
A Parigi nel primo Novecento. la donna era più indipendente rispetto a oggi.