Tutti i testi delle canzoni di Sanremo 2020

Tutti i brani in gara a Sanremo 2020 e il messaggio che i 24 Big intendono lanciare dal palco dell’Ariston

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Sono 24 i Big in gara nella 70^ edizione del Festival di Sanremo, condotta da Amadeus, circondato da numerosi co-conduttrici. È la musica a farla da padrona, anche per quanto concerne gli ospiti, con Tiziano Ferro presenza fissa, e nomi come Al Bano e Romina, Zucchero e molti altri. Un’edizione alquanto variegata dal punto di vista delle scelte artistiche, come dimostrato dalla grande differenza di genere, da Achille Lauro a Diodato, da Giordana Angi a Elettra Lamborghini.

Tutti i testi di Sanremo 2020

Svariate le tematiche affrontare dalle canzoni in gara nella 70^ edizione del Festival di Sanremo. Achille Lauro racconta di un amore tossico, mentre Alberto Urso analizza il concetto d’amore in generale. Si va dall’incomunicabilità e il bisogno dell’altro di Diodato al senso di rinascita di Irene Grandi. Ecco tutti i brani in gara e il messaggio che intendono lanciare al pubblico:

  • Achille Lauro: “Me ne frego- Il brano di Achille Lauro catapulta l’ascoltatore all’interno di una relazione tossica. Il fascino è innegabile e ci ritrova a vivere montagne russe di emozioni, dalle quali non riusciamo a scendere, nonostante ci facciano stare male.
  • Alberto Urso: “Il sole ad est - Alberto Urso porta sul palco dell’Ariston una canzone d’amore insolita. Non si fa infatti riferimento a una specifica relazione. Il cantante parla invece di un fortissimo legame, quello che intercorre tra l’uomo e la terraferma. Urso intende evidenziare la necessità che ognuno di noi ha di amare, rivolgendo questo sentimento puro a qualsiasi persona, essere o cosa.
  • Anastasio: “Rosso di rabbia – Un grido furente quello di Anastasio, che parla di spunta interiore, di una rabbia espressiva che, come bombe disinnescate, ci viene impedito di tirar fuori, esplodendo.
  • Bugo e Morgan: “Sincero – Il duo parla della totale ipocrisia di chi vive la vita seguendo la filosofia del “buon viso a cattivo gioco”. Nel mondo reale ci si ritrova a comportarsi come preteso dall’ambiente o situazione nella quale ci troviamo. Ecco dunque un fiume di falsa cordialità, tutto nel nome di un imperativo: rigare dritto.
  • Diodato: “Fai rumore – Il suo brano indica un particolare momento che tutti, prima o poi, si ritrovano ad attraversare. Si parla della fine di una storia e, in particolare, di quel frangente nel quale non siamo pronti a lasciarcela alle spalle. Ci si ritrova così circondati da silenzi, mentre nella testa riecheggiano quei suoni familiari di un amore che si allontana.
  • Elettra Lamborghini: “Musica (e il resto scompare) – Addio ai party per provare a ricucire le ferite di una storia finita grazie al potere della musica. Il potere lenitivo e curativo delle canzoni. Ciò che resta dopo un amore malsano.
  • Elodie: “Andromeda – Se si parla di Andromeda si fa riferimento alla mitologia, parlando della figura di una donna incatenata. Nel brano Elodie racconta di una storia con un uomo maturo anagraficamente ma molto immaturo. Lei rifiuta tutto questo, allontanando da sé l’illusione di una storia d’amore.
  • Enrico Nigiotti: “Baciami adesso – Una vera e propria dichiarazione d’amore, partendo da elementi del quotidiano di una coppia, che continua a baciarsi, superando così ogni ostacolo.
  • Francesco Gabbani: “Viceversa – L’intero brano si basa sugli ossimori, concentrandosi sul senso della vita, nonostante le sue tante incoerenze, che nella nostra vita rappresentano la regola.
  • Giordana Angi: “Come mia madre – In maniera molto intima viene espresso dalla cantante tutto il suo amore per la madre. Il luogo del cuore dove poter tornare sempre e, a qualunque età, sentirsi un po’ bambini.
  • Irene Grandi: “Finalmente io – La canzone della consapevolezza per Irene Grandi, che prende atto dei propri limiti e soprattutto che la perfezione è qualcosa di irraggiungibile. Ecco dunque un grido al mondo: accettami così, come sono.
  • Junior Cally: “No grazie – Il brano più politico di Sanremo, con un testo che si scaglia contro un certo modo di vivere la società. Questa tende ormai a esprimersi solo sui social, vomitando odio. Nel brano si dice contro il razzismo e uno stile di vita che è contro l’altro.
  • Le Vibrazioni: “Dov’è – Al centro del brano vi è la costante ricerca della gioia, in una società che spesso ci vede avere tanto o tutto, senza però provare mai un senso di realizzazione.
  • Levante: “Tikibombom- L’artista si rivolge ai cosiddetti “diversi”, ai “freak”, a chi non rientra nei luoghi comuni della società. Propone dunque un confronto tra due mondi diversi, offrendo al pubblico l’artificiosità di un suono “tikibombom”, che richiama il mondo delle discoteche, alla tradizione culturale del tango.
  • Marco Masini: “Il confronto – Masini analizza quel momento nella vita in cui si decide di fermarsi, anche solo per un po’. Ci si guarda allo specchio e si ripercorrono gli anni, essendo sinceri sulle scelte fatte e i tanti sbagli.
  • Michele Zarrillo: “Nell’estasi o nel fango – Ogni uomo ha bisogno di un confronto con la realtà, di agire e reagire, a volte anche modificando il proprio modo di vivere.
  • Paolo Jannacci: “Voglio parlarti adesso – Una favola che Jannacci dedica a sua figlia, così come a tutti i figli in generale. Al tempo stesso parla ai genitori, ai quali si chiede il sacrificio più grande, accettare il fatto che un giorno andranno via.
  • Piero Pelù: “Gigante – Parlando a suo nipote, Piero Pelù spiega l’importanza di ripartire, sottolineando come sia sempre possibile rinascere. È importante però comprendere d’essere più di quanto si creda.
  • Pinguini Tattici Nucleari: “Ringo Starr – Un uomo come metafora. La dimostrazione che i cosiddetti “sfigati” possono prendersi rivincite nella vita, e quando ci riescono il risultato è sfavillante.
  • Rancore: “Eden – La mela come immagine per rappresentare il cambiamento, attraverso una costante associazione di concetti, che porta Rancore nei corridoi della storia e dell’arte, senza perdere di vista la contemporaneità.
  • Raphael Gualazzi: “Carioca – Racconta di un sogno nel quale si è perso, un sogno d’amore per una donna brasiliana. “Carioca” intende dunque omaggiare un’intera cultura, trascinando il pubblico in un mondo così lontano e ammaliante, elaborando intanto la perdita del suo amore.
  • Riki: “Lo sappiamo entrambi – Un amore finito. Una verità che entrambi sanno ma che non trovano il coraggio di dirsi. Si vive così di silenzi, di distanze, fino alla straziante conclusione, inevitabile.
  • Rita Pavone: “Niente (Resilienza 74)” – Resistere al dolore, lottare contro di esso e patirne le conseguenze. Ecco il messaggio da guerriera di Rita Pavone, che non intende accettare vie facili o compromessi.
  • Tosca: “Ho amato tutto – Affronta tutto il bene e il male di una relazione. Lente d’ingrandimento puntata su un amore ormai al capolinea e che, proprio per questo, vive di emozioni fortissime.