La Bella Musica di Vegas Jones: l'intervista

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Torna con un nuovo progetto discografico La Bella Musica , un album che rispecchia l’anima di Vegas Jones , i temi che da sempre lo hanno contraddistinto prendono forma all’interno del disco. Il predominio della sfera sociale, il riscatto, il rapporto con i fan e la voglia di emergere incalzano a più riprese tra le nuove tracce. L'INTERVISTA

(@BassoFabrizio)


Un taglio netto col passato. La bella Musica di Vegas Jones apre un nuovo capitolo del percorso artistico del rapper di Cinisello Blasamo. Il titolo del disco porta con sè molti significati, a partire dalla purezza di una musica scritta e suonata per passione, una musica che ti permette di sognare e crescere qualunque sia la tua situazione. Le sue canzoni 13 canzoni aprono la mente. Dopo il successo di Bellaria e il repack Bellaria: Gran Turismo, l’artista si presenta con una nuova forma e con sonorità diverse e innovative. Lo ho intervistato.

Esiste ancora una musica che permette di sognare e crescere?
Certo. Lo confermo perché spero che arrivi. Cominciando un nuovo lavoro si scelgono sia il modo di comunicare che il metodo di lavoro, la missione è creare un immaginario.
Parli di un palazzone e in quella parola c'è il senso della crescita. C'è anche nostalgia per il passato?
E’ puramente una metafora, è dire a chi mi dice che merito di più…pensa prima che non esistevo. Anni indietro era un buco a terra, guardi gli scavi, poi vedi le fondamenta e poi sono arrivati 120 piani. Potrebbe rendere l’idea di quello che sono diventato.
Esiste ancora la cultura di quartiere?
Eccome ed è molto forte. Lo capisco dalla differenza tra gente del centro e della periferia. Poi ci sono i singoli valori. E’ una questione di mentalità.
Puertosol è il brano di passaggio tra il vecchio e il nuovo Vegas Jones: perché chiude l’album?
Lo ho messo in fondo per i fan. Invece per chi si approccia ora alla mia musica è uno spunto per andare a scoprire come ero io prima. Sono cambiato e mi sono evoluto.
In Supercar c’è un delicato senso dell’avercela fatta…
Io, come comandamento mio, non ho il limite di avercela fatta: credo ci sia sempre qualcosa in più da fare. In Puertosol sono sereno, in Palma & Cemento sono contento dove sono arrivato. Sono felice di avere combinato qualcosa di buono nel passato nonostante sono in attività da soli tre anni e spesso per ambizione non ho compreso il buono che ho fatto.
Posso dire che sei più consapevole della tua forza?
Certo. E' giusto. Ho preso consapevolezza.
Che accade nel tuo studio di registrazione Penthouse, che è anche una canzone?
Lo ho creato da poco. Ho sentito il bisogno di metterlo nel disco. Mentalmente tanto del discoè nato lì poi lo ho completato altrove. E' importante avere più teste sul progetto. Io ascolto tutto quello che avviene lì e se mi piace qualcosa posso lavorarci subito. Punto a massimizzare la mia produttività. E' un punto di ritrovo per gli amici di sempre
In Solido ci sono 9 comandamenti: manca il decimo perché non riposi mai?
Ci ho pensato dopo che ne manca uno: accoglo il tuo suggerimento: non riposo.
Se piove gradina ha note gotiche in avvio e un finale positivo: è lo specchio dei nostri tempi?
Sì è uno specchio di quello che succede oggi. Penso di non farcela poi devo confrontarmi con i miei sbaglia e capire come migliorami. Mi ha portato al bene prendere consapevolezza dei miei errori.
Ora ti attendono tanti instore e poi il tour.
Il live racconterà il disco il più possibile vicino a come lo abbiamo progettato in studio, vorrei questa coesione anche sul palco. Ho bisogno di dare di più e il meglio. Ne riparliamo nel 2020.