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Arriva il 18 ottobre  Noi due  (GGD Edizioni Srl/Sony Music), il nuovo disco di Gigi D’Alessio , in contemporanea con l’uscita in radio de L’Ammore , brano nel quale duetta con Fiorella Mannoia. L'INTERVISTA

Gigi D'Alessio: è "Noi due" il suo nuovo disco di inediti Gigi D'Alessio feat. Gué Pequeno: il testo di "Quanto amore si dà"

(@BassoFabrizio)

Al suo confronto Ulisse ha navigato poco e ha scoperto meno mondi e ha avuto meno disavventure. La sua vita è così piena che ha scelto, per questa nuova avventura discografica, di sdoppiarsi, addirittura di fare un duetto con se medesimo, con la sua ombra. Il nuovo album di Gigi D'Alessio, che profeticamente si intitola Noi Due, si apre con Domani vedrai che propone l'inedito duetto Gigi D'Alessio feat. Gigi. In questo ennesimo capitolo della sua carriera musicale, D’Alessio libera tutta la sua versatilità, misurandosi con diversi linguaggi sonori e spaziando tra i generi senza perdere la sua identità artistica, tra preziosi duetti e sorprendenti featuring. Ci siamo incontrati per parlare di musica. E non solo.

Gigi partiamo dal duetto più inatteso, quello con Fiorella Mannoia.
Una volta ha detto di avere sempre cantato i più grandi artisti ma se me ne scrive una D'Alessio la canto.
La hai presa come una sfida?
Ma no. Ero in treno da Roma a Milano e mi è nata la canzone. Gliela ho fatta ascoltare e si è commossa: mi ha chiesto aiuto per il napoletano ma non ne ha avuto bisogno.
Gli altri featuring?
Con Guè ci siamo conosciuti a The Voice, con Luché a cena, poi Emis Killa e Giusy Ferreri. Sono sempre stato aperto alle collaborazioni anche se a volte non è facile.
Entriamo nell'anima di qualche brano: Mentre a vita se ne va.
E' un testo di livello e la profondità è figlia della lingua napoletana. Passiamo le nostre giornate al cellulare e non troviamo il tempo per abbracciare un famigliare. Io non ho più i genitori e neanche i nonni e dunque dico: abbracciate i vostri cari, un giorno potrebbero non esserci più, il cellulare ci sarà sempre.
Ti sei divertito con Nino D'Angelo nelle date uniche di Figli di un re minore?
Eccome. Lo riprenderemo. Abbiamo richieste da tutto il mondo. Le prossime tappe saranno il 26 dicembre a Napoli, il 20 gennaio a Milano e il 24 a Roma. Prima di quelle date io incontrerò i fan negli instore.
Sei felice?
Felice. E fortunato. Faccio quello che mi piace. Il lavoratore è quello che si alza alle 5 per andare in fabbrica o è laureato e fa il cameriere.
Il tuo mondo è cambiato molto.
E' cambiato il modo di fare musica. Le canzoni purtroppo si compongono come un mobile dell'Ikea, assemblando pezzi. Io continuo a fare scelte diverse e a vestire ogni canzone con un abito solo suo. Bisogna capire che la musica è divisa per settori: c'è la canzone che funziona in radio, quella in televisione, quella live e quella su disco. Oggi la musica è troppe volte matematica: la canzone va cantata.
Ha ancora senso il concetto di disco?
Hai ragione, può essere noioso ma se vari le sonorità può essere molto piacevole.
Come hai fatto tu in Noi due.
Meno male che ci sono tanti gusti.
E pure tanti pregiudizi.
Credo di averne subito tanti. Da Roma in su sei un cantautore, a Napoli sei un cantante neomelodico. Che poi significa nuova melodia, non è dispregiativo. Sono passati quasi trent'anni dal mio primo album e credo di avere fatto qualcosa. E quello che ho subito è diventata la mia forza.
Lo dimostrano i tuoi numeri.
A Sanremo nessuno di dava ragione durante la manifestazione, dalla domenica post finale ero disco d'oro: quindi il pubblico sta con me. Il mio concerto è quasi un karaoke: la gente conosce a memoria le mie canzoni, potrei suonare solo il piano.
Chiudi il disco con Non dirgli mai: il brano ha vent'anni, è quello che forse più ti rappresenta.
E' per me quello che Albachiara è per Vasco o Questo piccolo grande amore per Baglioni. E' la mia canzone simbolo e ti dico che nei Conservatori è spesso usata per insegnare la melodia.
Il napoletano è penalizzante?
Scusa, secondo te tutti capiscono l'inglese? La canzone è uno stato d'animo al punto che mi sono inventato un duetto da solo. Io scrivo solo ciò che mi rappresenta. Oggi personaggi come Luché, Liberato e Geolier hanno dato forza al napoletano.
A proposito di rapper: ne hai ospitato qualcuno nel disco.
Li ho portati nel mio mondo, non sono entrato io nel loro. Mi piace collaborare anche se è difficile. E' stato meno laborioso collaborare con Liza Minelli e Cesaria Evora.
Desideri?
Mi piacerebbe collaborare con Tommaso paradiso e Giuliano Sangiorgi.
Canti la Milano da bere.
E' una città europea, è bellissima. Una volte per cercare il successo andavi negli Stati Uniti oggi vai a Milano.
Ti sei tolto un po' di sassolini dalla scarpa?
Sì ma ne ho ancora una montagna. Ho venduto 26 milioni di dischi e non ho alcun pregiudizio sui duetti. Io.
A proposito manca un duetto con Anna Tatangelo.
Non c'era il motivo. Non siamo nati coppia artistica come è accaduto per Al Bano e Romina. E non voglio che lo diventiamo.