Chi è Geolier, fenomeno della scena rap napoletana

Esce oggi, venerdì 11 ottobre, in fisico e in digitale Emanuele,  l’attesissimo album di esordio di Geolier , astro nascente del rap napoletano. Per conoscerlo meglio ci siamo fatti una lunga chiacchierata

(@BassoFabrizio)

Il ritmo è milionario. E' un colonizzatore di youtube. Oggi ne avrete la conferma attraverso un flow unico che rende robuste 16 tracce. Ho ascoltato in anteprima il disco e in anteprima ho chiacchierato con l'artista. Esce oggi, venerdì 11 ottobre, in fisico e in digitale Emanuele, l’attesissimo album di esordio di Geolier, astro nascente del rap napoletano. Il suo percorso è stato rapido e frenetico. Dal primo singolo Queen, uscito nel 2018 che in pochissimo tempo ha ottenuto milioni di stream e visualizzazioni, non si è mai fermato. Ecco dunque Como Te feat. Emis Killa uscito nel 2019 che conta oltre 9 milioni di stream mentre con Narcos che uscito lo scorso luglio ne ottiene oltre 8 milioni. Geolier è pronto a marcare la scena Hip Hop con Emanuele, album di esordio (anche se lui non ne è convinto), attesissimo dai suoi fan. Contiene 16 tracce che rappresentano in toto il giovane artista campano. Un flow innato tra barre taglienti di denuncia di una realtà difficile e di vita personale. Il dialetto napoletano sta bene addosso a tutti, anche su artisti di tutt’altra provenienza presenti nei featuring: Gué Pegueno, Emis Killa, Luchè, Mv Killa e Lele Blade. Mi sono confrontato col diciannovenne napoletano per capire la sua musica quale corrente seguirà e dove lo condurrà. Ma soprattutto per farmi raccontare chi è Geolier.

Come nasce Geolier?
Ho sempre fatto freestyle e ho sempre avuto un buon riscontro dalla gente che veniva a seguirmi.
Poi ci sono i milioni di visualizzazioni.
Anche questo non me lo aspettavo. Andavo a dormire tranquillo e mi svegliavo milionario. In termini di visualizzazioni. E' stata una sorpresa anche per me. Mi sono affermato con tre pezzi, in pratica non ho mai sbagliato.
So che è stato tormentato creare questo disco.
La mia strada era tracciata già da Secondigliano P. Ci aggiungo, proseguendo il mio racconto, che per earrivare a Emanuela ho gettato via tre dischi.
Che intendi?
Che prima ne ho fatti tre.
Gettati via?
Ho cancellato tutto. La musica è emozione. Quando sento un brano e sento il cuore che vibra allora c'è l'emozione e la canzone va bene.
Lavoro gettato via.
Mai considerato il disco un lavoro.
Come crei?
Quando mi viene l'intuizione prendo appunti sul cellulare poi vado in studio e blocco l'emozione.
Sei sensibile?
Eccome. Sia nel bene che nel male.
Hai il dono di saper cantare sentimenti e storie condivisibili.
E' bellissimo. E non lo vivo come una responsabilità. Per scrivere cose vere devi vivere in mezzo alla gente. Io ho vissuto, vivo Napoli 24 ore al giorno.
Si percepisce dai testi: sono testi veri.
Mi rispecchiamo in tutto. Il disco mi ha maturato.
Hai voluto collaborazioni importanti.
La prima scelta è stata Gué Pequeno. E dire che solo un anno fa facevo la fila al suo instore. Luché è un fratello. Anche Lele Blade. Rientra tra i miei ascolti.
Emis Killa?
Ci siamo conosciuti a Roma al concerto di Achille Lauro. Io ero con Rocco Hunt e c'era anche Clementino.
Hai scelto il tuo nome come titolo.
Ho fatto tre dischi per arrivare a questo, come ti ho detto. Non sapevo come partire. In studio è uscito Emanuele.
Ora però lo hai in mano.
Mi sento come una donna con suo figlio. Si va oltre i giorni e si racconta tutta una vita.
Ora instore e poi i live: cosa sogni?
Di arrivare negli stadi. Un giorno.