Ed Sheeran e la sua chitarra conquistano Milano, la notte si fa poesia

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La tappa milanese del Divide Tour di Ed Sheeran è un viaggio onirico, la musica e le parole di Ed Sheeran seducono e i visual accompagnano i 60mila che dal primo pomeriggio hanno invaso San Siro. Il 12 luglio il nuovo album No. 6 Collaboration Project'. I bis li esegue indossando una maglietta dell'Italia

(@BassoFabrizio)

Parte con una schitarrata d'altri tempi e ha già vinto. Ed Sheeran appare puntuale come Greenwich, alle ore 21 San Siro diventa casa sua. Saluta Milano, come ha già fatto a Roma e a Firenze e sceglie il verde per colorare questa notte a San Siro. Aspettando il nuovo album, No.6 Collaborations Project’, in uscita il 12 luglio. Gioca molto sui colori, dal verde della poetica Castle on the Hill alla rock-rap Eraser dove sceglie un arancione che poi sfuma in un verde marina. Poche parole e una chitarra bastano per creare l'incanto. Anche la scelta dei visual è impeccabile. I colori segnano ma non distraggono e la musica resta centrale: The A Team fa accendere tutti i telefonini presenti allo stadio. Altro che invasione degli ultracorpi, qui siamo all'invasione delle lucciole tecnologiche. Non è serata da medley ma qualche compromesso con la propria storia bisogna trovarlo ed ecco che congiunge Don't e New Man. E' un uomo solo al comando.

Si capisce che ha voglia di condividere il concerto e non ha paura a dire ai fan che "questa sera perderò la voce con voi". Arriva la dolce, intensa Dive con le gradinate che tornano a brillare e il coro, uno dei più immensi e devoti che abbia mai visto in uno stadio, che lo accompagna per tutta la canzone. Il mantra della serata è I love you guys pronunciato con una sincerità disarmante. Il rosso, molto tonalità Suspiria, scivola sugli schermi, insieme a note che fanno friggere la chitarra, in Bloodstream. Nota dopo nota gli schermi si fanno più purpurei e pare di entrare in un'altra dimensione accompagnati da un boato infinito. E' il preludio a I don't Care, brano che ha la complicità di Justin Bieber. Fa caldo anche per gli eroi armati di sola chitarra, Ed beve e con un asciugamano cerca di darsi sollievo. Ma la vera gioia arriva dagli spalti: quando annuncia questa collaborazione con Bieber e ricorda che manca poco al 12 luglio, beh c'è quasi un istante di silenzio. Lo spezza lui con un uhuhuhuhhuh e un video spiazzante con labbra alla Andy Wharol, tennis e surf, slot machine. Ma, e ve la dico tutta, lui sulla tavola da surf con una camicia da spiaggia, rossa con stelle marine disegnate, è degna del miglior Tenerife Sea. Poi chiede a tutti di abbassare i toni. E' il momento di togliere i colori e fare uscire l'intimità.

Sembra assemblatore di erbe magiche uscito da un romanzo fantasy con la trilogia Lego House / Kiss Me / Give Me Love: è pazzesco come riesce incantare questo pubblico che schiera una folta rappresentanza di giovani. Proprio quelli che sono più generazione skip stavolta sono silenti e adoranti. Anzi potessero riavvolgerebbero il nastro e ascolterebbero il concerto in loop, almeno fino al giorno delle vacanze. Non può essere diversamente se il messaggio che arriva è Give me Love. I toni si alzano, si sentono good vibe: Ed Sheeran prepara San Siro ad accogliere la ragazza di Galway. La grafica è accattivante nella sua semplicità ma ciò che più colpisce è la semplicità e, appunto, Galway Girl ne è l'esempio più cristallino. Un'altra doppietta con Poor Wayfaring Stranger / I See Fire e per chi avesse ancora qualche dubbio arriva la certezza che può esserci una intera band dentro una chitarra. Ed Sheeran è la contemporaneità del menestrello. C'era una volta Bob Dylan, ora c'è lui. E sono pronto a scommettere che invecchiando non adotterà la spocchia di mister Tamburine Man. Che inno all'amore che è Thinking out Loud. Certo non è per tutti ma per tanti, per fortuna. Ora usa la chitarra come cassa di risonanza per avviare la struggente Photograph accompagnata sugli schermi da immagini che raccontano un po' della sua vita. Il bambino con la maglia verde, un po' seppiato il colore, o in braccio ai parenti lo fa sentire un po' fratello...di 60mila persone. Se stasera c'è una certezza è che tanti torneranno a casa con i cellulari scarichi ma non perché sono stati ore al telefono ma perchè hanno contribuito allegramente a creare un tappeto di stelle sotto il livello del cielo. C'è qualcosa che è andato storto? Assolutamente no e dunque ecco Perfect. Forse la canzone più attesa per ballare nella notte e sono stati momenti unici quelli trascorsi dancing in the dark. In alto le gambe, ora si balla, o almeno non ci si abbraccia, con Nancy Mulligan e le sue divagazioni folk, molto Midwest. Ma quello sano, non quello trumpiano. Una tavolozza di colori gli fa da sfondo e davanti a migliaia di mani che si agitano al ritmo del rodeo. Il saluto è con Sing per la quale chiede subito il coro alla sua gente: sing stasera vuol dire realmente cantare. Dopo una pausa c'è tempo per l'immensa Shape of You e poi l'abbraccio grande, definitivo con You Need Me, I Don't Need You. Che in 60mila vorremmo non finisse mai.


SCALETTA
Castle on the Hill
Eraser
The A Team
Don't / New Man
Dive
Bloodstream
I Don't Care (Ed Sheeran & Justin Bieber cover)
Tenerife Sea
Lego House / Kiss Me / Give Me Love
Galway Girl
Poor Wayfaring Stranger / I See Fire
Thinking Out Loud
Photograph
Perfect
Nancy Mulligan
Sing

Encore:
Shape of You
You Need Me, I Don't Need You