James Bay torna con Oh my Messy Mind: l'intervista

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Il cantautore inglese pubblica l'album Oh my messy Mind e verrà a presentarlo in Italia in tre occasioni: per James Bay un concerto, unico in Italia, il 15 giugno a Verona mentre il 16 e il 19 aprirà a Roma e Milano i live di Ed Sheeran. L'intervista

(@BassoFabrizio)

James Bay
è, come il suo amico Ed Sheeran, uno dei cantautori inglesi della nuova generazione che a poco meno di trent'anni possono già contare su un pubblico vasto ed eterogeneo. Aspettandolo in Italia a giugno, il cantante britannico, classe 1990, mi ha raccontato la sua vita, i suoi progetti e il suo modo di concepire la musica.

Tra meno di un mese arriverai nel nostro paese. Sei carico?

Sì, sono davvero emozionato e spero di poter dare il meglio. In questi giorni sono davvero molto impegnato perché ho tante interviste e tanti incontri promozionali. Poi, come sai, è appena uscito il mio nuovo lavoro, Oh My Messy Mind.
Un album intenso e impegnativo.
Negli ultimi mesi ho passato davvero molto tempo in studio e sono contento ora finalmente di poter vedere le reazioni e ascoltare le opinioni della gente riguardo ai miei brani. Poi ci sono le prove del mio show, lo sto curando molto.
Sei un perfezionista?
Voglio che sia tutto perfetto per il mio prossimo tour che sarà il più grande nel quale mi sia mai imbarcato. Le cose da fare sono sempre tante. Poi non vedo l’ora di venire a suonare da voi. I fan italiani sono sempre così generosi e pronti a dimostrare il loro sostegno.
A giugno sarai a Milano e Roma come opener di Ed Sheeran ma prima a Verona da headliner. L’ultima volta che eri venuto in Italia ti eri esibito in venue molto più piccole. Come ci si sente a suonare di fronte a un pubblico di decine di migliaia di persone? È una sensazione diversa rispetto all’esperienza di suonare in location più piccole?
Sì, certo, è una sensazione completamente diversa. Anzi sono grato di avere la possibilità di esibirmi di fronte a un pubblico più vasto e di poter raggiungere un maggior numero di persone con la mia musica e i miei testi. I concerti in apertura a Ed Sheeran saranno un po’ diversi, più brevi, mentre nel concerto che farò a Verona, in quella bellissima location, avrò tempo e modo di organizzare lo show al 100 per 100 come desidero.
Soprattutto a verona ti aspettano.
Spero di incontrare tanti fan in quell’occasione. Poi ovviamente mi piace anche suonare in location più piccole dove il contatto con il pubblico è più diretto e puoi davvero vedere negli occhi le persone che sono lì per te. Sono davvero felice di essere arrivato a questo risultato e spero di poter continuare a dare il meglio di me ancora in futuro.
Come è nata l’amicizia con Ed Sheeran? È stato lui a invitarti come opener ai suoi concerti?
Con Ed sono amico da vari anni. Ci siamo incontrati per la prima volta a una festa nel 2014 e sono rimasto molto sorpreso che mi conoscesse. Ci siamo scambiati idee e opinioni sulle reciproche canzoni e da quel momento siamo sempre rimasto in contatto. Quando mi ha chiesto se volessi partecipare come opener al suo tour estivo non potevo crederci! Sono felicissimo di dividere il palco con lui e non vedo l’ora che inizi.
Sei emozionato?
Ed è abituato a suonare di fronte a folle oceaniche, per me invece è quasi la prima volta, anche se ho già suonato negli stadi e tutto. Non vedo l’ora che cominci il tour, anche perché sono un suo grande fan e spero di poter ascoltare sempre le sue esibizioni a ogni spettacolo.
Come ti trovi a suonare in Italia? Ti piace il nostro Paese? Cosa ne pensi dei fan italiani?
Sì, adoro il vostro Paese. Ogni volta che vengo cerco di vedere e scoprire sempre di più. Poi i fan italiani sono il massimo. A ogni concerto la mia voce viene praticamente sovrastata dai cori dei fan che conoscono ogni singola parola di ogni canzone. Si può dire che conoscano i miei testi meglio di me (ride, ndr). Non stanno zitti un momento. Per un artista è davvero una splendida sensazione vedere quanto il pubblico ti apprezzi e apprezzi quello che hai realizzato. Ogni paese ovviamente ha le sue caratteristiche ma l’entusiasmo e il calore che trovo in Italia davvero non l’ho trovato da nessun’altra parte.
Ci sono altri luoghi caldi come l'Italia?
Solo in Scozia i fan si avvicinano all’energia che mi trasmettono ogni volta i fan italiani. Sì, direi che anche gli scozzesi si difendono bene e fanno sempre pazzie durante i concerti.
Parliamo della tua carriera. Ormai hai pubblicato due album e svariati EP, oltre ad aver suonato in tutto il mondo. Pensi di essere cresciuto come artista in questi anni? Pensi di aver realizzato qualcosa di importante?
Sì, senza dubbio. Professionalmente e artisticamente mi sento crescere ogni giorno di più. Ogni singola esperienza mi aiuta a proseguire sul mio cammino. Può essere l’ispirazione per una canzone o semplicemente l’opinione di qualcuno. Non mi sento assolutamente arrivato, sarebbe stupido vista la mia età, ma penso comunque di aver raggiunto dei traguardi per me importanti. Anche quest’estate quando mi esibirò per la prima volta davanti a platee davvero grandi sarà per me uno straordinario risultato.
Come hai accennato prima ora c'è il tuo nuovo EP Oh, my Messy Mind. Cosa puoi dirmi a proposito delle canzoni? Da dove viene l’ispirazione per questo nuovo lavoro?
Beh il titolo prima di tutto si riferisce a un periodo abbastanza confuso della mia vita, in cui ero attanagliato da davvero tante paure e da tanti dubbi. Il titolo viene proprio da lì. L’ho scritto di getto su un foglio di carta e mi è sembrato perfetto per l'idea di disco che avevo in testa.
Hai tecniche di scrittura?
Di solito scrivo in una specie di flusso di coscienza cercando di dare forma a tutti i pensieri che vorticano nella mia mente. Sul disco racconto di situazioni di dubbio e di insicurezza vissute da me e da alcuni miei amici. In generale mi ispiro sempre a episodi o momenti particolari della mia vita per scrivere nuovi testi e nuove parole, o anche da quello che mi raccontano e mi trasmettono le persone a me vicine. Volevo prima di tutto raccontare queste cose in maniera onesta e immediata.
Quindi possiamo dire che la tua fonte di ispirazione è sempre l’universo che ti circonda? Non ci sono mai momenti in cui dici “devo comporre musica” e ti siedi a un tavolo cercando di farti venire nuove idee?
No, no, cavolo. Assolutamente no. Credo che un approccio del genere distrugga tutta la creatività e la dimensione artistica della musica. Le parole, le melodie devono prima di tutto arrivare da dentro, dal tuo profondo. Una specie di lampo, di fulmine che senti e che ti scuote tutto, capisci che è davvero arrivata una nuova idea, una nuova ispirazione. Poi, naturalmente, serve concentrarsi e capire come dare forma all’idea che hai avuto e questa è una cosa molto difficile per me. Non è così immediato riuscire a concretizzare un impulso che hai ricevuto e a renderlo efficacemente. Ho bisogno di tempo e concentrazione per questa fase ed è per questo che ho dovuto chiudermi in studio tutti questi mesi, per riuscire a realizzare in forma compiuta tutte le idee e le sensazioni che avevo.
Quali sono gli obiettivi che senti ancora di non aver raggiunto come artista? Un traguardo che ti piacerebbe tagliare?
Penso che la cosa che più mi interessa e quella a cui tengo di più è poter continuare a scrivere e a comporre canzoni ancora per molto, molto tempo. Potrebbe sembrare una cosa banale, ma mi reputo davvero fortunato a poter fare questo lavoro che amo così tanto e spero che il pubblico e i miei fan, a cui devo tutto, mi supportino ancora per molto tempo. Io continuerò anche a impegnarmi e a cercare di scrivere le canzoni migliori possibili. Per il resto mi sento già contento dello spazio che mi sono ritagliato. Lo considero già un grandissimo traguardo.
Vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fan italiani? Cosa si possono aspettare dai tuoi prossimi show?
Sì, vi aspetto a Milano, a Roma e soprattutto a Verona. La vostra energia, il vostro calore è qualcosa di cui ho assolutamente bisogno e non vedo l’ora di sentirvi cantare tutte le canzoni sotto il palco. Siete i fan più pazzi di tutti! Vi aspetto e ci saranno tante sorprese!