Calcutta: le frasi più famose delle canzoni

Calcutta
@Kikapress

Nelle canzoni di Calcutta ci sono versi e frasi che restano in testa a tutti, ecco quelle per noi più famose

Con le sue canzoni strambe e allo stesso tempo orecchiabili Calcutta è arrivato al cuore di un pubblico sempre più vasto. Sono bastati pochi anni per vederlo crescere insieme al suo successo, dal primo album “Mainstream” all’ultimo “Evergreen”. Le frasi dei suoi testi restano intrappolate nella mente come veri e propri tormentoni, ed è proprio questo il bello del suo cantautorato pop. Semplice ma non banale, diretto ma attento alle piccole cose: è così che potremmo delineare il modo di scrivere di Calcutta, che si sta affermando sempre più anche come autore di brani per altri artisti (tra cui Elisa, Francesca Michielin e Luca Carboni). I fan, e non solo, cantano tutti i pezzi a memoria; ai suoi concerti il sing along è inevitabile e totalmente spontaneo. Davanti ai testi di Calcutta c’è chi cerca di trovare il significato e chi, giustamente, si arrende al nonsense di certe affermazioni come “ricordami le olive sono buone”. Il senso di ogni parola sta nel vostro personale pensiero, ma ciò che è certo è che ogni canzone si attacca con la colla alla memoria. Qui abbiamo raccolto un po’ di frasi che canticchiamo senza nemmeno rendercene conto, tutte accomunate dall’inconfondibile firma di Edoardo D’Erme, in arte Calcutta.

1. “Raggiungermi è un orgasmo da provare” – “Volevo solo scomparire in un abbraccio”

Pensando a “Cosa mi manchi a fare”, l’indimenticabile singolo di lancio di Calcutta uscito a settembre 2015, non abbiamo saputo scegliere una sola frase. Il testo è un allucinato mix tra accostamenti nonsense ed espressioni di una tenerezza spiazzante: da un verso all’altro si passa da “Pesaro è una donna intelligente” e “Ricordami le olive suono buone” all’arrendevole dichiarazione “Io ti dichiaro dentro una TV che io da te non ho voluto amore, volevo solo scomparire in un abbraccio”. Dolcezza a parte, resta anche la provocazione: “Raggiungermi è un orgasmo da provare”. Insomma, una canzone d’amore in tutte le sue sfumature.

2. “Ho fatto una svastica in centro a Bologna ma era solo per litigare”

Le città sono una costante nelle canzoni di Calcutta, ne nomina parecchie e spesso: Peschiera, Milano, Frosinone, Pesaro. In “Gaetano” la prescelta è Bologna, teatro di questo gesto ingenuo e ribelle: “Non volevo far festa e mi serviva un pretesto per lasciarti andare”.

3. “Sono uscito stasera ma non ho letto l’oroscopo”

C’è poco da dire, “Oroscopo” non è sicuramente tra le canzoni più profonde di Calcutta, ma è così orecchiabile che è impossibile non cantarla. Durante i concerti del tour invernale di “Evergreen” il brano viene annunciato con un simpatico video con protagonisti Fiorello e niente meno che Paolo Fox.

4. “Non ho lavato i piatti con lo Svelto e questa è la mia libertà”

C’è un fondo di malinconia e tristezza in questa frase di “Frosinone” che tutti urlano in coro, in modo quasi catartico: “Non ho lavato i piatti con lo Svelto e questa è la mia libertà”. Gli anni passano, le cose cambiano e di fronte a tutto ciò a volte ci sente un po’ smarriti. La tanto ricercata libertà spesso si limita alle piccole cose, ed ecco che mantenere il disordine nell’appartamento diventa un “gesto rivoluzionario”.

5. “We deficiente, negli occhi ho una botte che perde”

Una frase da urlare a squarciagola dal singolo “Pesto”, contenuto nell’album “Evergreen”. La storia di un altro amore finito da affrontare, rimettendo a posto i propri pezzi.

6. “Lo sai che la Tachipirina 500 se ne prendi due diventa 1000”

Un testo da viaggio psichedelico quello di “Paracetamolo”, brano di “Evergreen”. Dal vivo Calcutta canta spesso la canzone in modo più esplicito, senza alcune censure.

7. “Oh mondo cane, tu fatti gli affari tuoi”

Sempre dall’ultimo disco “Evergreen”, si tratta di una frase di “Kiwi”, quarto singolo estratto dall’album. Quanto è liberatorio poter cantare “Oh mondo cane, tu fatti gli affari tuoi”?

8. “Se in mezzo alle strade o nella confusione piovesse il tuo nome…

… io una lettera per volta vorrei bere”. Qui troviamo Calcutta in veste d’autore, ma la canzone in questione (“Se piovesse il tuo nome”) è contenuta nell’album di Elisa “Diari Aperti”. Dato il successo del singolo, che per mesi è stato il più trasmesso dalle radio italiane, la cantante friulana ha deciso di registrare il brano anche in una nuova versione, duettando con Calcutta.

9. “Scusa non ho voglia di uscire, resto a casa col cane, anche se lui non c’è più”

Un Calcutta momentaneamente rinchiuso in se stesso in “Cane”, uno dei pezzi più “vecchi” che il cantautore di Latina propone tuttora al pubblico durante i concerti. Il brano fa parte dell’album “Forse…”, vero debutto discografico di Calcutta pubblicato nel 2012.

10. “Vestiti da Sandra che io faccio il tuo Raimondo”

Un’immagine tanto semplice quanto evocativa per intere generazioni: Sandra Mondaini e Raimondo Vianello nei loro indimenticabili battibecchi da “che barba che noia”. La frase è un verso di “Del verde”, brano dell’album “Mainstream”.