Radio Italia Live, Sting: le canzoni più belle dell’ospite del concerto a Milano

Sting in concerto
@Getty Images

A Radio Italia Live a Milano arriva Sting: ecco le canzoni più belle dell’ex frontman dei Police

Sarà Sting l’ospite d’onore della tappa milanese di Radio Italia Live, in programma il 27 maggio. L’ex frontman dei Police salirà sul palco allestito in Piazza del Duomo per il classico concerto primaverile organizzato dalla radio: show che vedrà come protagonisti, tra gli altri, anche Ultimo, Ermal Meta, Alessandra Amoroso, Francesco Gabbani e Loredana Berté. Ma il vero pezzo da novanta sarà senza alcun dubbio il cantante e bassista inglese. Ripercorriamo quindi la sua carriera con le canzoni più famose della sua discografia da solista e con i Police.

  1. Roxanne (1978)
  2. Messagge in a Bottle (1979)
  3. Every Breath You (1983)
  4. Russians (1985)
  5. Fragile (1987)
  6. Englishman in New York (1987)
  7. Fields of Gold (1993)
  8. Seven days (1993)
  9. Shape of my heart (1993)
  10. Desert Rose (2000)

Roxanne (Outlandos d’Amour, 1978)

“Roxanne” fu il primo singolo estratto dall’album d’esordio dei Police: “Outlandos d’Amour”, risalente al 1987. Il brano parla dell’amore di un uomo per una prostituta: figura ispirata alle tante prostitute che Sting stesso era solito vedere dalle parti dell’hotel in cui era solito soggiornare in Francia nel 1977. Oltre 40 anni di età, eppure “Roxanne” rimane una delle canzoni più apprezzate e conosciute dell’intera discografia dei Police.

Messagge in a Bottle (Reggatta de Blanc, 1979)

“Messagge in a Bottle” fu estratto da “Reggatta de Blanc”, disco del 1979, probabilmente il più conosciuto della discografia dei Police. Si tratta di un brano dall’evidente influenza reggae. Il pezzo, scritto interamente dal bassista, è la richiesta di aiuto di un uomo che, disperso su un’isola deserta, spedisce un messaggio in una bottiglia. “Messagge in a Bottle” fu il primo singolo dei Police a raggiungere la vetta delle classifiche di vendita nel Regno Unito.

Every Breath You Take (Synchronicity, 1983)

“Every Breath You Take” è una ballata, una classica canzone d’amore che porta la firma del solo Sting e che fu inserita nel quinto album in studio della band. La canzone si basa sui medesimi accordi di “Message in a Bottle”. Il brano è stato il singolo più venduto negli Stati Uniti in quell’anno, rimanendo saldo in vetta alle classifiche per ben otto settimane consecutive. Un successo che fu confermato anche dal conferimento del “Grammy Awards per la canzone dell’anno 1984” a Sting.

Russians (The Dream of the Blue Turtles, 1985)

Iniziamo con il primo disco di Sting da solista, “The Dream of the Blue Turtles”, risalente al 1985. “Russians” è una canzone politica che, come suggerisce il titolo, parla della Guerra Fredda, denunciando la politica messa in atto tanto dalla Russia quanto dagli Stati Uniti d’America. La musica è invece un omaggio a “Lieutenant Kije Suite, Op. 60”, di Sergej Prokof’ev. “Russians” rimane uno dei brani più conosciuti e apprezzati della discografia da solista dell’artista britannico.

Fragile (Nothing Like the Sun, 1987)

Siamo nel 1987. Sting pubblicava il suo secondo disco da solista, “…Nothing Like the Sun”. Nella tracklist, anche quella che sarebbe stata riconosciuta come un’autentica perla della sua discografia: “Fragile”. Brano dedicato all’ingegnere civile statunitense Ben Linder, ucciso dai Contras nel 1987, mentre stava lavorando su un progetto idroelettrico in Nicaragua. Il pezzo fu poi registrato anche in spagnolo con il titolo di “Fragilidad” e in portoghese come “Fragil”: le due versioni sarebbero state inserite nell’ep “Nada como el sol”.

Englishman in New York (Nothing Like the Sun, 1987)

Il disco in questione è sempre “…Nothing Like the Sun”. “Englishman in New York” è dedicato a Quentint Crisp: scrittore e attore britannico, ma anche icona gay, da poco trasferitosi nella Grande Mela. Il brano ha trovato un suo spazio anche all’interno dell’album “Symphonicities” del 2010, registrato da Sting insieme alla Royal Philharmonic Orchestra.

Fields of Gold (Ten Summoner’s Tales, 1993)

È del 1993 “Fields of Gold”, uno dei brani in assoluto più celebri della discografia di Sting da solista. Inserito nel disco “Ten Summoner’s Tales”, il pezzo è stato inserito anche come bonus track all’interno del disco classico “Songs From the Labyrinth”, registrato da Sting accompagnato solamente da un liuto. Nella versione originale della canzone, invece, troviamo il suono di una cornamusa.

Seven Days (Ten Summoner’s Tales, 1993)

Rimaniamo all’interno dello stesso disco per “Seven Days”: una sorta di filastrocca dedicata ai giorni della settimana. Forse anche per i suoi toni scherzosi e scanzonati, diventata una delle canzoni più conosciute dell’artista britannico. Nel brano troviamo poi un omaggio ai Police, con la citazione – sul finale del pezzo – di “Every Little Thing She Does Is magic”, uno dei brani più celebri del gruppo.

Shape of my heart (Ten Summoner’s Tales, 1993)

Il disco in questione è ancora “Ten Summoner’s Tales” del 1993. La canzone porta la firma di Sting e del chitarrista Dominic Miller e venne inserita nei titoli di coda del film “Léon” di Luc Besson, risalente all’anno successivo: pellicola con Jean Reno e Natalie Portman. La base di questo brano sarebbe stato poi ripreso diverse volte all’interno del mondo R&B e hip-hop, grazie al primo remix fatto dal rapper Nas.

Desert Rose (Brand New Day, 2000)

Una canzone per celebrare il nuovo millennio. “Desert Rose” fu pubblicata da Sting il primo gennaio del 2000, come secondo singolo estratto dal disco “Brand New Day”. Nel brano, l’ex Police ha duettato con il cantante algerino Cheb Mami. Il testo del pezzo è ispirato al romanzo “Dune” di Frank Herbert, poi adattato per il cinema nel 1984: film nel quale recitò lo stesso Sting, nel ruolo di Feyd – Rautha Harkonnen.