Mia Martini, le sue canzoni più famose

Mai Martini

La carriera di Mia Martini, ripercorsa attraverso le sue canzoni più famose

Sarà al cinema dal 14 al 16 gennaio “Io sono Mia”, biopic firmato da Riccardo Donna e dedicato alla vita di Mia Martini. Protagonista della pellicola, Serena Rossi, nel difficile ruolo di una delle più grandi interpreti che la canzone italiana abbia mai conosciuto. Ripercorriamone la carriera, attraverso i suoi brani più famosi:

  1. The Lion Sleeps Tonight
  2. Piccolo uomo
  3. Minuetto
  4. Per amarti
  5. La costruzione di un amore
  6. E non finisce mica il cielo
  7. Almeno tu nell’universo
  8. Donna
  9. La nevicata del ‘56
  10. Gli uomini non cambiano

The Lion Sleep Tonight (Oltre la collina, 1971)

Iniziamo con il disco d’esordio di Mia Martini, “Oltre la collina”, pubblicato nel 1971. Un disco composto da inediti firmati da un allora sconosciuto Claudio Baglioni e diverse cover. Tra queste, la più famosa è senz’altro la nuova versione di “The Lion Sleeps Tonight”, brano scritto a partire da una melodia africana degli zulu, poi portato al successo negli anni ’40 da Solomon Linda. La versione di Mia Martini, appunto, nel ’71.

Piccolo uomo (Nel Mondo, una cosa, 1972)

Siamo nel 1972 per “Piccolo uomo”, una delle canzoni più celebri dell’intera discografia di Mia Martini. Il brano porta la firma di Dario Baldan Bembo e Leonardo Ricchi, quanto alla musica, e Bruno Lauzi e Michelangelo La Bionda per il testo. La canzone era stata pensata in un primo momento per i Camaleonti, ma se ne appropriò Mia Martini, che lo presentò al Cantagiro e, vincendo, al Festivalbar. La canzone non riuscì invece a superare le selezioni per “Un disco per l’estate”.

Minuetto (Il giorno dopo, 1973)

Un esordio da tre dischi in tre anni, quello di Mia Martini. E, anche in questo nuovo lavoro, una canzone indimenticabile: “Minuetto”, con firma di Franco Califano per il testo e, ancora, Dario Baldan Bembo per la musica. Un brano con cui Mimì si aggiudicò la vittoria anche del Festivalbar del ’73.

Per amarti (Per amarti, 1977)

Nel 1977 Mia Martini pubblica il disco “Per amarti”, con brano trainante proprio la title – track. Anche in questo caso la canzone non era stata pensata subito per lei, bensì per Ornella Vanoni. A firmare il pezzo, Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio, gli stessi autori di “Almeno tu nell’universo”.

La costruzione di un amore (Danza, 1978)

Il brano porta la firma di Ivano Fossati, che lo scrisse pensando esattamente alla voce di Mia Martini, con cui all’epoca aveva una storia d’amore. Poi il pezzo sarebbe stato inciso anche dallo stesso Fossati, diventando probabilmente una delle canzoni più celebri e apprezzate dell’intera discografia del cantautore ligure.

E non finisce mica il cielo (1982)

Una canzone scritta da Ivano Fossati e inizialmente destinata a Mina. La cantò invece Mia Martini, partecipando inoltre con quel brano per la prima volta al Festival di Sanremo e aggiudicandosi il Premio della critica. A dire il vero, la canzone colpì talmente tanto i giornalisti, che il Premio della critica fu istituito appositamente per lei e per quella canzone proprio quell’anno. Mia Martini però non ritirò mai quel riconoscimento: lo farà Loredana Berté a distanza di anni dalla morte della sorella.

Almeno tu nell’universo (Martini Mia…, 1989)

Senz’altro il brano più rappresentativo dell’intera discografia di Mia Martini, ma dall’evoluzione piuttosto tormentata. La canzone fu scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972, depositata solo nel ’79 e cantata da Mia Martini nell’89. Su espresso desiderio di Lauzi, che voleva che a interpretare il brano fosse proprio Mia Martini. Lei la presentò al Festival di Sanremo di quell’anno, inspiegabilmente non vincendo il Festival, ma comunque aggiudicandosi il Premio della critica.

Donna (Martini Mia…, 1989)

Siamo ancora nel 1989 per “Donna”, pezzo firmato da Enzo Gragnaniello. Una canzone che è lo sguardo di un uomo “dall’interno” sull’universo femminile: fu questa la spinta che convinse Mimì ad accettare la proposta di collaborazione, inizialmente rifiutata, da parte dell’autore napoletano. E, di conseguenza, accettare di ricominciare a cantare in pubblico, dopo la pausa che si era presa. Il brano fu presentato al Festivalbar dell’89 e ricevette la certificazione di disco d’oro per le oltre 100 mila copie vendute. Del pezzo esistono diverse versioni live cantate in duetto, una di queste anche con la sorella Loredana Berté.

La nevicata del ’56 (La mia razza, 1990)

Siamo nel 1990. Il disco in questione è “La mia razza”, mentre il brano “La nevicata del ’56”. Canzone scritta “a otto mani”: musica di Massimo Cantini e Luigi Lopez, testo invece di Franco Califano e Carla Vistarini. Con la canzone Mia Martini si ripresentò al Festival di Sanremo, vincendo il terzo Premio della critica in altrettante partecipazioni. Anche questa canzone non era stata pensata inizialmente per la voce di Mia Martini, bensì per quella di Gabriella Ferri.

Gli uomini non cambiano (Lacrime, 1992)

“Gli uomini non cambiano” è un brano tratto da “Lacrime”, presentato da Mia Martini sempre sul palco del Festival di Sanremo. In quell’edizione, la cantante si classificò seconda. Il brano è stato scritto da Giancarlo Bigazzi, Marco Falagiani e Giuseppe “Beppe” Dati.