Antonella Ruggiero, una antologia di 6 album per "quando facevo la cantante"

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E' in esclusiva su musicfirst.it   e si intitola Quando facevo la cantante  (Libera/distr. Artist First), la nuova opera discografica di Antonella Ruggiero in sei dischi e centottanta pagine. Ci racconta tutto in questa intervista

(@BassoFabrizio)

Una vera antologia, il corrispettivo in musica de I meridiani di Mondadori. Centoquindici brani in cui Antonella Ruggiero raccoglie il meglio delle sue registrazioni live dal 1996 ad oggi, insieme a brani, registrati sia in concerto che in studio, mai pubblicati finora. Un lungo viaggio attraverso le mille sfumature della ricerca musicale compiuta da Antonella Ruggiero nel corso della sua carriera solista. L'opera è in esclusiva su musicfirst.itQuando facevo la cantante (Libera/distr. Artist First) di Antonella Ruggiero è sei dischi e centottanta pagine.

Antonella l'idea dove nasce?
A essere sincera parte da Roberto Colombo., a lui è venuta l'idea di riunire tutto il mio materiale, per altro molte cose registrate dal vivo.
Sei album.
Ho lavorato a una suddivisione per genere. E' la storia di 22 anni intensi condivisa con le band più disparate.
Si è emozionato a preparare questa antologia?
Se mi guardo indietro 22 anni non sono pochi. Questo lavoro è la prova che la musica può essere fatta in modi differenti e scollegati dalla discografia.
Come vive la musica?
Con serenità. Ne ho una idea romantica, è un lavoro artigianale. Qui trovate il fado, musica ebraica, canzoni popolari legate alla guerra e pure musica di montagna.
Non deve essere stato facile dopo tanti anni con i Matia Bazar ripartire da solista.
Dal 1996 in poi ho affrontato tutto con leggerezza. I vari capitoli della mia storia musicale sono stati tutti belli anche se a volte ho dovuto sfidare le difficoltà della lingua.
Ha avuto molti collaboratori.
Tanti che mi hanno aiutato a non sbagliare. E poi ci sono canzoni che rappresentano le storie umane di autori anonimi.
Che intende?
Che non sono noti ma hanno scritto cose meravigliose e io gli do voce.
Ricorda il suo primo incontro con la musica?
Avevo nove anni e ho ascoltato un organo liturgico nella chiesa di Santa Maria di Castello a Genova.
Sarà anche per questo che tante volte ha affrontato la musica sacra.
Ho cominciato nel 2001. Poi ho proseguito portando la mia musica nelle cattedrali.
I giovani di oggi sono molto social e usano poco il cuore: vero?
Io credo che siano legati ai sentimenti più di quanto sembri. Sembrano distanti perché è il loro modo di reagire al profondo disagio che provano. E' una forma di autodifesa. Servirebbero più adulti capaci di insegnare.
I suoi concerti?
Sono versatili con spostamento di generi, luoghi ed epoche. Per due ore ti stacchi dalla realtà viaggiando tra il passato e l'elettronica.