Tom Waits: ecco la sua cover di “Bella Ciao”

Tom Waits
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Waits rompe il silenzio e torna con la sua “Bella Ciao” nell’album anti-Trump di Marc Ribot 

Obiettivo dichiarato: un disco anti-Trump. È quello che si è messo in testa Marc Ribot, storico chitarrista di Tom Waits che in questi giorni dà alle stampe l’album “Songs Of Resistance 1942-2018”. Una raccolta di composizioni originali e diversi brani tratti dalla tradizione antifascista della Seconda Guerra Mondiale, dal movimento per i diritti civili degli Stati Uniti insieme ad alcune ballate di protesta messicane. Al suo interno tantissime collaborazioni, tra le quali spicca quella con l’amico-collega, il cui frutto è stato la cover della nostrana “Bella Ciao”, scelta come singolo di lancio dell’album. Una versione desolata e desolante dello storico inno partigiano, scarna e rarefatta come da tradizione delle ballate più riuscire di Waits, che colora il tutto con la sua inconfondibile voce. La canzone è accompagnata da un video che traspone la lotta antifascista evocata dal brano ai giorni nostri: tra le proteste antirazziste e la lotta quotidiana della fascia più povera della popolazione americana.

Il ritorno di Tom Waits

Tom Waits è uno dei giganti della musica cantautorale americana e questa “Bella Ciao” ne segna il ritorno a due anni di distanza da altre due cover, “The Soul Of The Man” e “John The Revelator” interpretate per un disco tributo a Blind Wille Johnson nel 2016. La traccia ce lo riconsegna in gran forma, nonostante si avvicini la soglia dei settant’anni e una vita di eccessi ne abbia plasmato quella voce roca e graffiante che ormai è il suo marchio di fabbrica. Negli anni, la sua attività e le sue presenze in pubblico sono andate via via diradandosi, fino a diventare delle assolute rarità. E infatti all’orizzonte, per l’artista californiano non si vedono dischi di inediti in uscita. L’ultimo resta “Bad As Me” del 2011 ed anche sul fronte live non ci sono notizie di concerti in arrivo. Dopo aver fatto un blitz nel dietro le quinte del concerto dello scorso 16 agosto di Jack White a San Francisco, presto però sarà possibile ritrovare Waits al cinema. Sarà infatti uno dei protagonisti del nuovo film dei fratelli Coen “The Ballad Of Buster Struggs”, recentemente presentato alla Mostra del cinema di Venezia vincendo il premio per la miglior sceneggiatura. D’altronde il cinema non è certo una novità per il cantautore da Pomona, che di pellicole in carriera ne ha interpretate a decine.

Il Lucifero della musica americana

Una vita dalla parte sbagliata quella di Tom Waits. Una vita segnata dagli eccessi di alcol e droghe, cui però è riuscito a sopravvivere traghettandosi verso una vecchiaia più serena e tranquilla. I segni degli anni che furono, però, li si ritrovano tutti in quella voce che venne definita, con geniale intuizione, “ruggine e miele”. Ne è passato di tempo dagli esordi negli scantinati dei locali dei bassifondi della West Coast, quei bassifondi che hanno reso la sua opera così simile a quella dell’amico Charles Bukowski, del quale possiamo considerarlo il contraltare in musica. Il successo, per Waits ed il suo blues venato di jazz arriva nel cuore degli anni Ottanta con dischi come “Swordfishtrombones” e “Rain Dogs”, che lo innalzano ad emblema della controcultura americana. Un vessillo che, trent’anni dopo, resta ancora ben alto nel cielo.