Eminen e il suo primo concerto in Italia: festa rap per 80mila

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Eminem

La prima volta di Eminem in Italia. Un concerto con colpi di pistola e fuochi artificiali ma sempre con protagonista la musica. Il nostro racconto di una serata che è stata una festa per 80mila persone

(@BassoFabrizio)


Ormai quasi non ci si sperava più. E invece, in una torrida notte di inizio luglio, Eminem è apparso per il suo primo concerto in Italia. E' stata scelta, per l'esodo degli 80mila, l’Area Expo Experience di Milano. Tanti i giovani sotto i 25 anni ma anche qualche affezionato dei suoi albori ma pronti ad affrontare ore sotto il sole per ascoltare il più famoso rapper bianco di sempre.


EMINEM SI PRESENTA DA GIGANTE

Lo show inizia con un ritardo di circa mezz’ora, con la proiezione di un video in cui Eminem è un vero e proprio gigante, una sorta di King Kong che si ribella alla polizia in elicottero e distrugge i palazzi che lo circondano, mostrando alla fine un dito medio alla telecamera. Il telo bianco che copre il palco scivola giù e lascia spazio a Marshall Mathers, vero nome dell’artista, in perfetta divisa rap: cappuccio sopra un cappello rosso che gli copre il viso e una tuta grigia. Dietro di lui una città deserta e il numero 313, rappresentativo della città americana in cui è cresciuto, Detroit. Esplodono dei fuochi d’artificio e delle luci rosse sulle note di Medicine Man, cover del suo scopritore Dr. Dre.


ARCHI E DJ, EMINEM ELEVA IL RAP A POESIA


Si entra subito nel vivo a cantare senza sosta Won’t back down, 3 a.m., Square Dance e Kill you, che finisce con un simbolico colpo di pistola. Sul palco Eminem è accompagnato una band, degli archi e un deejay e da Mr Porter, che gli fa da spalla per tutta la serata. Si va avanti con White America e in seguito Rap God, dove le rime escono a una velocità impressionante. Mr Porter invita il pubblico ad accendere le luci di tutti i telefonini perché è la volta di Sing for the moment, un campionamento del brano degli Aerosmith: a questo punto Eminem esce allo scoperto e si mostra ai fan senza felpa ma con ancora il cappello rosso. Continua con Like toy soldiers e Forever, anche questa conclusa con un colpo di pistola, per poi incoraggiare la folla ad alzare il dito medio per seguirlo in I just don’t give a fuck. I due rapper ogni tanto fanno delle pause per instaurare un dialogo con la loro gente, creando scherzosamente due fazioni che si scontrano a colpi di chi urla più forte, ma senza distogliere dalla centralità della musica. Quindi ancora con Framed, Criminal e The way I am, che finisce a sorpresa con un assolo di chitarra elettrica. Il palco rimane al buio per qualche secondo, ci voleva un po' di magia per accogliere Skylar Grey, talentuosa cantante e collaboratrice di Eminem, in un elegante abito verde: interpreta tre artiste che, in differenti occasioni, sono entrate in contatto con Eminem: con Walk on water, tratto dall’ultimo album, è Beyoncé; poi c'è Stan, campionamento del brano di Dido; infine con Love the way you lie diventa Rihanna.


VERSO IL FINALE A RITMO DI URBAN

Dopo questo tocco di eleganza, la situazione torna nel più profondo urban con la canzone preferita da Mr Porter: Berzerck, seguita da ‘Till I collapse e Cinderella Man. Ci sono anche Fast lane, che vede il contributo sul palco di Royce Da 5’ 9’’, River e The Monster, altro brano vincente dell’accoppiata Eminem/Rihanna. Mr. Porter e Eminem si concedono un altro veloce scambio di battute, il rapper bianco chiede al pubblico se ha voglia di tornare indietro ai tempi in cui lui era molto più stupido di adesso e ovviamente ed esplodono urla eccitate perché si ritorna ai pezzi esilaranti che hanno fatto la storia. Così si susseguono a ruota My name is, The real Slim Shady e Without me, accompagnate da cori nostalgici. Dopo l’ennesimo colpo di pistola, lo show scivola verso l'epilogo. Eminem canta Not afraid, per concludere col pezzo che gli è valso l’Oscar come “miglior canzone originale” per il film da lui steso interpretato 8 Mile, Lose Yourself. Con il suono finale della chitarra elettrica Eminem si ritira, seguito da una festa di fuochi d’artificio. Uno spettacolo che, sebbene la grandezza dell’artista, si è mantenuto semplice e genuino, senza ricorrere a particolari scenografie o costumi e senza troppi colpa di scena. Il concerto di un artista maturo i cui eccessi sono solo memoria.