Avion Travel, un ritorno col fascino seducente del Privé

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Avion Travel (foto di Giovanni Canitano)

Privé e il nuovo album degli Avion Travel , un lavoro perfettamente fedele al profilo indipendente che ha sempre caratterizzato il gruppo campano. Abbiamo incontrato Peppe Servillo  e Peppe D’Argenzio. L'INTERVISTA

Una assenza lunga 15 anni, una assenza ora colmata con un nuovo album, Privé. Tornano gli Avion Travel con undici brani e un extra strumentale, un lavoro perfettamente fedele al profilo indipendente che ha sempre caratterizzato il gruppo campano. Abbiamo incontrato Peppe Servillo, cantante, e Peppe D’Argenzio, sassofonista, che ci hanno parlato del ritorno, del futuro, dei progetti.

Perchè come titolo avete scleto Privé?

Abbiamo voluto sottolineare il valore della parola, che ultimamente sta un po’ scomparendo nel nostro Paese, e la sua importanza nell’alimentare la relazione individuale, non solo amorosa, ma di tutti i giorni. Il titolo suggerisce anche il termine privilegio: la fortuna di confrontarsi con l’altro, con tutti gli obblighi di chiarezza e definizione che comporta.
Il linguaggio cosa può dare alla musica?
Un importantissimo valore aggiunto, un senso compiuto e quindi la canzone nella sua forma completa permette un avvicinamento tra le persone. Inoltre, volevamo ristabilire un confine tra ciò che è privato e ciò che è pubblico.
Come lo fate?
Parliamo al pubblico sussurrando, senza alzare la voce, per creare un’intimità nel raccontare storie più vissute e più profonde. Possiamo dire che il disco è diviso in due: da un lato l'oscuro e il disordinato, per mostrare la nostra provenienza musicale e le domande che ci poniamo, dall’altro canzoni che cercano un’armonia e una possibile pace come risposta alla guerra dei brani precedenti.
Perché avete aspettato così tanto per un nuovo album?
Ognuno di noi si è dedicato ad altri progetti singolarmente (la recitazione a teatro per Peppe Servillo, la creazione del duo Musica Nuda di Ferruccio Spinetti e l’Orchestra di Piazza Vittorio ideata da Mario Tronco, ndr), poi nel 2014 abbiamo ricominciato a suonare insieme e abbiamo ritrovato subito la complicità di sempre. Essendo un gruppo è stato anche difficile trovare subito l’idea che accontentasse ogni membro
Cosa è stato particolarmente impegnativo?
Ci siamo confrontati nuovamente con noi stessi. È un po’ come se fosse un album che racconta l’età di mezzo: la band è nata quando eravamo dei ragazzi al liceo e adesso che siamo adulti, sistemiamo la nostra vita attraverso le canzoni. Purtroppo durante la lavorazione di Privé è venuto a mancare il Fausto Mesolella e noi abbiamo quindi deciso di rimanere in cinque, lasciando il vuoto della chitarra ma con l’aggiunta al piano e alle tastiere di Duilio Galioto.
Fausto è comunque molto presente nell’album.
S', ha scritto quattro brani e ha suonato in particolare Caro maestro.
Chi è questo maestro a cui vi rivolgete?
E' un incontro mancato, una possibilità, una speranza…al giorno d’oggi abbiamo estremo bisogno di avere dei maestri, che possono essere rappresentati da svariate figure. Noi ne abbiamo avuti tanti: primo tra tutti Lilli Greco, il produttore artistico della vecchia RCA, ma anche altre persone a cui siamo sicuramente molto affezionati, che per questo mestiere sono state preziose come guida.
Come avete affrontato la morte di Fausto?
Lavorare a un nuovo disco ci ha dato la possibilità di dare forma al dolore causato dalla morte di Fausto. E' una esperienza che va ordinata interiormente più che esibita, aiuta a non rimanere concentrati su se stessi e non ambire all’essere eterno.
Oggi è difficile affrontare la morte?
Resta un grande tabù e la nostra società ci trasmette l’illusione che nessuno morirà mai, ma ci deve essere un modo più corretto per affrontare questo tipo di eventi.
Come state?
Dopo un anno di concerti senza di lui, possiamo affermare che il momento in cui sentiamo maggiormente la sua mancanza è quando suoniamo sul palco: lì la sua assenza è pesantissima. Lui ci dava sempre una forte sicurezza nell’affrontare situazioni particolari, proprio per questo Fausto continua a essere in mezzo a noi e in un certo senso seguiamo anche i suoi principi quando lavoriamo.
Chi ha scritto i testi delle canzoni?
Pacifico ha scritto il testo dell’Allegro Alfabeto, composta da Mario Tronco, e di Dolce e Amaro, mentre tutti gli altri testi sono di Peppe Servillo, tranne Il Cinghiale scritta da Franco Marcoaldi con comunque la partecipazione di Servillo. Ci sono poi tre brani che avevamo donato a tre diverse artisti femminili perché non ci sentivamo ancora pronti per interpretarli: Se veramente Dio esisti per Fiorella Mannoia, A me gli occhi per Patty Pravo e Come si canta una domanda per Petra Magoni di Musica Nuda.
Tutte donne.
Nella voce femminile noi troviamo un collegamento con la canzone popolare, infatti tanti nostri brani nascondono femminilità, un valore per noi estremamente importante. Dopo le loro splendide esecuzioni e a distanza di tempo, abbiamo deciso di fare le nostre versioni di questi tre pezzi da inserire quindi nell’album.
Quando e come decidete se la canzone vi rispecchia totalmente come Avion Travel?
Sebbene per motivi di formazione e dello scorrere del tempo non siamo più come la band originaria, sicuramente le nostre storie personali continuano a contribuire per realizzare il suono Avion Travel. Non cerchiamo a tutti i costi la novità, ma piuttosto un nuovo modo per dire le cose di sempre. Per quest’album ci siamo basati su quello che siamo sempre stati, ma cercando di semplificarlo.
Come vedete la canzone popolare in Italia?
Ci crediamo. Ci sono grandi artisti, e citiamo Francesco  De Gregori per tutti, che oggi riescono a raccontare ancora molto nonostante il cambiamento di fruizione della musica, che ci spaventa ma allo stesso tempo ci incuriosisce. L’ascolto oggigiorno è fondamentale perché ci predispone verso l’altro, mentre purtroppo ultimamente questa pratica è sempre più sfavorita per lasciare spazio a una concentrazione focalizzata su noi stessi. Per fortuna però, durante i concerti si riesce a ovviare a questo problema e per ora questi eventi rimangono di grande importanza nella vita di un’artista. Se fino a poco tempo fa si è parlato di rottura del linguaggio e di impoverimento dei valori, adesso sembra esserci una rinascita grazie a persone che sono tornate a scrivere per esprimere qualcosa.
Per il live cos’avete in mente?
Concepiamo il concerto come un fatto teatrale, infatti spesso la nostra musica è correlata ad eventi o luoghi di cultura e ne siamo molto contenti. L’idea è di riproporre integralmente il disco, senza rinunciare a eseguire alcuni brani del passato. Abbiamo avuto la sensazione che le persone che ci seguono aspettavano da tempo un nostro ritorno, ma siamo anche curiosi di vedere come il disco possa magari suscitare l’interesse di un nuovo pubblico.

Le prime date del tour
15 GIUGNO - PIANGIPANE (Ra) – Teatro Sociale – DATA ZERO
16 GIUGNO - MILANO – Auditorium Fondazione Cariplo
23 GIUGNO – PORTICI/NAPOLI - Museo Naz. Ferroviario di Pietrarsa
29 GIUGNO - FIESOLE (Fi) – Teatro Romano / Estate Fiesolana
2 LUGLIO – PARMA – Arena Estiva Fondazione Teatro Due
20 LUGLIO – ROMA – Estate Romana Casa del Jazz
22 LUGLIO – ANACAPRI (Na) – Piazza San Nicola
31 LUGLIO – CEGLIE MESSAPICA (Br) – Piazza Plebiscito