Fotogallery 04 marzo 2017

Gli "Eroi" fragili di Georg Baselitz in mostra a Roma. FOTO

  • Monumentali e fragili, aggressivi e vulnerabili, bloccati nel gesto o addirittura spezzati: sono gli “Eroi” di Georg Baselitz, riuniti per la prima volta in una grande mostra allestita fino al 18 giugno a Roma, negli spazi di Palazzo delle Esposizioni –Mostre in Italia e all'estero, tutti gli aggiornamenti
  • Esposte circa 70 opere del maestro tedesco, fra i più importanti contemporanei viventi, a 50 anni dalla creazione di questa serie drammatica e spiazzante, ancora oggi al centro della sua ricerca espressiva (nella foto, Georg Baselitz) –L'Italia del dopoguerra raccontata da Uliano Lucas. FOTO
  • Con il titolo “Georg Baselitz. Gli Eroi”, la rassegna è il terzo appuntamento di un progetto espositivo, realizzato grazie alla co-produzione tra Azienda Speciale Palaexpo, Stadel Museum di Francoforte, Moderna Museet di Stoccolma e Guggenheim Museum di Bilbao (nella foto e nelle successive, alcune delle opere in mostra a Roma) –Le informazioni sulla mostra
  • La mostra, che ha già toccato Francoforte e Stoccolma (e dopo Roma andrà a Bilbao), è stata curata da Max Hollein, in collaborazione con Daniela Lancioni, e presenta focus appositamente ideati per l'edizione romana –“Hello, Robot”, macchine intelligenti in mostra. FOTO
  • Proprio quando uno dei suoi Eroi con la bandiera stracciata è in procinto di andare all'asta londinese di Sotheby's con una quotazione iniziale tra i 6,5 e gli 8,5 milioni di euro (e già si parla di record d'artista), il maestro si racconta e si riconfronta con la produzione dei suoi esordi, a ribadire, nonostante l'attuale fortuna commerciale e il notevole successo di mercato, il suo essere un outsider, un uomo isolato, un autentico artista –Con “Overview” gli occhiali vanno al museo
  • “Quando, a metà degli anni '60, presentai per la prima volta i miei Eroi non piacquero quasi a nessuno, soprattutto per il loro contenuto – ha raccontato Baselitz alla presentazione della mostra –. La cultura nel Dopoguerra si era liberata dagli eroi e si dipingeva in modo astratto, diverso. Il mio cammino consisteva invece nella ricerca di una via d'uscita, nel trovare risposte al passato” –Berenice Abbott: la fotografa del Novecento in mostra
  • Baselitz ha anche ricordato l'amico Kounellis, scomparso poche settimane fa, e il suo motto “lotta continua”. “Kounellis, come me, non sperimentava, ma lottava per un'idea, che non era quella di avere una vita migliore. Come artista, poteva sopravvivere solo di arte” –È morto Jannis Kounellis, maestro dell'Arte Povera
  • In questa mostra emozionante, ecco l'arte senza compromessi di Baselitz, dilaniata dalla solitudine, eppure vigorosa e caparbia, che si concretizza nelle figure granitiche e dolenti, sanguinanti, che popolano un mondo inconsapevole –Le informazioni sulla mostra
  • Sono soldati, pastori, ribelli, partigiani, pittori, pittori moderni, rossi, bianchi, dipinti da Baselitz tra il 1965 e il 1966, quasi colto da un raptus espressivo, forse per esprimere una profonda oscurità, interiore e collettiva –Tra scienza e arte: i virus diventano opere di vetro. FOTO
  • Cresciuto nella Germania Democratica e trasferitosi nella Germania Federale prima della costruzione del Muro di Berlino, Baselitz lavora a questo ciclo ancora molto giovane, a 27 anni, di ritorno dal soggiorno a Firenze, dove aveva trascorso sei mesi grazie a una borsa di studio –Mostre in Italia e all'estero, tutti gli aggiornamenti
  • Si affaccia alla maturità in un'Europa ancora incapace di fare i conti con le tragedie della guerra, che cerca di cancellare lutti e orrori cavalcando il boom economico, il benessere, la società dei consumi. Il giovane artista va controcorrente, vuole scavare –Il selfie diventa opera d’arte alla Saatchi Gallery di Londra
  • Ma solo ora, dopo molti decenni, prende consapevolezza di quello straordinario percorso creativo. “I tedeschi – dice – conoscono molti racconti che hanno per protagonisti gli eroi. Basti pensare a Wagner, la cui musica, dopo la fine della guerra, ha taciuto. Ora si è tornati a suonarla e i suoi eroi sono di grande attualità, ma ancora ammantati da un'aura di mistero". Quelli di Baselitz, l'artista lo rivendica, “non sono personaggi mitici: la mia pittura è soggettiva, i miei pensieri sono personali e la via politica non è mai stata tra i miei interessi" –Elliott Erwitt “a colori” in mostra a Genova. FOTO
  • Per 50 anni, prosegue il maestro, ha riflettuto su cosa fossero in realtà questi quadri, e solo molto di recente è riuscito a darsi una risposta ripensando ai passaporti che tutti i tedeschi avevano con la connotazione di razza ariana. Da questa certificazione di superiorità ("superuomini") è scaturito "qualcosa di fatale, il lato oscuro del mondo", che è finito nel 1945. Proprio "il degrado degli eroi, tra cui metto mio padre, ha portato al mio ciclo pittorico" –Cina, in una mostra tutti i segreti del cubo di Rubik. FOTO
  • Tra espressionismo astratto e realismo socialista, Baselitz dà vita a una pittura vigorosa, in cui il colore, il segno e la figura raggiungono una forte intensità, quasi sfidandosi a vicenda. La figura del tutto inedita di eroe è in aperto contrasto con l'immagine positiva legata alla retorica e alla propaganda bellica e postbellica. Insomma, dei Parsifal contraddittori e disperati –Da Hayez a Boldini, capolavori in mostra a Brescia. FOTO
  • Con cui Baselitz continua, però, a dialogare e che rivede nella figurazione della Transavanguardia e dei suoi protagonisti: Chia, Cucchi, Clemente. “Il loro apparire mi ha irritato – ha detto Baselitz – perché negli anni '60 ero completamente solo. Allora sono tornato per farmi sentire, ma come personaggio malefico. Ho ritirato fuori gli Eroi e li ho ridipinti in modo più efficace”. Sono i monumentali Remix che chiudono la mostra –Le informazioni sulla mostra
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Fino al 18 giugno, al Palazzo delle Esposizioni, una settantina di opere del maestro tedesco, fra i più importanti contemporanei viventi. Creò questa serie, drammatica e spiazzante, 50 anni fa ma ancora oggi è al centro della sua ricerca espressiva

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