Thelma: la recensione del film di Joachim Trier

Arriva al cinema dal 21 giugno un soprannaturale ed erotico thriller d'autore diretto da uno dei più talentuosi registi scandinavi contemporanei. Applaudito nei Festival di tutto il mondo, un film raffinato e sovversivo che mescola Hitchcock, De Palma e Ingmar Bergman. Una sorta di Carrie-Lo Sguardo di Satana ambientato in Norvegia

"Il possesso della conoscenza non uccide il senso di meraviglia e mistero. C’è sempre più mistero."

Così scriveva Anaïs Nin, la sacerdotessa dell'eros al femminile.  Sicché nel seguire l'evoluzione di Thelma (interpretata dalla straordinaria Eili Harboe, un talento davvero fuori dal comune), più aumentano gli indizi più si intensificano gli enigmi. Già autore di  Segreti di famiglia, intenso racconto di formazione, e di Oslo, August 31st, dolente elegia sulla solitudine, Joachin Trier,  insieme al suo co-sceneggiatore Eskil Vogt, firma un thriller in cui il soprannaturale danza con l'erotismo in una vertigine di emozioni, segreti, fobie.

La protagonista del film è Thelma, una timida ragazza di provincia cresciuta in una famiglia molto religiosa e appena arrivata a Oslo per frequentare l’università. Qui conosce Anja e presto l’amicizia tra le due si trasforma in un sentimento più profondo: proprio allora, però, Thelma scopre di avere dei poteri inquietanti e incontrollabili, legati a un terribile segreto del suo passato...

Girato in un sontuoso Cinemascope, Thelma ha sia la forza evocativa e perturbante di alcuni capolavori di Bergman, come L'Ora del Lupo o Monica e il desiderio, sia le affascinanti geometrie cromatiche di Marnie e di La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock. Da appassionato cinefilo, il regista mescola con sapienza Brian De Palma, Carrie- Lo sguardo di Satana, La Zona morta, i romanzi di Stephen King con le atmosfere disturbanti dello psycho-thriller all'italiana. Thelma è capace di spaventarci e turbarci mostrando semplicemente dei capelli femminili incollati al vetro di una finestra. Le sconfinate e algide distese della Norvegia dominate dal ghiaccio e dalla neve fanno da contraltare alla calda passione fra due giovani donne in amore. Come nel famoso quadro L' Urlo di Edward Munch, nel film attrazione e repulsione convivono insieme.  Così, nel raccontare una vicenda archetipica, Thelma rimanda alla mitologia greca, ai tormentati rapporti fra padre e figlia, intrappolati in un doloroso inferno perpetuo che brucia quanto la fiamma di una candela sul palmo di una mano. E il nodo da sciogliere sembra sempre lo stesso: Proteggimi da quello che desidero.

In fondo il film racconta il dramma dell'impossibilità di fuggire al proprio destino. Oltre a una regia in grado di scandire la suspense con la precisione di un metronomo, la pellicola trova nei volti dei protagonisti, gli interpreti perfetti per questa inquietante odissea in una mente molto pericolosa. Quindi accanto all’incredibile Eli, troviamo Kaya Wilkins (Anja) che nella vìita è una modella e musicista molto famosa (ha fatto da supporter ad artisti del livello di P.J. Harvey e Massive Attack), per metà norvegese e per metà americana.

Tra viscidi serpenti pronti a violare bocche femminili, crisi di epilessia, convulsioni psicogene, gocce di sangue, bicchieri di latte, vetri in frantumi,  stormi impazziti di uccelli, epidermidi trasparenti e flashback illuminanti, Thelma è un’immersione in apnea nelle acque limacciose della paura e del desiderio. A partire dalla sequenza iniziale con una Thelma bambina che insieme al padre attraversa un lago ghiacciato. Sotto quella fredda lastra trasparente si agitano i fantasmi primari di pulsioni mai sopite. Un'apparente quiete prima della tempesta. Tra colori desaturati, zoom all'indietro, panoramiche dall'alto, archittetture minacciose  Thelma sorprende, spaventa e seduce lo spettatore come un violento temporale improvviso, come il vento che scuote gli alberi. Insomma, un film perturbante che dimostra ancora una volta che si possono ancora fare film di genere emozionanti, originali e non omologati. È quindi possibile intrattenere e sbalordire con intelligenza.