Oscar 2018: Il miglior attore protagonista è Gary Oldman

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Gary Oldman
@Getty Images

L’attore inglese ha finalmente vinto il suo primo Oscar come miglior attore protagonista per il film L’ora più buia di Joe Wright in cui interpreta magistralmente Winston Churchill. Eccone un breve ritratto.

A quasi 60 anni (li compirà il prossimo 21 marzo), dopo una lunga ed eclettica carriera, Gary Oldman ha stretto finalmente in mano la sua prima, meritata statuetta. Per l'eccezionale Winston Churchill ne L'ora più buia. Il celebre attore britannico, già candidato nel 2011 per La Talpa, che ha indossato i panni e soprattutto il make up di uno dei personaggi storici più famosi d’Inghilterra: Winston Churchill. La sua performance irriconoscibile gli è valsa in poco tempo numerosi riconoscimenti durante la stagione dei premi quali un Golden Globe e un Bafta.

La sua carriera artistica è sempre stata in bilico tra ruoli emblematici, alcuni tormentati, altri letterati e, molto spesso, nei panni di odiabili villain. Amato da molti per il suo indimenticabile Sirius Black nella saga dedicata al maghetto Harry Potter, Gary Oldman si è imposto all’attenzione del pubblico mondiale nel nome del punk, interpretando Sid Vicious, il controverso bassista dei Sex Pistols. Un ruolo estremo, iconico, il primo di una lunga lista che comprende oltre al già citato Sirius Black (il padrino di Harry Potter), anche Dracula, Beethoven, Ponzio Pilato, Lee Harvey Oswald, Joe Orton, e George Smiley, il protagonista de La Talpa.


Sicuramente i fan di Nolan e dei cinecomic, invece, lo ricorderanno sicuramente per aver dato vita all’iconico poliziotto Gordon di Batman Begins, ruolo che riprese per i successivi due capitoli della dark trilogy de Il Cavaliere Oscuro. Facendo invece qualche salto indietro nel tempo, come dimenticare il personaggio di Norman Stansfield nel cult Léon Le capacità attoriali di Oldman erano ben visibili già nel 1994, quando seppe interpretare questo spietato poliziotto corrotto e cocainomane di una delle pellicole simbolo di Luc Besson. Sicuramente uno dei personaggi più amati della sua carriera cinematografica, però, è il Conte Dracula di Bram Stoker’s Dracula, film del 1992 diretto da Francis Ford Coppola

Nel 2018 è la volta per Oldman de L’ora più buia. Quella che visse in prima persona Winston Churchill che dovette affrontare pochi giorni dopo la sua elezione a primo ministro inglese. Scegliere l’armistizio con la Germania nazista oppure resistere per poter combattere per gli ideali, la libertà e l’autonomia di una nazione? Mentre le inarrestabili forze armate di Hitler si propagavano per l’Europa occidentale e la minaccia di un’invasione era imminente, con un popolo impreparato, un re scettico ed il suo stesso partito che tramava contro di lui, Churchill fece fronte alla sua darkest hour, unendo una nazione e tentando di cambiare il corso della storia mondiale.

Appassionato e teso, L’ora più buia  racconta quei giorni, le manovre che spingevano alla pace, il lavorio continuo di Churchill e dei suoi collaboratori, il suo humour, i suoi discorsi e il suo illuminante incontro con la gente. La forza di questo film sta nelle parole, nelle idee di un leader che ancora oggi è un esempio governativo senza precedenti, a prescindere dalla lettura politica fornita dal regista Joe Wright. L’anima del film, invece, prende vita nella performance magistrale di un grande professionista, trasformato e irriconoscibile per l’occasione, che restituisce ideali e vita privata di un grande statista, imperfetto a modo suo, ma abile oratore e testardo patriota.