Giffoni Film Festival 2019: l'intervista a Woody Harrelson

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I ragazzi di Giffoni 2019 vedono Lost in London , film che segna il debutto alla regia di Woody Harrelson . E poi compare lui per raccontarsi. Dopodichè l’INTERVISTA

Giffoni 2019: guarda lo speciale

(@BassoFabrizio
Inviato a Giffoni Valle Piana)


Viene proprio da dire, trovandoselo davanti, che oggi a Giffoni è stati fatto un rito…Woody a Hollywood. Mister Woody Harrelson, che incontro dopo il suo confronto col giovane popolo di Giffoni al quale lascia parole che segnano, che vanno controcorrente in questa società fluida che tutto rimescola in poche ore: “Non mi sento parte di Hollywood e anche se sei un personaggio pubblico non devi essere un punto di riferimento, quello che conta è che tu lo sia per la tua famiglia, per i figli”. Texano ma non dagli occhi di ghiaccio, si scioglie davanti alla dolcezza dei ragazzi di Giffoni 2019.

Che impressione ha avuto di questi ragazzi?
Adoro questo Festival, so che Truffaut disse che è il più necessario.
Ci sono film che sono stati punti di svolta?
Il primo film che mi ha segnato è stato Chi non salta bianco è. Un altro è stato Natural Born Killers: non so se è un bel film o meno ma scatenò un sacco di polemiche.
Parliamo di The Hunger Games è d’accordo con le tematiche che tratta in particolare che l’amore può essere un momento di rinascita.
Mi sento un privilegiato ad avere fatto parte del cast e sono d’accordo. Concordo su alcune tematiche tipo che queste industrie gigantesche controllano la nostra vita politica, sociale ed economica. E’ giusto che certi film trattino certe tematiche.
Cosa ricorda dell’America dello sbarco sulla luna?
Ero seduto con mia nonna e la mia bisnonna e ricordo la paura che mi trasmettevano, temevano che potesse accadere qualcosa agli astronauti. Sono molto legato a quell’episodio.
Ha toccato con mano le politiche di Hollywood: che pensa di Kevin Spacey che è stato riconosciuto innocente? Bisogna aspettare a condannare?
In America tecnicamente si è innocenti fino a prova contraria, non sempre avviene, io credo che la giustizia deve fare il suo corso. Per tutti e non solo per Hollywood.
Quanto è felice di essere a Giffoni e della sua vita?
Molto contento per entrambi. Happy wife happy life: mia moglie è contenta lo siamo tutti.
Un ruolo che le manca?
Tanti. A volte ne interpreti uno e pensi quanto è fantastico e la gente lo capisca.
Pro e contro di essere vegano?
Dà molta energia. Può infastidire il personale dei ristoranti.
Con chi vorrebbe lavorare?
Paolo Sorrentino è uno dei registi più coraggiosi al mondo. Poi vorrei lavorare con Paul Thomas Anderson: è un mio buon amico ma non abbiamo mai lavorato insieme.
Ci parli della sua nuova sceneggiatura.
E’ ambientata in Irlanda e questa persona viene cacciata di casa dai genitori. Amo l’Irlanda ma non come l’Italia. E’ una storia d’amore. Spero di poterla realizzare, spero di diventare un po’ meno pigro. Si intitola Le disavventure di Mr. Fitz.
Il ruolo che più le è piaciuto interpretare?
Mi sono davvero divertito con Benvenuti a Zombieland. Abbiamo girato un secondo capitolo, che uscirà a ottobre. Non l'ho ancora visto, ma pare sia davvero molto divertente. In passato abbiamo ricevuto sceneggiature che non sono piaciute, c’è riuscito il cast di Deadpool. E poi certo, è stato fantastico Hunger Games.
In autunno arriva al cinema Midway.
E’ la storia di una delle battaglie più importanti della seconda guerra mondiale, che ne ha deciso le sorti.
Sarà l’ammiraglio Chester Nimitz.
Era il capo della flotta americana. Non ci fosse stato lui la seconda guerra mondiale avrebbe avuto un corso diverso.
Sarà in Venom 2?
Sì e sarò il cattivo.
Quanto è importante il linguaggio delle serie tv?
Sono più coinvolgenti rispetto al cinema come linguaggio e penso a The Young Pope. Offrono più opportunità rispetto ai film.
Cosa ha cambiato Natural Born Killers nella storia del cinema?
E’ un film molto interessante e coinvolgente, c’è una fusione di generi e ha un grande montaggio. Quando uscì ci è piovuta addosso molta mer..!
La abbiamo vista a Wimbledon…
Adoro il tennis, spero di poterci andare ogni anno.