Golden Globe 2021, i film vincitori: trionfa Nomadland, commozione per Chadwick Boseman

Cinema
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Si è svolta tra New York e Beverly Hills la cerimonia di premiazione dei 78^ Golden Globes: ecco tutte le pellicole che si sono portate a casa almeno un premio (RIVIVI LA DIRETTA)

Un'edizione indimenticabile e unica, suo malgrado: i 78^ Golden Globes (RIVIVI LA DIRETTA), tra il red carpet virtuale e tutti i protagonisti - attori, registi, cantanti, produttori - sparpagliati in giro per il mondo e collegati in videoconferenza, resteranno nella storia del cinema. Un'edizione che poteva tranquillamente "essere un'e-mail", come hanno scherzato nel monologo d'apertura le presentatrici Tina Fey e Amy Poehler, e che ha invece riservato emozioni e divertimento, con un solo inconveniente tecnico proprio in apertura: i problemi di audio che hanno ostacolato il discorso di ringraziamento di Daniel Kaluuya, premiato come miglior attore non protagonista da Laura Dern per Judas and the Black Messiah.

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Laura Pausini vince il Golden Globe: Dedico questo premio all'Italia

Dopo l'annunciatissimo premio per il film d'animazione a Soul, è arrivato anche il terzo Golden Globe per il grande Aaron Sorkin ("Netflix ci ha salvato la vita", ha detto nel suo discorso), premiato per la sceneggiatura de Il processo ai Chicago 7 dopo aver vinto anche con The Social Network (2011) e Steve Jobs (2016). Ma poco dopo le 3 del mattino anche l'Italia ha potuto festeggiare con Io sì, la canzone cantata da Laura Pausini che ha vinto il premio come Miglior Canzone, dalla colonna sonora de La vita davanti a sé.

 

Sorprendente la vittoria di Rosamund Pike (I Care A Lot) come miglior attrice di film commedia-musicale: la grande favorita sembrava Marija Bakalova per Borat 2. Inatteso anche il Golden Globe a Minari come miglior film straniero, categoria in cui sembrava favorito il danese Un altro giro (e in cui concorreva anche La vita davanti a sé). Graditissimo il ritorno di Jodie Foster, al suo terzo Golden Globe dopo quelli lontanissimi per Sotto accusa (1989) e Il silenzio degli innocenti (1992).

 

Il momento più toccante e commovente è stato senza dubbio il Golden Globe postumo per Chadwick Boseman, l'attore di Ma Rainey's Black Bottom scomparso lo scorso 28 agosto per un tumore al colon. A ritirare virtualmente il premio e ringraziare è stata la moglie Taylor Simone Ledward, visibilmente commossa. Ma subito dopo è stata la volta di un altro momento storico: il primo Golden Globe a una regista donna dai tempi di Barbra Streisand (1984), vinto da Chloé Zhao per Nomadland, film già premiato lo scorso settembre con il Leone d'Oro al Festival di Venezia. Il miglior film commedia-musicale, come da pronostico, è stato il secondo capitolo di Borat, per la gioia di Sacha Baron Cohen che, non venendo meno al suo abituale sarcasmo, ha dedicato il premio a "un attore emergente davvero sorprendente: Rudolph Giuliani", l'ex sindaco di New York sempre al fianco di Trump e protagonista suo malgrado di una delle sequenze più famose e imbarazzanti del film. Pochi minuti dopo, Baron Cohen ha fatto il bis con il premio come miglior attore comico, insinuando alcune contestazioni del voto da parte di Donald Trump...

 

Altra grande sorpresa, la vittoria della cantante soul Andra Day, nel ruolo della leggendaria cantante jazz Billie Holiday. E il punto esclamativo finale sull'edizione dei Golden Globes più al femminile che si ricordi lo hanno messo Michael Douglas e Catherine Zeta Jones, premiando come miglior film drammatico Nomadland di Chloé Zhao: un riconoscimento non solo al merito artistico ma anche politico, visto l'argomento attuale e l'approccio anti-conformista con cui questa pellicola affronta il tema della crisi economica e del nomadismo.

TUTTI I VINCITORI

Miglior film commedia-musicale: Borat - Seguito di film cinema
Miglior film drammatico: Nomadland

Miglior regia: Chloé Zhao (Nomadland)
Miglior attore film commedia-musicale: Sacha Baron Cohen (Borat - Seguito di film cinema)
Miglior attore drammatico: Chadwick Boseman (Ma Rainey's Black Bottom)
Miglior attrice film commedia-musicale: Rosamund Pike (I Care A Lot)

Miglior attrice drammatica: Andra Day (The United States vs. Billie Holiday)
Miglior attore non protagonista: Daniel Kaluuya (Judas and the Black Messiah)
Miglior attrice non protagonista: Jodie Foster (The Mauritanian)

Miglior sceneggiatura: Aaron Sorkin (Il processo ai Chicago 7)
Miglior film d'animazione: Soul

Miglior film straniero: Minari (USA/Corea del Sud)

Miglior canzone: "Io sì", Laura Pausini, Diane Warren, Nicolò Agliardi  (La vita davanti a sé)

Miglior colonna sonora: Trent Reznor, Atticus Ross, Jon Batiste (Soul)

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