David di Donatello 2020, Parasite è il miglior film straniero

Parasite premiato anche ai David di Donatello. La pellicola di Bong Joon-ho è il miglior film straniero

David di Donatello 2020, tutti i film e gli attori candidati. FOTO

Sono state rese note le nomination per i David di Donatello 2020. Da “Pinocchio” a “Il primo re”, da “Il traditore” a “Martin Eden”, tanti i film di grande spessore in concorso. Per scoprire i vincitori occorrerà attendere il 3 aprile. Due categorie sono però già state assegnate. Si tratta del miglior cortometraggio e del miglior film straniero. Premi assegnati rispettivamente a “Inverno” e “Parasite”.

Ancora un successo dunque per il capolavoro di Bong Joon-ho, autore tra gli altri di “Memorie di un assassino” e “Snowpiercer”. Quattro gli Oscar conquistati in questo 2020, per una pellicola che continua a far parlare di sé. Anche stavolta ha battuto “C’era una volta a Hollywood”, “Joker”, “Green Book” e “L’Ufficiale e la Spia”.

Si tratta senza dubbio di uno dei film più visti, commentati e apprezzati del 2019. Svariati i premi collezionati, che fanno di Bong Joon-ho uno dei registi più in voga, al punto che c’è già grande attesa per il suo prossimo progetto. Ecco l’elenco dei principali trionfi ottenuti:

  • Oscar: miglior film, miglior film internazionale, miglior regista, miglior sceneggiatura originale
  • Golden Globe: miglior film in lingua straniera
  • BAFTA: miglior film non in lingua inglese, miglior sceneggiatura originale
  • Festival di Cannes: Palma d’oro
  • Critics’ Choice Awards: miglior regista, miglior film straniero
  • Indipendent Spirit Awards: miglior film straniero
  • Screen Actors Guild Awards: miglior cast cinematografico
  • David di Donatello: miglior film straniero

La trama di Parasite

La vita della famiglia Kim è molto dura. I soldi che sfruttano per riuscire a sopravvivere sono frutto del sussidio di disoccupazione. Vivono in un seminterrato sudicio, guadagnando qualcosa con lavori temporanei e a basso costo. Una lotta quotidiana per far quadrare i conti. Il nucleo è composto da due genitori, una figlia e un figlio. Quest’ultimo accarezza l’idea di fingersi uno studente universitario, così da provare a ottenere un lavoro come tutor d’inglese per la figlia adolescente di una ricca famiglia, quella dei Park.

Si reca dunque al colloquio, dove riesce a impressionare la madre della giovane, che lo assume. In breve tempo anche il resto della famiglia trova impiego presso la famiglia Park, non confessando d’essere parenti e mentendo sulle proprie capacità e soprattutto comportandosi come persone dal carattere ben differente da quello reale.

Un giorno i Park lasciano la loro casa per andare in campeggio, così da poter festeggiare il compleanno di Da-song. I Kim ne approfittano per prendere possesso della loro villa, facendo finta che si tratti di una reggia a loro disposizione. Finalmente possono comportarsi come sempre e, senza alcun ritegno, quella notte si ubriacano perdutamente. Di colpo fa ritorno l’ex governante, Moon-gwang, che sfrutta una scusa per riuscire a entrare in casa. Qui rivela un bunker segreto, dove suo marito vive da anni per sfuggire agli strozzini. Una situazione al limite, che porterà la famiglia Kim a delle scelte estreme pur di riuscire a tutelare il proprio segreto.