Parasite, 5 curiosità sul film in nomination agli Oscar 2020

Alcune curiosità che potreste non conoscere su Parasite, film di Bong Joon-ho premiato a Cannes, ai Golden Globe e candidato agli Oscar

Uno dei film più importanti del 2019 è stato senza ombra di dubbio Parasite, di Bong Joon-ho, autore di film come Snowpiercer, che ebbe un successo globale nel 2013. La sua ultima produzione ha vinto la Palma d’Oro a Cannes e il Golden Globe come miglior film straniero, tra gli altri riconoscimenti. È stato inoltre inserito nella lista dei nominati per gli Oscar 2020.

Nel film si racconta la vita della famiglia Kim, costretta a vivere in un seminterrato, data la grande povertà. Non hanno nulla e l’indolenza dei genitori non migliora la situazione. Il figlio minore ha però un’idea, fingersi insegnante per fare da tutor alla figlia della famiglia Park, particolarmente facoltosa. Ben presto riesce a inserire anche sua sorella in questa equazione, con l’intera famiglia Kim che ben presto metterà piede in questo universo fatato, senza alcuna voglia di andar via, come dei parassiti.

Un vero e proprio gioiello, che la HBO vorrebbe trasformare in una miniserie in lingua inglese. Ecco dunque alcune curiosità su Parasite, che in molti potrebbero non conoscere.

Parasite a teatro

Sospinto da un amico attore, Bong Joon-ho sembrava intenzionato ad adattare l’idea avuta per uno spettacolo teatrale. Sarebbe stata una sfida avvincente per il regista che, partendo da tale proposito, ha girato un film con due sole ambientazioni. Due case, a differenza delle tante location che solitamente caratterizzano le sue pellicole, come nel caso di Okja ad esempio. L’idea di concentrarsi sul confronto tra classi sociali è invece una diretta conseguenza del lavoro effettuato su Snowpiercer, tratto dall’omonimo fumetto.

Frammenti di vita vissuta

Il regista si è in parte ispirato alla propria vita per Parasite. Anche lui infatti, da giovane, ha lavorato come tutor presso una famiglia facoltosa. Una situazione che gli ha consentito di entrare in casa loro, osservando la quotidianità di quelli che di fatto erano sconosciuti. È un po’ come avere una telecamera nascosta. Tutti davano per scontata la sua presenza dopo un po’, agendo come se non ci fosse un estraneo lì. Era un po’ come spiarli, ha confessato.

Le case

Entrambe le case al centro della scesa sono state ricreate. Per quella dei Kim, incredibilmente povera, sono stati prelevati oggetti da abitazioni abbandonate o pronte a essere demolite, così da arredarla come se fosse una gigantesca pattumiera. Quella dei Park invece ha richiesto un sacrificio al progettista, che ha dovuto ricreare spazi contrari a qualsiasi gusto architettonico. Ha dovuto seguire alla lettera le indicazioni del regista e dello sceneggiatore, così da proporre ambienti che consentissero ai personaggi di spiarsi.

Un briciolo d’Italia

Un pizzico d’Italia trova spazio in Parasite. Si tratta di un classico della nostra musica, “In ginocchio da te”, cantata da Gianni Morandi. È possibile ascoltarla in sottofondo durante una scena alquanto dinamica.

Una miniserie per Parasite

La HBO ha avviato le contrattazioni per riuscire a realizzare una miniserie ispirata a Parasite. Il regista vorrebbe essere coinvolto come produttore esecutivo e intanto si ragiona sul taglio da dare allo script. Di fatto resta da capire se si tratterà di un vero e proprio remake a puntate e in lingua inglese o di uno spin-off.