Cetto c'è, senzadubbiamente: la trama del film

Dal 21 novembre 2019 al cinema Cetto c’è, senzadubbiamente, terzo capitolo della trilogia di Cetto La Qualunque, con Antonio Albanese

Antonio Albanese porta al cinema il terzo capitolo della trilogia di Cetto La Qualunque. Non escludendo la possibilità di un quarto film legato al folle politico, il pubblico potrà godere di 93 minuti di risate a partire dal 21 novembre 2019. Se con la democrazia non è riuscito a rendere l’Italia un Paese più in linea con la sua visione delle cose, in questa pellicola tenta la via della monarchia, tramutandosi in Re.

Cetto c’è, senzadubbiamente, la trama

Sono ormai trascorsi ben 10 anni dall’elezione di Cetto La Qualunque nel comune di Marina di Sopra, in Calabria. Da allora il politico ne ha vissute tante, dal carcere al Parlamento, fino a una nuova latitanza. Si è ritirato in Germania, dove ha detto addio a ogni sorta di aspirazione politica. Quel mondo non fa per lui e così ha deciso di investire in una catena di ristoranti e pizzerie. I tedeschi lo hanno accolto in maniera positiva, ritenendolo un personaggio a dir poco pittoresco e di certo simpatico.

Ha inoltre messo su famiglia, nuovamente, con moglie e figlio tedeschi. Si ritrova inoltre a confrontarsi con dei suoceri neonazisti, che non hanno una splendida idea di lui, italiano e meridionale. Cetto non ha però dimenticato l’Italia e decide di tornarvi per dare il suo ultimo saluto alla zia che lo ha accudito. La donna è gravemente malata e prima di spirare gli rivela un segreto: ha origini nobiliari.

Cetto c’è, senzadubbiamente, cosa sapere

Senzadubbiamente è il terzo capitolo della trilogia di Cetto La Qualunque, il personaggio per eccellenza creato da Antonio Albanese nel corso della sua lunga carriera. Il suo politico ha fatto l’esordio televisivo nel 2003, per poi ottenere un grande riscontro di pubblico grazie alla collaborazione con la Gialappa’s Band.

Nel 2011 arriva in sala Qualunquemente, primo film della saga di Cetto, diretto da Giulio Manfredonia, dietro la macchina da presa anche per gli altri due titoli. In questo film Cetto fa ritorno in Italia, a Marina di Sopra (Calabria) dopo una lunga latitanza all’estero. È intenzionato a riprendere il proprio posto sia in famiglia che nel losco sottobosco illegale cittadino. Si rende conto però di come la legalità tenda a serpeggiare nel paesino, con l’onesto Giovanni De Santis, maestro di professione, intenzionato a candidarsi per diventare sindaco. Per evitare una sua elezione, Cetto decide di scendere in campo, dando vita a una folle campagna elettorale. I suoi metodi però difficilmente gli garantiranno la vittoria. Lui lo sa bene e così decide di affidarsi a un professionista del settore, Gerry, interpretato da Sergio Rubini.

Nel 2012 giunge in sala Tutto tutto niente niente, che spiega come Cetto sia finito in carcere, così come tutto il suo consiglio comunale. In cella decide di non fare alcun nome per ottenere favori, il che in realtà gli fa ottenere la riconoscenza di un potente Sottosegretario (Fabrizio Bentivoglio), che lo porta in Parlamento insieme ad altri due folli personaggi, Rodolfo Favaretto e Frengo Stoppato, interpretati dallo stesso Albanese. Il comico offre così allo spettatore una visione totalmente assurda della politica italiana. Una pellicola che si conclude ancora con la minaccia del carcere, il che spinge i tre a darsi alla latitanza.