“Maleficent 2: Signora del Male”, la trama del film

Un film fantasy che affronta temi profondi, una favola moderna con una straordinaria Angelina Jolie: “Maleficent 2: Signora del Male” è tra i film più attesi del 2019

Maleficent: Signora del male, la recensione del film

Nel 2014, “Maleficent” segnava il debutto di Robert Stromberg alla regia. E metteva in scena un’Angelina Jolie straordinaria, produttrice esecutiva della pellicola (un remake / spin-off in live action de “La bella addormentata nel bosco” del 1959) e protagonista nei panni di Malefica, la fata cattiva del mondo Disney.

A cinque anni di distanza, ecco uscire nelle sale (il 17 ottobre) il suo sequel: “Maleficent 2: Signora del Male”, diretto questa volta dal norvegese Joachim Rønning, già firma di “Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar” e del film candidato all’Oscar “Kon-Tiki”. Niente sorprese invece per quanto riguarda la protagonista: a dare il volto a Malefica è ancora una volta Angelina Jolie. 

“Maleficent 2: Signora del Male”: trama

Cinque anni dopo la riunione dei Regni, il rapporto tra Malefica (Angelina Jolie) e Aurora (Elle Fanning) - dopo il trattamento, la vendetta e l’amore - è sempre più forte. Tutto cambia però quando il principe Filippo (Harris Dickinson) chiede ad Aurora di sposarlo e questa accetta entusiasta, senza prima consultare Malefica, decisa a dimostrarle che il vero amore esiste.

Per le nozze ormai imminenti, nel Regno e nelle terre vicine c’è grande eccitazione: quel matrimonio unirà infatti i due mondi. Tuttavia, durante la cena di fidanzamento, la regina Ingrith (Michelle Pfeiffer), madre del principe Filippo, annuncia che Aurora una volta sposata col figlio diventerà sua, cosicché possa finalmente ricevere l’amore di una madre. Questo farà infuriare Malefica che, gelosa, deciderà di combattere la regina ma senza trovare l’appoggio di Aurora, che sceglierà di restare accanto a Filippo. 

La guerra vedrà le creature magiche schierate contro gli umani, con Malefica e Aurora sui due fronti opposti e una grande domanda in sospeso: potranno mai, due mondi tanto lontani, stringersi in un’unica famiglia?

“Maleficent 2: Signora del Male”: un fantasy profondo

Il primo “Maleficent” non avrebbe avuto il successo registrato senza Angelina Jolie. E non solo perché la star ha lavorato come produttrice esecutiva, ma anche per la sua straordinaria somiglianza col personaggio della Malefica disegnato da Marc Devis nel 1959. 

Oggi, per “Maleficent 2: Signora del Male”, la Jolie - che durante la premiere romana ha incantato il pubblico insieme a Michelle Pfeiffer - è non più la produttrice esecutiva, ma la produttrice vera e propria. E il risultato è un film fantasy che affronta temi profondi, come quello della diversità e della tolleranza, del rispetto delle culture indigene (Ingrith non si oppone al matrimonio tra il figlio e Aurora, ma vuole fare la guerra alle creature magiche del Regno della Brughiera perché, secondo lei, le impedirebbero di avere accesso a quelle risorse che al suo regno umano spetterebbero). Ma, soprattutto, è un film sul rapporto tra le donne e gli uomini. «Qui il cattivo è una donna, è importante che ci siano delle donne forti. La forza delle donne oggi è apprezzata in modo nuovo. Ma anche i rapporti con gli uomini sono importanti: quanto possiamo imparare da loro, quanto li amiamo», ha dichiarato Angelina Jolie.