Giornata Mondiale della Posta: i migliori film sui postini

Il 9 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Posta, un appuntamento per ricordare il ruolo che il servizio postale gioca nella vita di ogni giorno di miliardi di persone e imprese. Per l'occasione ecco un elenco dei miglior film dedicati ai postini

Cosa vi viene in mente se vi diciamo "postino"? Forse la faccia emaciata e sofferente di Massimo Troisi che interpretava Il Postino nel film del 1994 di Michael Radford. Oppure potreste pensare al volto disperato di Claudio Bisio in Benvenuti al Sud, direttore delle poste di un piccolo centro della Brianza e d’imperio trasferito nel “meridione” o più precisamente a Castellabate dove incontrerà il Postino Alessandro Siani. Già un po’ meno immediato è pensare a film come Le notti bianche del postino diretto nel 1989 dal regista russo Andrej Končalovskij. Un po’ più facile ricordare Kevin Costner nel apocalittico The postman del 1997. Ovvio, invece, ripensare soprattutto per la sua carica erotica indimenticabile a Il postino suona sempre due volte, con una splendida Jessica Lange e un insuperabile Jack Nicholson.

Ecco un piccolo elenco approfondito dei 5 migliori film dedicati ai postini

• Il postino
• Benvenuti al Sud
• Il postino suona sempre due volte
• L'uomo del giorno dopo (The Postman)
• Le notti bianche del postino

 

Il postino

Venticinque anni fa ci lasciava per sempre Massimo Troisi, uno dei attori più amati di tutti i tempi. Un artista raro, ricordato soprattutto per le sue tante battute sparpagliate nei suoi film bellissimi, per quella sua malinconia innata, per quella sua aria di timidezza che sempre lo accompagnava e che non gli ha impedito di diventare un grande del cinema. Tra i tanti film che, in certo qual modo, recano la sua impronta è senza dubbio Il Postino. Un’opera che quest’anno festeggia i 25 anni e che rappresenta un po’ il testamento spirituale dell’artista di San Giorgio A Cremano. Tutto il mondo applaudì questo capolavoro, che per poco non portò a Troisi il Premio Oscar come miglior attore protagonista. Il postino è una rilettura e trasposizione del Postino di Neruda, dello scrittore cileno Antonio Skármeta. La pellicola racconta la storia di Mario Ruoppolo (Massimo Troisi), postino ausiliario provvisorio in un'isola del Golfo di Napoli, il cui unico 'cliente' è il famoso poeta Pablo Neruda (Philippe Noiret), lì esiliato per ragioni politiche. Tra i due, nasce e cresce una forte amicizia, che dà a Mario la possibilità di conoscere ed apprezzare la bellezza e forza della poesia e maturare una coscienza politica. Girato nella splendida cornice dell'isola di Salina, Troisi pospose un intervento chirurgico al cuore, per completare il film. Il giorno dopo aver terminato le riprese, un infarto lo stroncò a soli 41 anni. Oscar a Luis Bacalov per la migliore colonna sonora e David di Donatello a Roberto Perpignani per il montaggio.

Beneventi al Sud

Siamo sicuri che anche a Massimo Troisi avrebbe apprezzato Benvenuti al Sud, soprattutto perché il film, firmato da Luca Miniero e interpretato da Claudio Bisio e Alessandro Siani, prende di mira tutti gli stereotipi, i vizi e le virtù che dividono il Nord e il Sud della nostra penisola. Il tutto raccontato in maniera verosimile attraverso un susseguirsi di gag e scene comiche molto divertenti. Remake dello straordinario successo francese Giù al nord di e con Dany Boon è la storia del lombardo Alberto (Bisio), direttore di un ufficio postale, dopo aver invano tentato, con un trucco, di farsi trasferire a Milano, per far contenta la disillusa moglie, Silvia (Angela Finocchiaro), viene spedito in Campania, a Castellabate, nel Cilento. L'uomo, pieno di pregiudizi, come Silvia e gli amici (''vedi Napoli e poi muori... ammazzato'' gli dicono) parte con giubbotto antiproiettile, trappole per topi, lozione solare protezione 50 e nostalgico pezzo di gorgonzola. Però a Castellabate pian piano Alberto si lascia conquistare dall’ospitalità del sud e farà amicizia con i suoi impiegati, dal postino Mattia (Alessandro Siani), tanto spigliato quanto succube della mamma, a Maria (Valentina Lodovini). Naturalmente cambiandoli per sempre la sua vita e quella della sua famiglia.

Il postino suona sempre due volte

Lo scrittore James M.Cain scrisse il noir Il postino suona sempre due volte nel 1934, in piena Depressione. Il titolo faceva riferimento all'usanza dei postini irlandesi di bussare sempre due volte per farsi riconoscere ed è una evidente metafora del destino che passa a riscuotere il suo conto. Molte le pièce teatrali ispirate all'opera di M.Cain più due versioni cinematografiche molto diverse ma entrambi splendide La prima è quella del 1946 firmata da Tay Garnett con Lana Turner e John Garfield e avvicina l’opera al naturalismo viscontiano di Ossessione del 1943. La trama, rimasta poi simile anche nelle altre versioni, vede una relazione adultera tra la moglie di un locandiere e un giramondo risolversi nell'omicidio organizzato del marito di lei, in un andirivieni di emozioni, colpe e risoluzioni nel cuore dei due amanti.La versione cinematografica del 1981 è affidata alla regia di Bob Rafelson e si avvale di uno sceneggiatore di eccezione come David Mamet che esalta l’ossessione sessuale dei due protagonisti utilizzandola come forza reattiva per spezzare le sbarre di una gabbia/vita in cui sono rinchiusi. Frank Chamber (Jack Nicholson) è un loser che vive di piccole truffe ed espedienti; Cora Smith (Jessica Lange) è la moglie insoddisfatta di Nick Papadakis (John Colicos) un emigrato greco che possiede una stazione di benzina e una locanda denominata Twin Oaks a Santa Barbara in California: le occhiate del loro primo incontro rivelano il vuoto delle loro esistenze e la voglia di una seconda occasione.

L'uomo del giorno dopo (The Postman)

In questo film post apocalittico, firmato e interpretato dal premio Oscar Kevin Costner, il mondo nel 2013 non è proprio un bello spettacolo, devastato da una guerra nucleare, è abitato da piccole comunità isolate, impaurite, minacciate da continui pericoli. Fra questi, gli Holnists, robusti guerrieri guidati dallo sgradevole generale Bethlehem (Will Patton). I suoi soprusi sembrano destinati a consolidarsi, quando sulla scena compare un rappresentante del governo. In realtà si tratta di un semplice postino (Kevin Costner), ma il suo vagabondare fra i villaggi un tempo isolati, riesce a rinnovare i rapporti fra le persone, dando loro il coraggio di ribellarsi e ritornare a decidere delle proprie vite.

Le notti bianche del postino

Nel film Le notti bianche di un postino, il veterano Andrej Končalovskij ci offre uno dei lavori più originali e poetici di tutta la sua lunga e a volte sorprendente carriera, partita già nell’Urss durante il periodo del "cinema del disgelo" alla metà degli anni Sessanta. Il film racconta la realtà di un villaggio sperduto della Russia settentrionale, Kenozero, nella regione di Arcangelo, attraverso lo sguardo del postino Lyokha. Si tratta di un villaggio isolato e di una comunità davvero piccola, in cui gli unici spostamenti possono essere fatti grazie alle imbarcazioni sul lago e l’unico modo per coloro che non ne possiedono una di ottenere approvvigionamenti e notizie dal mondo esterno è, appunto, solo tramite il postino. Aleksej Trjapicin è Lyokha, un uomo semplice e dalle poche pretese, che porta sia le poche lettere ancora necessarie, come quelle delle pensioni, sia il pane ed i giornali agli abitanti del suo villaggio. La pellicola ha vinto il Leone d'argento per la migliore regia al 71esimo Festival di Venezia.