Cos'è la psicomagia di Jodorowsky

Martedì 8 ottobre esce nelle sale Psicomagia – Un’arte per guarire, in cui il regista e scrittore cileno condensa i risultati di anni di studio sulla sua personale arte curativa: ecco spiegato cos’è la psicomagia di Jodorowsky.

di Marco Agustoni

Chi è Alejandro Jodorowski, regista di Psicomagia – Un’arte per guarire

Martedì 8 ottobre esce nelle sale Psicomagia – Un’arte per guarire, ultima pellicola del regista, scrittore e studioso di tarocchi cileno Alejandro Jodorowsky, che mostra nel suo documentario alcuni casi concreti in cui è riuscito ad aiutare persone sofferenti grazie alle sue pratiche curative. E la domanda che sorge spontanea in molti, nel vedere le locandine, è: cos’è la psicomagia?

Spiegare la psicomagia si può. Comprenderla anche, con la giusta dose di buona volontà. Spiegare cos’è (non tanto chi è, perché sarebbe limitante) Alejandro Jodorowski, è invece una difficile impresa. Il cineasta naturalizzato francese ha assunto, nei decenni, lo status di vera e propria icona, instillando gocce di lisergia nel cinema contemporaneo grazie ai suoi film psichedelici, surreali, al di là di ogni definizione.

Basti dire che Alejandro Jodorowsky, le cui esplorazioni del subconscio e dei limiti fra i diversi piani di realtà in cult come  El Topo, La montagna sacra e Santa Sangre hanno lasciato un segno profondo nell’immaginario della seconda metà del XX secolo, è quasi più conosciuto per i suoi progetti mai realizzati – o meglio, il suo Progetto mai realizzato, ovvero l’adattamento di Dune di Frank Herbert, vero e proprio monumento inesistente all’incompiutezza che avrebbe dovuto coinvolgere artisti del calibro di Moebius, H.R. Giger, i Pink Floyd e addirittura Salvador Dalì in veste di attore - che per le opere portate a termine.

Questo, in un certo senso, è emblematico dello stesso pensiero di Jodorowsky e della sua psicomagia, in cui ciò che non è o non è stato può avere più potenza di cio che è o è stato. Ma a questo ci arriveremo a breve. Questa introduzione sul Maestro serve solo per rendere idea della complessità del soggetto trattato, perché parliamo di un personaggio poliedrico che nell’arco della sua prolifica carriera si è dedicato non solo al cinema, ma anche alla saggistica, ai fumetti, allo studio dei tarocchi e, per l’appunto, alla guarigione tramite l’arte.

Cos'è la psicomagia di Jodorowsky

Nello spiegare che cos’è la psicomagia di Alejandro Jodorowsky, partiamo dalle basi: si tratta, come suggerito poco fa, di una forma di terapia. Ma non una terapia, come la psicoterapia, fondata sulla scienza, bensì sull’arte. E non incentrata sulla parola, bensì sull’azione. O, meglio ancora, sulla performance teatrale.

La psicomagia di Jodorowsky ha, in effetti, una spiccata vocazione teatrale. Non nel senso di portare in scena la finzione, bensì nel senso di ricercare la spettacolarità. I gesti richiesti dal guaritore al suo paziente, sono, infatti, plateali, parossistici. E simbolici.

Ma la simbologia insita nelle pratiche poste in essere dal sofferente non deve essere per forza ovvia ed esplicita, perché il linguaggio parlato dalla psicomagia è quello dell’inconscio. “Non possiamo insegnare all’inconscio a parlare il linguaggio della realtà”, spiega Alejandro Jodorowsky, “ma è la ragione a cui possiamo insegnare a parlare il linguaggio del sogno”.

Il processo curativo tramite frasi, gesti e riti posto in essere dalla psicomagia può allora apparire, dall’esterno, come assurdo. Perché in effetti lo è. Non c’è pretesa di ricorrere a strumenti o procedure “reali”. Semplicemente perché non serve. Non c’è un nesso logico fra il rompere una zucca e il superare un trauma. Ma non ha importanza. Perché ciò che non è reale può avere effetti “molto reali” sulla realtà.

Questa è una verità fondamentale che tanti scelgono di ignorare, bollando ciò che non è razionale o reale come insensato. Ma gli effetti di sentimenti di per sé privi di concretezza nel mondo delle cose, e alle volte creati in maniera artificiale, come paura e paranoia, hanno risultati concretissimi sulle persone e sulle società, come sanno i manipolatori di opinioni.

Allo stesso modo, per la psicomagia quello che conta è la potenza di cui il sofferente carica il gesto che gli è stato chiesto di compiere. È tramite questi “gesti effimeri”, come li definisce lo stesso regista cileno, queste consapevoli finzioni, che Jodorowsky è riuscito a far star meglio molte persone che si erano presentate a lui perché infelici a causa di un trauma, di un blocco psicologico o di una limitazione personale. I suoi pazienti trovano, grazie a queste pratiche, la forza di superare i propri problemi o, al contrario, di accettarli con serenità (il che non è certo un risultato da poco).

Naturale che da una prospettiva puramente razionalista considerare cos’è la psicomagia di Jodorowsky possa far storcere il naso e pensare a certi santoni e guaritori che meriterebbero più che altro l’etichetta di ciarlatani. Chi invece è convinto che il confine fra reale e irreale, verità e bugia, scienza e arte non sia così netto come molti credono, può vedere nella pratica curativa del regista cileno un sincero tentativo di aiutare le persone. In fondo, è tutta una questione di fede.