3 cose da da sapere sul Romaeuropa Festival 2019

Teatro, musica, danza: il Romaeuropa Festival è un inno all’arte, qui utilizzata come strumento di riflessione

Si apre il 17 settembre e si chiuderà il 24 novembre prossimo la nuova edizione (la 34esima) del Romaeuropa Festival. Un festival che si svolgerà in 20 location sparse per la Capitale, e che celebra la creazione artistica contemporanea tra esibizioni di danza, di musica e di teatro.

Tema dell’edizione 2019 - suggerito dalla Presidente della Fondazione Romaeuropa Monique Veaute ed elaborato dal Direttore Generale e Artistico Fabrizio Grifasi - è “Landscape. Un paesaggio da scoprire e da attraversare”, in un invito a vivere la manifestazione come fosse una mappa geografica di luoghi reali e virtuali.

Ecco dunque tutto quello che c’è da sapere sul Romaeuropa Festival 2019.

La danza contemporanea come atto politico

La doppia inaugurazione del Romaeuropa Festival 2019 - di tutta la manifestazione - è tra gli eventi più attesi. All’Auditorium Parco della Musica, Lia Rodrigues sbarca dal Brasile e dalla favela di Marè in cui da anni lavora per presentare “Furia”, piece dal sapore tribale in cui la danza contemporanea si fonde con le musiche rituali della Nuova Caledonia. 

Fino al 19 settembre si potrà dunque assistere ad uno spettacolo che così la coreografa ha descritto: «Furia è “un ‘tableau vivant” che non attiene solo all’essere “furiosi”: è l’energia che si mette nella creazione artistica, è un incontro di significati. Siamo sul palco, possiamo parlare di sogni, di possibilità di fuga».. In scena, ballerini poco più che ventenni provenienti dalle favelas, in una riflessione sulla possibilità di essere uguali nella creazione come nella vita.

L’”altra parte” dell’inaugurazione va invece in scena al Teatro Argentina. Qui, XENOS di Akram Khan (in programma dal 18 al 20 settembre) è dedicato al sacrificio dei Sepoy durante la I Guerra Mondiale.

Seguono numerosi spettacoli di danza, in un’esplorazione dei generi che utilizza il ballo per denunciare fatti politici.

Il teatro come strumento di riflessione

Al Romaeuropa Festival 2019, il teatro pone l’accento sull’attualità e affronta - attraverso la voce di registi internazionali - questioni urgenti e complesse. Dal 23 al 25 settembre, al Teatro Argentina Milo Rau presenta “Orestes in Mosul”, riflessione sui temi della vendetta, del perdono e della giustizia attraverso la trasposizione della tragedia di Eschilo nel contesto iracheno della guerra contro l’Isis. 

E, ancora, riflessioni su un sistema sociale carico di ingiustizie, sulle leggi di mercato, sul potere del denaro, fino al dialogo tra un italiano e un musulmano nell’Abruzzo dei terremotati, tema della pièce “Mario e Saleh” di Saverio la Ruina.

I concerti da tutto il mondo

C’è poi, al Romaeuropa Festival 2019, la musica. Quella delle sudanesi Alsarah and the Nubatones, icone della musica retropop, e della nuova stella del soul J.P. Bimeni; la musica della capoverdiana Mayra Andrade (considerata l’erede di Cesária Évora) e la fusione tra jazz, rock, elettronica e spoken words dell’egiziano Abdullah Miniawy e del jazzista Erik Truffaz, fino alla “continous music” di Lubomyr Melnyk, soprannominato “il pianista più veloce al mondo”.

E sarà all’insegna della musica anche il Gran Finale del Romaeuropa Festival 2019, in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma. Il 24 novembre, le sale dell’Auditorium Parco della Musica saranno coinvolte in una serie di concerti con Ryuichi Sakamoto impegnato in uno speciale omaggio al regista Bernardo Bertolucci e Christian Fennesz che presenterà il suo ultimo disco “Agorà”. Per concludere in bellezza un festival unico.