Apollo 11 al cinema, 6 curiosità sull'allunaggio

Apollo 11

L’atteso documentario sulla missione Apollo 11 è al cinema dal 9 all’11 settembre. Un viaggio nella storia dell’uomo

Il 9 settembre (e fino all’11 settembre) è giunto al cinema il documentario Apollo 11, dedicato all’impresa che nel 1969 permise all’uomo di mettere piede sulla Luna. Al tempo vennero girate centinaia di ore di immagini, al fine di documentare scrupolosamente la missione spaziale più importante della nostra storia, portata a termine dagli astronauti Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins. In 93 minuti il regista Todd Douglas Miller è riuscito a concentrare l’epicità dell’evento, per un documentario trasmesso in 258 sale in tutt’Italia.

Fanno parte delle riprese anche alcune immagini di pellicole riscoperte soltanto in epoca recente da alcuni archivisti del National Archives and Records Administration. La missione Apollo 11 è storia ma, per quanto celebre, sono svariate le curiosità che in molti potrebbero ignorare.

L’incidente di Neil Armstrong

Il lancio avvenne il 16 luglio 1969 ma circa un anno prima il comandante Neil Armstrong rischiò la vita. A circa 12 mesi dalla missione che ha consegnato il suo nome alle pagine della storia mondiale, l’aviatore della Marina USA si è ritrovato coinvolto in un incidente quasi mortale a bordo di un Lunar Landing Research Vehicle. Armstrong ha fortunatamente avuto la giusta prontezza di riflessi per saltare fuori dal mezzo prima che esplodesse.

Il difficile allunaggio

L’equipaggio si ritrovò a fronteggiare un difficoltoso allunaggio, con il Modulo Lunare Eagle che volava a una velocità eccessiva, finendo così fuori rotta. Si diresse verso un cratere roccioso, di certo non un punto sicuro per l’atterraggio. A bordo Armstrong e Aldrin dovettero pensare in fretta, con il primo che prese il controllo manuale del mezzo e, con meno di 30 secondi d’autonomia del carburante, riuscì a indirizzarlo in una differente area, più sicura per i due astronauti.

Michael Collins: l’uomo più solo al mondo

L’esplorazione del suolo lunare venne portata a termine da Armstrong e Aldrin, con il pilota Michael Collins impegnato a orbitare intorno alla Luna: “Non posso negare la profonda sensazione di solitudine, rafforzata dal fatto che la comunicazione con la Terra si interrompe di colpo nel momento in cui sparisco dietro la Luna. Sono solo, davvero solo, isolato da qualsiasi vita conosciuta”.

Il manufatto di Neil Armstrong

Segretamente Neil Armstrong nascose nella sua tuta spaziale un piccolo pezzo di legno. Un vero e proprio manufatto, proveniente da un propulsore di un aereo costruito dai fratelli Wright. Un modo per unire passato e futuro, approdando sulla Luna senza dimenticare chi ha compiuto i primi veri passi per rendere tutto ciò possibile.

Equipaggio in quarantena

Temendo la possibilità che l’equipaggio potesse aver contratto un virus potenzialmente mortale sulla Luna, dopo il loro ritorno a Terra i tre astronauti vennero posti in quarantena. Un periodo di 21 giorni in isolamento, per garantire la sicurezza di tutti.

L’allunaggio nel destino di Aldrin

L’approdo sulla superficie lunare era scritto nel destino di Buzz Aldrin. Sua madre prese il cognome del marito dopo il matrimonio, divenendo Mario Aldrin ma il suo cognome da nubile era Moon, che tradotto in italiano vuol dire proprio Luna.