Perché il giallo affascina sempre? Ecco tutti i motivi firmati Agatha Christie

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Sky Cinema Uno dedica il palinsesto di ottobre alla Signora del mistero venato di giallo: Agatha Christie. Da Assassinio sull’Orient Express (in prima visione lunedì 1 ottobre) a Mistero a Crooked House , Dieci piccoli indiani , Testimone d’accusa e Le due verità , non perdete ogni venerdì l’appuntamento con le sue trame intrise di mistero che sono state trasposte sullo schermo. Perché ci piacciono tanto? Ce lo spiega “direttamente” Agatha Christie, portando come esempio i suoi capolavori
 

articolo di Camilla Sernagiotto

Ci sono signore inglesi che al tè delle cinque preferiscono un altro giallo da bersi tutto d’un sorso: più intenso, meno paglierino, stiamo parlando del giallo come genere letterario e cinematografico.
A preferirlo di gran lunga a un ben più moderato tè c'è Agatha Christie, la romanziera inglese diventata sinonimo di questo genere investigativo tinta yellow.
Ma il suo colore preferito rimane il rosso: un red passion dietro cui si cela la passione per il sangue, non inteso come violenza (nelle storie firmate Agatha Christie le morti sono quasi sempre per avvelenamento, raramente compaiono colluttazioni, armi e violenza intesa come furia).
A omaggiare la Signora del mistero e il suo sangue annacquato di bon ton all’inglese ci pensa Sky Cinema Uno, dedicando il palinsesto di ottobre ai titoli di Agatha Christie trasposti sullo schermo.
Da Assassinio sull’Orient Express (in prima visione lunedì 1 ottobre) a Mistero a Crooked House, Dieci piccoli indiani, Testimone d’accusa e Le due verità, in onda ogni venerdì del mese, ogni appuntamento è da non perdere.
E in ciascuno si annida un ingrediente segreto che da sempre rende la ricetta del giallo la più succulenta per i palati umani.
Ecco tutti i motivi dell’enorme successo di questo genere letterario e cinematografico, spiegati prendendo come esempio proprio i titoli di colei che ha reso il giallo così splendente.

Il mistero si annida in spazi ristretti
Uno degli ingredienti più succulenti della suspense è la ristrettezza. Non di vedute ma di spazi: quando si è costretti a condividere piccoli anfratti con sconosciuti, tanto più mentre serpeggia il sospetto che qualcuno lì dentro abbia la coscienza sporca di sangue, il giallo si tinge di rosso. Non perché colore cruento ma proprio inteso come rosso passione: il mistero aumenta, così come le palpitazioni del cuore. Un esempio eclatante di questo meccanismo? L’archetipico treno di Agatha Christie nel capolavoro Assassinio sull’Orient Express. Per godervi appieno il piacere di condividere uno scompartimento con l’investigazione pura, non perdetevi l’appuntamento con il film con Assassinio sull’Orient Express, su Sky Cinema Uno lunedì 1 ottobre, in prima visione alle 21.15.

Lo zampino dei parenti serpenti
Nelle storie ricamate ad arte da Agatha Christie il fil rouge è spesso il sospetto numero uno che serpeggia nell’animo umano: quando capita qualcosa di spiacevole, nell’80% dei casi, a volte anche il 90, chi si macchia di sangue ha lo stesso sangue della vittima.
Insomma: la paura fa 90 ma il 90% di casi in cui uno viene ammazzato dalla famiglia rende la paura al 100%.
Questa mania dell’omicidio in famiglia è stata ben analizzata da Agatha Christie, vera e propria sociologa del crimine prima ancora che romanziera.
Tra i titoli che meglio rendono l’idea, Mistero a Crooked House è senz’altro quello più azzeccato.
Nell’Inghilterra fine anni Cinquanta, l’investigatore alle prime armi Charles Hayward viene invitato da una sua vecchia fidanzata nella casa di famiglia per investigare sulla morte del nonno. Morte che sembrerebbe a tutti gli effetti un infarto ma che la nipote crede celi in verità un omicidio.
Scoprire su carta (e poi sullo schermo, dato che Mistero a Crooked House sarà la mini-serie in due puntate in onda lunedì 1 ottobre alle 23.25 su Sky Cinema Uno) che i parenti sono serpenti dalla notte dei tempi biblici e che il loro corredo genetico lascia sempre spazio a un gene cattivello e sanguinario piace assai all’animo umano. Un po’ perché gli conferma che la suocera potrebbe combinarne di ogni, un po’ perché insegna a stare al mondo e a non fidarsi mai del tutto, fatto sta che l’idea dell’assassino con lo stesso blasone della vittima piace dai tempi della tragedia greca.

Il fascino indiscreto dell’isola deserta
Il locus poco amoenus ma tanto amatus dal pubblico affezionato al giallo è indubbiamente lei: l’isola deserta.
Le diamo del lei, nel senso di pronome personale nonostante si tratti di un luogo, perché spesso l’isola non è soltanto lo scenario di una storia ma proprio la protagonista.
Chiunque abbia amato Lost (perché c’è forse qualcuno che non ha amato Lost?!) sa di cosa parliamo. L’Isola lostiana discende da una tradizione millenaria di archetipi letterari e cinematografici che le hanno reso il sangue blu.
Più blu delle acque che le lambiscono le coste.
Uno dei massimi esponenti di questa famiglia blasonatissima di isole così piene di personalità da diventare prime donne è quella di Dieci piccoli indiani.
In questo capolavoro firmato Agatha Christie, trasposto in una mini-serie in due puntate che andrà in onda venerdì 12 ottobre su Sky Cinema Uno, la storia si svolge su una piccola isoletta dove i protagonisti vengono invitati da un certo signor Owen. Questo mini atollo diventerà l’angusto spazio in cui gli otto malcapitati sull’isola dovranno indagare su un omicidio e, cosa per loro ancora più stretta, convivere gomito a gomito benché ciascuno tema che l’altro sia un assassino.
Un po’ come nel caso del treno e dei suoi vagoni stretti in cui stare stipati senza sapere chi ci siede accanto, anche l’isola fa parte di quel filone di luoghi magici che già fanno atmosfera.

La moglie sul banco dei testimoni
In Testimone d’accusa è proprio lei a fare capolino sul banco dei testimoni per difendere la reputazione in primis e subito dopo la fedina penale del marito. Costui è stato accusato di avere ucciso una donna benestante dopo averla circuita ed essersi fatto nominare unico erede del suo enorme patrimonio. Fin qui la trama sembra abbastanza normale e scontata, tuttavia il colpo di scena sarà proprio l’incipit della testimonianza della moglie… Senza spoilerare nulla (anche se si tratta di una storia uscita nel 1925), vi consigliamo caldamente di non perdere l’appuntamento con questo gioiellino del genere poliziesco: Testimone d’accusa è la mini-serie in tre puntate tratta proprio dal capolavoro della Christie, in onda venerdì 19 ottobre su Sky Cinema Uno.

L’innocenza del presunto assassino
Un’altra ricetta vincente del genere giallo è quella basata sull’ingrediente che fa dell’innocenza del presunto assassino il piatto forte. Su questa prelibatezza al retrogusto di suspense si basa Le due verità, uno dei titoli più interessanti di Agatha Christie, quello che ha contribuito a creare una rosea carriera grazie a una gialla bibliografia. Ma il colore dominante è sempre quello rosso. Rosso sangue. Le due verità racconta infatti di Jacko Argyle, incarcerato con l’accusa di avere ucciso la madre adottiva e morto in prigione. Ma il dottore di famiglia riuscirà a scagionarlo post mortem, testimoniando la sua innocenza. Questa scoperta, tuttavia, getterà nel panico più ansiogeno la famiglia della defunta: se non è stato Jacko, allora l’assassino è ancora tra loro!
Le due verità ha ispirato l’omonima mini-serie in due episodi, in onda venerdì 26 ottobre su Sky Cinema Uno per concludere in bellezza l’omaggio ad Agatha Christie.