80 anni dalle leggi razziali. Il ricordo su Sky Cinema Classic

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Il 18 settembre 1938 Benito Mussolini annunciava a Trieste, le leggi razziali, rivolte prevalentemente contro le persone di religione ebraica. A distanza di 80 anni, Sky Cinema Classics ricorda quella triste pagina della nostra storia, proprio martedì 18 in prima serata, con il film IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI, il capolavoro di Vittorio De Sica, vincitore dell’Oscar® per il Miglior film straniero e dell’Orso d'Oro a Berlino, che racconta la storia di una nobile famiglia che subisce la tragedia della persecuzione contro gli ebrei nella Ferrara fascista alla vigilia della Seconda guerra mondiale.

Il 5 agosto del 1938 l’Italia intera attraverso un organo di stampa seppe “ufficialmente” che qualche settimana prima precisamente da quel fatidico 14 luglio del 1938 l’Italia era precipitata nel baratro : è la data dell’infamia chiamata “leggi razziali”, Con il manifesto, le leggi successive e con l’annuncio di Mussolini a Trieste a tutti gli ebrei venne proibito, tra l’altro, di prestare servizio militare, esercitare l’ufficio di tutore, essere proprietari di aziende, essere proprietari di terreni e di fabbricati, avere domestici “ariani”. Gli ebrei venivano anche licenziati dalle amministrazioni militari e civili, dagli enti provinciali e comunali, dagli enti parastatali, dalle banche, dalle assicurazioni e dall’insegnamento nelle scuole di qualunque ordine e grado. Infine, i ragazzi ebrei non potevano più essere accolti nelle scuole statali. Insomma una vera e propria tragedia per migliaia di persone, magari con alle spalle anni ed anni di onoratissimo lavoro o carriera.

Nel 1974, Vittorio De Sica firmò la regia del 'Giardino dei Finzi-Contini premio Oscar per il miglior film straniero e Orso d’oro a Berlino, tratto da una delle più intense storie ferraresi di Giorgio Bassani, incentrata proprio sulle vicissitudini di una famiglia ebrea, un vero e proprio atto di accusa contro le leggi razziali.

La storia si svolge a Ferrara nel periodo 1938-1943 e racconta l’amore non corrisposto tra Giorgio (Capolicchio) e Micol (Sanda), due ebrei amici d’infanzia ma di diversa estrazione sociale. Vengono emanate le leggi razziali e gli ebrei espulsi dal circolo del tennis finiscono per radunarsi nel giardino dei ricchi Finzi – Contini, che apre le porte a tutti i connazionali. Conosciamo il debole Vittorio (Berger), fratello di Micol in odore di omosessualità, il rude proletario Giampiero (Testi), ma soprattutto osserviamo i giorni dell’amore non colto di Giorgio per Micol, che abbandona la ragazza nelle mani di Giampiero. Il rapporto tra Micol e Giampiero – che Giorgio spia dalla finestra scorgendo la sua amata seminuda – non è citato esplicitamente nel romanzo di Bassani e questo fu uno dei motivi per cui lo scrittore abbandonò la lavorazione della pellicola.

Insomma in questa cornice di un amore non corrisposto, ovvero narrando una piccola storia sentimentale (ma mai melensa), De Sica, come già nel libro di Bassani, riesce a descrivere le conseguenze della guerra e la vergogna delle leggi razziali con la successiva deportazione degli ebrei. Morirà anche l’amico-rivale Giampiero, soldato nella campagna di Russia e Giorgio lo verrà a sapere in un triste Luna Park, poco prima di decidersi a scappare. Commovente la scena finale in cui il padre di Giorgio (Valli) si ritrova insieme a Micol, in una scuola, in attesa di essere deportato in campo di concentramento. Uno straordinario ralenti onirico rievoca giorni felici, giocando a tennis nel giardino dei Finzi Contini. Adesso quei ragazzi sono tutti morti.