L'eterno ritorno dell'uguale: Star Wars: Il Risveglio della Forza

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Ciube e Han Solo in una scena di Star Wars Il Ritorno della Forza

In attesa dell'appuntamento con  Star Wars: Il Risveglio della Forza (n prima tv, su Sky Cinema 1 e Sky 3D alle 21,15 e su Sky Cinema Star Wars alle 21.45) ecco un viaggio alla scoperta delle corrispondenze tra il nuovo capitolo della saga firmato da JJ Abrams e la trilogia classica di Star Wars, tra personaggi che ritornano e scene che rimandano alla Mos Eisley Cantina del primo Guerre Stellari datato 1977

di Gabriele Acerbo

 

Volevate Guerre Stellari? Un nuovo Darth Fener, un altro Obi Wan Kenobi, ancora un Luke Skywalker ma al femminile?
38 anni dopo avrete tutto questo e di piú.

Se ricordate con affetto la prima trilogia, e in particolare episodio IV, troverete gli ingredienti base dell'orginale. Perchè Episodio VII - il risveglio della forza è un ricalco fedele del Guerre Stellari del 1977, con alcune interessanti variazioni basate sulle scene madri soprattutto de L'impero colpisce ancora. Un clone. Quasi un plagio. Identica la struttura narrativa, la lotta dell'Uomo contro lo Stato, i ribelli vs un micidiale Imperatore, l'ingresso degli eroi all'interno della base nemica dove, tolta ogni maschera, i padri ricoscono i figli. Tutto é ovviamente più grosso e roboante. Se vi terrorizzava la Morte Nera con i suoi armamenti di morte, ora c'è Starkiller, una stazione spaziale decine di volte piú gigantesca e letale (con il suo raggio laser a energia solare spazza via 4 pianeti della Repubblica in un colpo solo) ma con gli stessi punti deboli del prototipo, perché il tempo passa ma le grandi storie si ripetono sempre uguali a se stesse. Infatti ai piccoli robot si affidono sempre informazioni segrete. Lo faceva la Principessa Leila consegnando i piani della Morte nera al simpatico C1P8 prima di essere catturata da Darth Fener; adesso lo fa il più abile pilota della Resistenza che, consapevole che sará prima o poi catturato dal nuovo vilain mascherato Kylo Ren, affida al tenerissimo BB-8 la mappa del tesoro: nientemeno che il luogo dove si nasconde Luke Skywalker, il cavaliere Jedi che Il Primo Ordine, ovvero l'Impero in versione ancora più spietata, vuole scovare e distruggere.


L'operazione nostalgica si spinge persino a copiare i set, le scenografie del 1977, le sequenze cult, compreso il bar dove strane creature intergalattiche passano il loro tempo a gozzovigliare. Compresi quei lucidissimi corridoi degli incrociatori spaziali dove i mentori subiscono sempre la stessa fine e gli eroi assistono impotenti al sacrificio.


Questa sorta di ritorno al futuro funziona grazie anche alla sceneggiatura di Lawrence Kasdan, l'uomo che ha scritto due episodi della prima trilogia, L'impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, e che qui si diverte a riscrivere la stessa storia e lavorare sugli stessi archetipi mescolando abilmente le carte (la fondamentale é ancora una volta la relazione, sempre pericolosa. sempre letale, tra i figli e i loro padri). Ed é stato bravo JJ Abrams ad aver creato un luogo confortevole dove lo spettatore vecchio e nuovo può dire, come fa il vecchio Han Solo rivolgendosi al compagno di una vita: "Ciube, siamo a casa!"

di Gabriele Acerbo

 

Volevate Guerre Stellari? Un nuovo Darth Fener, un altro Obi Wan Kenobi, ancora un Luke Skywalker ma al femminile?
38 anni dopo avrete tutto questo e di piú.

Se ricordate con affetto la prima trilogia, e in particolare episodio IV, troverete gli ingredienti base dell'orginale. Perchè Episodio VII - il risveglio della forza è un ricalco fedele del Guerre Stellari del 1977, con alcune interessanti variazioni basate sulle scene madri soprattutto de L'impero colpisce ancora. Un clone. Quasi un plagio. Identica la struttura narrativa, la lotta dell'Uomo contro lo Stato, i ribelli vs un micidiale Imperatore, l'ingresso degli eroi all'interno della base nemica dove, tolta ogni maschera, i padri ricoscono i figli. Tutto é ovviamente più grosso e roboante. Se vi terrorizzava la Morte Nera con i suoi armamenti di morte, ora c'è Starkiller, una stazione spaziale decine di volte piú gigantesca e letale (con il suo raggio laser a energia solare spazza via 4 pianeti della Repubblica in un colpo solo) ma con gli stessi punti deboli del prototipo, perché il tempo passa ma le grandi storie si ripetono sempre uguali a se stesse. Infatti ai piccoli robot si affidono sempre informazioni segrete. Lo faceva la Principessa Leila consegnando i piani della Morte nera al simpatico C1P8 prima di essere catturata da Darth Fener; adesso lo fa il più abile pilota della Resistenza che, consapevole che sará prima o poi catturato dal nuovo vilain mascherato Kylo Ren, affida al tenerissimo BB-8 la mappa del tesoro: nientemeno che il luogo dove si nasconde Luke Skywalker, il cavaliere Jedi che Il Primo Ordine, ovvero l'Impero in versione ancora più spietata, vuole scovare e distruggere.


L'operazione nostalgica si spinge persino a copiare i set, le scenografie del 1977, le sequenze cult, compreso il bar dove strane creature intergalattiche passano il loro tempo a gozzovigliare. Compresi quei lucidissimi corridoi degli incrociatori spaziali dove i mentori subiscono sempre la stessa fine e gli eroi assistono impotenti al sacrificio.


Questa sorta di ritorno al futuro funziona grazie anche alla sceneggiatura di Lawrence Kasdan, l'uomo che ha scritto due episodi della prima trilogia, L'impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, e che qui si diverte a riscrivere la stessa storia e lavorare sugli stessi archetipi mescolando abilmente le carte (la fondamentale é ancora una volta la relazione, sempre pericolosa. sempre letale, tra i figli e i loro padri). Ed é stato bravo JJ Abrams ad aver creato un luogo confortevole dove lo spettatore vecchio e nuovo può dire, come fa il vecchio Han Solo rivolgendosi al compagno di una vita: "Ciube, siamo a casa!"