Il nome del figlio: metti Benito a cena

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Alessandro Gassmann, Luigi Lo Cascio e Rocco Papaleo in una scena tratta dal film "Il nome del figlio" © Lucky Red

Francesca Archibugi dirige Valeria Golino, Alessandro Gassmann, Micaela Ramazzotti, Luigi Lo Cascio e Rocco Papaleo, nel remake della commedia francese Cena Tra Amici, tratta dalla pièce teatrale Le prénom. Appuntamento venerdì 18 dicembre alle 21.10, in prima visione, su Sky Cinema 1

Se si guarda il film Il nome del figlio di Francesca Archibugi (su Sky Cinema 1 , in prima tv, venerdì 18 dicembre alle 21.10) vengono in mente due film. Uno è il bellissimo Carnage di Roman Polanski e l’altro è Cena tra amici di La Patellière e Delaporte. Ed è proprio da questa pellicola francese (Le prénom) che prende spunto il film della Archibugi che lo ha di fatto reso molto più italiano e che, come ha avuto modo di dire Paolo Virzì, produttore “speciale” del film,  sì è voluto dare molto più spazio all’amore che alla conflittualità tra i protagonisti.

 

Tra gli interpreti, cinque assi del nostro cinema: Alessandro Gassman nei i panni di Paolo, un agente immobiliare che aspetta un figlio da Simona (Micaela Ramazzotti), un’eccentrica scrittrice di bestseller piccanti, poco apprezzata da Sandro (Luigi Lo Cascio), un docente universitario, sposato con Betta (Valeria Golino), sorella di Paolo.  Alla cena interviene anche Claudio (Rocco Papaleo), musicista che riesce sempre a mitigare gli squilibri altrui.

 

Tutto si scatena attorno al nome del figlio che la coppia formata da Paolo immobiliarista di case di lusso che ostenta ricchezza e menefreghismo politico ''a dispetto di un'origine ebraica di alto lignaggio culturale'', e da Simona, giovane scrittrice di romanzi porno-soft, ex conduttrice sportiva, che viene da (Casal) Palocco ha pensato di mettere al nascituro. Quando il nome viene pronunciato durante la cena con la sorella di Paolo, Betta e suo marito, nonché' compagno di liceo, Sandro, un professore di sinistra si scatena il putiferio. Con loro c’è l'amico di sempre Claudio, un musicista jazz figlio dell'autista di famiglia.
 

Nel film francese originale è Adolfo, in quello italiano sarà... Benito. Succederà di tutto, se ne diranno di tutti i colori, ''ma in fondo senza perfidia perché' in questa commedia sulle relazioni umane l'amore continua ad essere un motore potentissimo''. 

Se si guarda il film Il nome del figlio di Francesca Archibugi (su Sky Cinema 1 , in prima tv, venerdì 18 dicembre alle 21.10) vengono in mente due film. Uno è il bellissimo Carnage di Roman Polanski e l’altro è Cena tra amici di La Patellière e Delaporte. Ed è proprio da questa pellicola francese (Le prénom) che prende spunto il film della Archibugi che lo ha di fatto reso molto più italiano e che, come ha avuto modo di dire Paolo Virzì, produttore “speciale” del film,  sì è voluto dare molto più spazio all’amore che alla conflittualità tra i protagonisti.

 

Tra gli interpreti, cinque assi del nostro cinema: Alessandro Gassman nei i panni di Paolo, un agente immobiliare che aspetta un figlio da Simona (Micaela Ramazzotti), un’eccentrica scrittrice di bestseller piccanti, poco apprezzata da Sandro (Luigi Lo Cascio), un docente universitario, sposato con Betta (Valeria Golino), sorella di Paolo.  Alla cena interviene anche Claudio (Rocco Papaleo), musicista che riesce sempre a mitigare gli squilibri altrui.

 

Tutto si scatena attorno al nome del figlio che la coppia formata da Paolo immobiliarista di case di lusso che ostenta ricchezza e menefreghismo politico ''a dispetto di un'origine ebraica di alto lignaggio culturale'', e da Simona, giovane scrittrice di romanzi porno-soft, ex conduttrice sportiva, che viene da (Casal) Palocco ha pensato di mettere al nascituro. Quando il nome viene pronunciato durante la cena con la sorella di Paolo, Betta e suo marito, nonché' compagno di liceo, Sandro, un professore di sinistra si scatena il putiferio. Con loro c’è l'amico di sempre Claudio, un musicista jazz figlio dell'autista di famiglia.
 

Nel film francese originale è Adolfo, in quello italiano sarà... Benito. Succederà di tutto, se ne diranno di tutti i colori, ''ma in fondo senza perfidia perché' in questa commedia sulle relazioni umane l'amore continua ad essere un motore potentissimo''.