My name is Edward Coffrini Dell’Orto. Nome in codice: Bond

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Aspettando l’uscita di Spectre, nelle sale il 5 novembre, abbiamo incontrato il massimo esperto della spia nata dal genio dello scrittore Ian Fleming. Leggi l’intervista e sintonizzati su Sky Cinema 007, per te fino al 6 novembre un intero canale dedicato alla saga di 007

Edward Coffrini Dell’Orto, nome in codice James Bond, è l’amministratore dello 007 Admiral Club, unico club italiano dedicato all’agente con licenza di uccidere. Un museo-hotel che tra poster, oggetti, libri, gadget e cimeli, vanta una delle più ampie collezioni al mondo, e offre ai propri clienti venti camere a tema Bond in cui soggiornare in un clima da spy story.

 

Lo abbiamo intervistato in occasione dell’uscita al cinema di Spectre, per scoprire che non solo è uno dei massimi esperti in fatto di Bond, ma che lui di Bond ne ha fatto un mito per davvero. E le sue scorribande insieme al suo migliore amico e vice presidente del club Francesco Mancini, ce ne danno un assaggio: “Ci fomentiamo a vicenda, io sono un grande sportivo, lui uomo di cultura, insieme abbiamo fatto diverse missioni in giro per il mondo, rifacendo le scene dei film di 007 in chiave comica. Abbiamo filmato sulla Striscia di Gaza dove volavano missili sopra la testa, a Gibilterra addirittura abbiamo girato con delle pistole finte in una base militare britannica vera. Facevamo i cretini”. Questo breve racconto introduce e la dice lunga sul personaggio.

 


Autore di sette saggi sul personaggio, curatore di Quarterdeck, newsletter dello 007 Admiral Club, confeziona reportage dalle location bondiane per vari fan club europei, fornisce consulenze alle case cinematografiche stesse e in Casinò Royale appare perfino come comparsa nel ruolo del dottore sul set di Villa del Balbianello. Ha incontrato una lunga serie di personaggi del mondo Bond, da Pierce Brosnan a Sean Connery, da Roger Moore a Daniel Craig, da Giancarlo Giannini a Ursula Andress, da Halle Berry a Caterina Murino, per citarne solo alcuni, e sogna di trasformare il suo albergo in un covo di spie.

 


Come nasce questa sua passione per 007?
Grazie a Roger More che quando avevo sette anni ha scatenato la mia fantasia di bambino. Inoltre giocavo ventiquattro no stop con la macchinina di James Bond che è così rimasto il mio mito.
La sua Bond girl preferita?
Pussy Galore, per il suo personaggio ambiguo che Bond riesce a sedurre e poi Monica Bellucci che aspettavo da tempo.
Attore preferito che interpreta Bond e perché?
Roger Moore perché il primo amore non si scorda mai. L’attore più bravo resta Sean Connery, ma a Moore bisogna riconoscere l’intelligenza, la classe e l’ironia con cui ha saputo reinventare la figura di James Bond senza imitare l’inimitabile originale.
Cattivo preferito e perché?
Adolfo Celi, un genio totale, anche a livello internazionale. Un mito, un personaggio elegante che nei miei ricordi rimane sempre il professor Sassaroli di Amici Miei.
La battuta di Bond preferita?
“Lei perde con la stessa classe con cui vince? Non saprei non ho mai perso”. Oppure la risposta che Roger Moore diede al giornalista della BBC che gli chiese: “Chi è stato la migliore attore della serie? Perché ce ne sono stati altri?”
C’è un attore italiano del passato o del presente che avrebbe potuto interpretare Bond?
Avrei visto molto bene uno dei più grandi attori italiani, Marcello Mastroianni.
Idris Elba potrebbe essere il futuro Bond. Può esserci quindi in futuro uno 007 nero?
Ian Fleming è sempre stato uno snob, per lui la razza inglese è superiore alle altre, dunque, se ne parla da anni, ma credo siano solo rumors. Bond è e resterà sempre bianco e inglese.
Qual è l’attore che le piacerebbe interpretasse Bond?
Rupert Everett sarebbe stato perfetto, ha la faccia e il ciuffo ribelle di come Bond veniva descritto da Fleming e disegnato da John McLusky, suo primo fumettista. Prima di Daniel Craig avrei visto bene anche Hugh Jackman.
Daniel Craig ha recentemente dichiarato che il suo 007 è meglio perché i precedenti erano misogini e sessisti. E’ d’accordo?
Bond lo puoi dipingere come ti pare, può essere visto come un uomo in scacco alle donne o un misogino sessista. Ha avuto una infanzia difficile, orfano di padre e di padre, i suoi grandi amori sono finiti tragicamente: delle due donne amate una è stata uccisa, l’altra si è suicidata. E’ un uomo che si è indurito molto, e forse è a causa dei suoi dolori profondi che si copre di questo suo sessismo.
Spectre sarà probabilmente l’ultimo Bond diretto da Sam Mendes. Chi vorrebbe come regista per i prossimi 007?
Mendes ha fatto il miglior film che io abbia mai visto al cinema su 007, Skyfall. Detto questo, mi piacerebbe molto un nome immenso come Spielberg, Lucas, Tarantino o Baz Luhrmann.
Il pezzo che vorrebbe nella sua collezione?
La Lotus subacquea del 1977, che era equipaggiata dai carburatori Lotus prodotti da mio zio.
Ci spieghi meglio.
La mia famiglia fa carburatori dal 1933. Mio zio attraverso è stata un'operazione di spionaggio alla James Bond, è riuscito a far montare i nostri carburatori sulla mitica Lotus anfibia guidata da Roger Moore.
Il suo peggior incubo?
Che svaligino la mia collezione. Ma in questo caso chiamerebbe il suo James Bond a ritrovarla (n.d.r.)