11 minuti d'amore incantano la Mostra del Cinema di Venezia

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La meraviiglisoa Paulina Chapk, protagonsista di "11 minuti", uno dei film pià applauditi alla Mostra del Cinema di Venezia

Torna in grande stile il maestro polacco Jerzy Skolimowski che con il film  “11 minuti” crea una perfetta macchina di suspance esistenziale. Intepretata dalla talentuosa  e sexy Paulina Chapko,  una delle pellicole più accreditate per  vincere  uno dei premi principali alla 72.ma Mostra del Cinema di Venezia

 

Un marito gelosissimo, un’attrice sexy (la meravigliosa Paulina Chapko), un provino con un viscido regista di Hollywood, un incauto corriere della droga, un ex galeotto venditore di hot dog, uno studente travagliato con una missione misteriosa, un lavavetri di grattacieli, un’ambulanza con un caso difficile.


I destini di questi ed altri occasionali passanti che si trovano nei pressi di un grande hotel al centro di Varsavia, inseguendo ciascuno la propria occupazione o ossessione, convergono nel tempo di 11 minuti in una diabolica spirale di eventi verso un deflagrante finale comune che è tra i più belli visti sullo schermo da anni. Una macchina cinematografica perfettamente concepita, girata e montata con maniacalità hitchcockiana. Un film fresco a dispetto dei 77 anni del suo autore che provoca una riflessione su temi importanti con una struttura avvincente. E a Venezia entra tra i papabili per uno dei premi principali.


“Ci muoviamo su un terreno minato – scrive nelle sue note il regista -. Camminiamo sull’orlo dell’abisso. Dietro ogni angolo è in agguato l’imprevisto, l’inimmaginabile. Potrebbe finire tutto di colpo, nel modo che meno ci aspetteremmo.”


Personaggio eclettico e molto stimato, pittore, drammaturgo, regista e attore Skolimowsky ha iniziato la sua avventura nel cinema polacco con Roman Polansky per poi lavorare anche lui in America, sia come regista che come attore. Memorabile la sua piccola scena nel primo “The Avengers” dove interroga Scarlett Johannson e lei lo uccide.


“Scarlett è adorabile, ci siamo trovati simpatici e divertiti insieme. Quella scena fu costruita benissimo in un contesto di grande professionalità, c’era una organizzazione precisa al secondo, nella quale è facile lavorare e dare il meglio.”


Skolimowsky che a Venezia ha già vinto due volte il premio della giuria, l’ultima 5 anni fa con “Essential killing” spiega così la genesi del suo ultimo film che tocca i temi del fato e della precarietà umana:
“La prima idea del film era il finale, poi tutto ciò che porta a questo è stato costruito come andando a ritroso e mescolando i punti di vista di 11 personaggi degli stessi 11 minuti di tempo di una giornata qualsiasi. E’ stato un lavoro interessante e non facile.


Lei ha anche scritto da solo la sceneggiatura, sembra quindi un progetto molto personale. E’ collegato alla sua vita privata?


“Purtroppo si, è stato un periodo tragico della mia vita, con gravi perdite nella mia famiglia, per un po’ ho pensato che anche la mia vita fosse finita e cercando di reagire a questo stato mentale ho iniziato a scrivere: all’inizio era come vomitare dolore, parole inutili ad un film. Poi mi sono forzato fisicamente a stare un certo numero di ore al giorno alla macchina da scrivere e dopo un bel un po’ di tempo di questa tortura ho cominciato a riprendere quota e alla fine ho avuto il mio script e sono tornato a vivere sul set.”


Lei ha detto che viviamo su un campo minato. Si riferisce più al fato in generale o ai rischi del nostro tempo come guerre, terrorismo, inquinamento?

“Beh guardate in che mondo viviamo, è diventato un luogo molto pericoloso dove puoi aspettarti qualsiasi cosa in qualunque momento, come nel mio film, che quindi è una piccola metafora di tutto ciò.”

Ricorda i due film che girò in Italia tanti anni fa?

 

“Non sono tra i miei migliori, uno era “Le avventure di Gerard” del 1970 con Claudia Cardinale e “Acque di primavera” con Valeria Golino e Nastassja Kinski.”

 

Nastassja è qui a Venezia, protagonista del manifesto della Mostra, vi siete rivisti?

“Naturalmente si, ed è stato molto bello come sempre.”