Mostra del Cinema di Venezia: tra Marguerite e Lolo

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Andre Marcon e Catherine Frot, protagonisti di "Marguerite", insieme al regista del film, Xavier Giannoli - Foto Getty Images

Sky a Venezia racconta Marguerite, il paradosso (vero) della celebre cantate stonata. Poi l’esilarante commedia Lolo con una conturbante Julie Delpy

Dai nostri inviati Akim Zejjari e Michele Sancisi

 

Al Lido è arrivato oggi uno dei film più curiosi della mostra di quest’anno. “Marguerite” è la storia della cantante lirica completamente stonata a cui tutti facevano credere che era bravissima non osando disilluderla. La storia di questa "Castafiore" realmente esistita (Florence Foster Jenkins, potete anche trovare la sua voce orrenda su Youtube) forse non è da concorso, ma è molto interessante. Ne è uscito fuori un discorso sulla solitudine che si nasconde dietro all'illusione della celebrità. Perciò con il regista Giannoli abbiamo parlato anche di Facebook, della mania di celebrità o mitomania, della rappresentazione che diamo di noi stessi e di “Re per una notte” di Martin Scorsese. Ecco cosa ci ha detto:


Xavier Giannoli, regista:
“Questo personaggio mi ha affascinato, perché contiene molte delle nostre contraddizioni attuali. Si tratta di una donna ricca e generosa, appassionatissima di musica e opera, circondata da molti “amici” che ridevano alle sue spalle ma non avevano il coraggio di dirle la verità: che era tremendamente stonata e massacrava Mozart in maniera inascoltabile.”

“Questo mi ha fatto riflettere sul concetto di illusione. L’illusione di una persona può essere mantenuta dagli altri per amore, per la paura di ferire, ma può anche diventare una questione estetica, essere a suo modo arte. Ma ciò che sta alla base del discorso è il contrasto tra una visione razionale e oggettiva delle cose e la visione del sentimento o delle idee.”

 

 

Edipo, amore e membri col fiocco: Julie Delpy scatenata

 

Fratture culturali e complesso d’Edipo invece nell'esilarante commedia politicamente scorretta “Lolo”, con Julie Delpy e Dany Boom alle Giornate degli autori.
E' abbastanza raro al cinema vedere personaggi femminili che parlano di sesso come scaricatrici di porto o giovani "autistici", mostruosamente arrivisti e sociopatici mascherati da figli perfetti... ma come al solito l'anti convenzionale Julie Delpy non si risparmia minimamente!
La storia è quella di una coppia improbabile: lei è una madre parigina di mezza età, nevrotica, divorziata, col culo grosso ma super glamour perché lavora nella moda, lui è un informatico bifolco che sembra uscito da un catalogo postal-market che si trasferisce da Biarritz a Parigi. Malgrado le differenze abissali, sboccia un amore che il figlio di lei (in confronto Norman Bates è equilibrato...) cercherà di distruggere in tutti i modi.

 

Con la bella e brava Delpy abbiamo parlato del politicamente scorretto nelle commedie europee, dello sguardo femminile sugli uomini e sul sesso, del suo rapporto gioioso col sesso (da piccola immaginava che i membri maschili fossero infiocchettati con dei nastri rosa!...) e di come spesso la commedia sia considerata dai critici come un genere di serie B perché in fondo i registi e gli attori che le fanno sono considerati dei clown, come lei stessa...

 

Saluti dal Lido!