Son of God: Gesù torna superstar

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Un'immagine tratta dal film Son of God

Spettacolare e avvincente trasposizione cinematografica della serie tv di History Channel The Bible che ha incassato quasi 60M$ negli Usa e che ripercorre le tappe salienti della vita di Gesù: dall’umile nascita fino agli insegnamenti, dalla crocifissione alla resurrezione finale. Appuntamento su Sky Cinema 1, in prima visione, martedì 1 settembre alle 21.10

Il 2014 è stato un anno davvero particolare per il cinema che in un certo qual modo ha riscoperto il valore del racconto biblico. Russel Crowe lo abbiamo visto nei panni di Noè, mentre Christian Bale in quelli di Mosé. Insomma La Bibbia conferma di essere fonte di grande ispirazione narrativa. Negli Stati Uniti una miniserie per la Tv dal semplice titolo La Bibbia, ha raccolto un record davvero notevole: 100 milioni di telespettatori, il miglior risultato per un canale via cavo. Negli Usa, infatti, a trasmettere The Bible, prodotta da Mark Burnett (conosciuto in America per aver vinto vari Emmy Awards per i reality The Survivor e The Voice) e Roma Downey, è stato History Channel. <br><br>Un successo talmente notevole da portare la produzione al cinema: Son of God vede lo stesso attore della miniserie tv, il portoghese Diego Morgado, interpretare i panni di Gesù. Inutile dire che anche Son of God ha riscosso un grandissimo successo sul grande schermo negli Usa. Ora lo si potrà vedere anche sui nostri schermi televisivi e precisamente martedì 1 settembre, in prima visione, su Sky Cinema 1.  <br><br>Diretto da Christopher Spencer e tratto, come dicevamo, dalla mini-serie The Bible ideata da Roma Downey e Mark Burnett, il film si focalizza totalmente sulla vita di Gesù di Nazareth , dalla nascita fino alla resurrezione. Orientato principalmente verso un pubblico di credenti e simpatizzanti (sicuramente già particolarmente colpiti positivamente dalla mini-serie sopracitata)  ha ottenuto da quest’ultimi un giudizio molto positivo. Giudizio però non condiviso dalla maggioranza della critica, che giudica il film negativamente, ritenendolo una riproposizione piatta degli avvenimenti descritti nelle sacre scritture, con una interpretazione di Gesù da parte di Diogo Morgado piuttosto blanda, che mostra per tutta la durata della pellicola il lato più “divino” del Messia, mostrando raramente emozioni e sentimenti forti tipici dell’animo umano.