Lo Stato Sociale canta La Linea Gialla

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Valentina Lodovini in un'immagine tratta da La Linea Gialla

La giovane band bolognese ha curato, insieme a Paolo Fresu, le musiche di La Linea Gialla, il docu-film che racconta, 35 anni dopo, la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e che vedremo proprio il 2 agosto alle ore 21 su Sky Cinema Cult. Alberto "Bebo" Guidetti ci racconta questa avventura dello Stato Sociale

di Fabrizio Basso

Sono volati questi 35 anni. Sembra ieri che le televisioni violavano le nostre case con le crude immagini della stazione di Bologna sfondata dall'esplosione. Una eredità di 85 morti e oltre 200 feriti. Forse sono volati perché vorremmo non fosse mai accaduto. Ma non si può cambiare la storia. neanche quando fa male anche dopo tanto tempo. Per non dimenticare, per ricordare il 2 agosto, giorno della bomba, alle ore 21 Sky Cinema Cult propone il docu-film La Linea Gialla. Le musiche sono di Paolo Fresu e de Lo Stato Sociale, giovane, acclamata e affermata, band bolognese. Con Alberto "Bebo" Guidetti entriamo nella linea gialla.

Per voi bolognesi non sarà stato facile tornare a quei momenti.
Il nostro ultimo disco si intitola L'Italia Peggiore dunque siamo abbastanza disincantati. Certo la strage di Bologna ci tocca molto da vicino anche se siamo giovani.
Come siete entrati nel progetto?
Il tramite è stato Matteo Romagnoli di Garrincha, la nostra etichetta discografica.
Perché voi?
Forse perché siamo di Bologna, forse perché abbiamo scritto Linea 30 che parla di quel giorno.
Come avete scelto le canzoni?
Un brano strumentale lo abbiamo fatto appositamente per il resto ci hanno detto di pescare liberamente nel nostro repertorio. E così abbiamo fatto.
Titoli?
Oltre Linea 30 le dico Cromosomi e Sogni in technicolor.
Che sensazioni avete sentito sulla pelle musicando La Linea Gialla?
Una grande responsabilità. Ma per contro dico che è bello che abbiano coinvolto una band giovane in un progetto che deve mantenere vivo il ricordo della stagione dello stragismo di stato.
I giovani sanno?
Durante il nostro tour nei club abbiamo verificato che tra i 15 e i 22 pochissimi sanno. Ma è un problema che accomuna tutto il secondo Novecento italiano.
Che intende?
Nelle scuole certi temi vengono trascurati. Io ho terminato le superiori nel 2004 e nessuno mi ha mai parlato della strage alla stazione di Bologna. Magari nelle scuole cittadine può capitare che si affronti il tema, ma passate le porte della città si può solo sperare nella tradizione orale.
Ha visto La Linea Gialla?
E' un docu-film molto rispettoso. Quando c'è di mezzo la fiction è spesso alto il rischio che si cada nella farsa. Qui non è successo: è delicato, ben fatto e ha una durata che lo rende appetibile per proiezioni nelle scuole.
Lei ci andrebbe?
Eccome. Magari accompagnato da mio padre. Quello che è successo il 2 agosto me lo ha sempre raccontato con delicata precisione.
Aspettando fiduciosi...prosegue il tour dello Stato Sociale.
Certo. Si gira fino a metà settembre poi ci fermiamo un paio di settimane e quindi ci si dedica al concerto di chiusura tour, il 21 novembre al Paladozza di Bologna.
Poi?
Nel 2016 ci fermiamo. Sono quattro anni che giriamo. Serve una pausa anche per riprendere la scrittura.
Siete anche stati all'estero.
Mini tour con tappe a Londra, Parigi, Bruxelles, Amsterdam. Ci siamo confrontati con altre realtà e abbiamo visto tanti ragazzi locali divertirsi con le nostre canzoni. Che sono molto cantautorali.
Uscirà un dvd o disco live per testimoniare queste vostre esperienze?
E' tutto registrato. Ma per ora nulla ma una sorpresa ci sarà.
Quale?
Un disco che riceverà solo chi è al Paladozza di Bologna il 21 novembre. Avremo parecchi ospiti, sarà davvero un album unico e speciale.