Orlando Bloom: un elfo a Giffoni

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Arriva, a settembre su Sky Cinema, la trilogia de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit: nell'attesa intervistiamo Orlando Bloom. Il leggendario Legolas è ospite del Festival di Giffoni

di Fabrizio Basso
(inviato a Giffoni Valle Piana - Salerno)

La star arriva a passo di musical. Dopo un Romeo e Giulietta interrazziale, che ha totalizzato 120 repliche a Broadway, Orlando Bloom è apparso nell’afa di Giffoni per incontrare i ragazzi del Festival. Bloom è l’elfo Legolas de “Il signore degli anelli” e de “Lo Hobbit”, il Paride di “Troy” e il corsaro Will Turner de “Il pirata dei caraibi”. Per altro su Sky Cinema si accende un canale interamente dedicato alla saga fantasy più celebre di sempre. I sei capitoli de IL SIGNORE DEGLI ANELLI e LO HOBBIT per la prima volta tutti insieme su un unico canale. Da venerdì 4 settembre a domenica 13 settembre su Sky Cinema (canale 304).  Una vera star che ha rischiato di non diventarlo mai per una forte dislessia da ragazzino e poi un incidente stradale a 21 anni che lo ha portato a uno iato dalla paralisi. Non parla di gossip, anzi si indispone se gli si chiede se è vero che il posto della ex moglie Miranda Kerr è stato preso dalla top model brasiliana Luisa Moraes ma sorride quando un fan lo ringrazia per avere tentato di schiaffeggiare Justin Bieber.
Orlando Bloom come sta?

Bene. Sono reduce da una bellissima esperienza teatrale.
Il suo “Romeo e Giulietta”
ha una chiave di lettura inedita.
Sì. I Montecchi erano bianchi e i Capuleti di colore, l’amore non era solo tra due cuori che palpitano ma anche tra due razze.
E ora che farà?

Ho tanti progetti, tre cui una serie tv, ma sono top secret.
Sarà coinvolto in “Dead men tell no tales”, quinto film della serie del Pirata dei Caraibi che uscirà nel 2017?
Certo ma non posso parlarne se non per dire che sarà un ruolo piccolo.
Suo figlio ha visto i suoi film?

Ha 4 anni e il primo film che vedrà è “Il Pirata Caraibi” e solo quando sarà un po’ più grande vedrà “Il signore degli anelli”.
Lei ha detto che cerca sempre di restare con i piedi per terra: come si fa con una vita così impegnata?

La mia vita mi propone tante esperienze diverse e quella di Giffoni, con tanti ragazzi che amano il cinema, è una di queste: ho la stessa vostra emozione.
Ha avuto un grosso incidente a 21 anni: come ha superato il momento? Da quel momento la frase carpe diem, che è il tema di questo Giffoni, ha avuto un valore diverso per lei?

Ero pieno di energia a vent’anni. Lavoravo con foga e l’incidente è stato drammatico: per alcuni giorni mi hanno detto che non avrei più camminato. Mi ritengo molto fortunato e dico che le sfide ci fanno andare avanti. I ragazzi, e qui ce ne sono tanti, lo sanno e penso al fenomeno del bullismo che tormenta tanti adolescenti. Fin da piccolo mi hanno spiegato che le sfide e le difficoltà ci fanno crescere. Superare l’incidente mi ha dato speranza per futuro.
In che mondo crescono i ragazzi di Giffoni?

In un mondo diverso dal mio. I social media stanno cambiando il mondo e non sappiamo come cambieranno il nostro. Ognuno ha la responsabilità di vivere la propria vita pensando a che tracce vuole lasciare di sé. L’idea che fama e successo danno felicità è falsa. I giovani sono arbitri del proprio futuro, devono usare la mente per un impatto positivo sulla famiglia, sugli amici, sulla comunità. Cambiare in meglio l’ambiente intorno significa migliorare il mondo. Non pensate a come vi vestite o a instagram ma a come migliorare la vita.
I computer come cambiano il modo di recitare?

Hollywood produce film usando tecnologie e vogliono che si vada in massa a vederli. Sono film d’effetto e divertenti, devi fidarti dei registi: giri una scena e poi nel film ti trovi a fianco un gigante che esce dall’acqua e mentre recitavi non c’era. Poi ci sono i film indipendenti che sono meravigliosi. Mi ci sono avvicinato dopo una partenza con grandi produzioni: sono storie bellissime che vengono dai giovani come potrebbero essere quelli di Giffoni.
Come ci si adatta in una notte da un personaggio all’altro?

Avevo appena finito Le Crociate e venne a prendermi in aeroporto il regista James Cameron per Elizabethtown: è stato difficile ma stimolante. Bisogna lasciare il tempo allo stimolo creativo per svilupparsi.
La sua personalità è cambiata nel tempo?

Mi piace pensare di no anche se le esperienze nella vita ti cambiano. Diventare famoso è inusuale. Ma ho sempre pensato che è importante restare ancorato agli amici e alla famiglia e non farsi cambiare troppo.
Il segreto del successo?

Rimanere fedeli a se stessi, seguire i propri segni e rimanere umile. Pensate a lo Hobbit: un personaggio così piccolo che può cambiare il mondo.
Ha sempre fatto personaggi coraggiosi, poi a Broadway ha fatto Romeo che è più votato al sacrificio.

Romeo è stato il mio debutto a Broadway e la prima volta che ho fatto Shakespeare, una delle esperienze più appaganti della mia carriera. Quattro settimane di prove ma sono arrivato già preparato.
Orlando Bloom assomiglia a Legolas?

La mia più grande opportunità. Con Legolas sono cresciuto e mi piacerebbe essere proprio come lui. E’ stato un onore rifarlo dieci anni dopo ne Lo Hobbit.
Come si presenta a chi non ha mai visto i suoi film?
Sono Orlando Bloom, sono un personaggio del mondo, ho avuto meravigliose opportunità di lavorare nel cinema e in film dei quali sono molto orgoglioso. Ma quel che conta è cosa sei ogni giorno e cosa mostri agli altri.
Il suo ruolo di ambasciatore dell’Unicef dal 2009?
Un grande privilegio. Lo scorso anno sono stato in Giordania in un paese di rifugiati ai confini con la Siria. Ho visto persone a cui è stata rubata la vita e combattono quotidianamente per sopravvivere. Ecco perché sono fiero di far conoscere al mondo la situazione di queste persone.
Cosa si augura per il futuro?

Che qualcuno di voi diventi regista e mi chiami a lavorare con lui. Intrattenere le persone è un grande privilegio e dunque pensate a storie che possano avere impatto positivo sul mondo.
Il miglior consiglio ricevuto?

Vedere gli ostacoli come opportunità di crescita. Nessuno può evitare ostacoli e sfide.
Il suo libro preferito e ruolo?
L’alchimista di Coelho. Vorrei portare sul grande schermo storie sull’umanità delle persone. Ho fatto tanti ruoli fantasy cercando di umanizzarli ma vorrei un ruolo di quotidianità.
Lo striscione più bello che ha visto a Giffoni?
“I miei occhi da Elfo vedono solo te”.