Darren Criss a Giffoni e il Festival diventa GleeFFoni

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Darren Criss al Giffoni Film Festival (foto getty images)

E’ stato uno dei momenti più forti del Giffoni 2015: l’arrivo di Darren Criss, il Blaine di Glee, ha provocato urla e lacrime. Si è concesso per oltre un’ora ai suoi fan, ecco l’intervista

di Fabrizio Basso
(inviato a Giffoni Vallepiana - Salerno)

Per un giorno, il Giffoni Film Festival cambia nome e diventa Gleeffoni. Perché Darren Criss, il Blaine Devon Anderson, lo studente gay dell’Accademia Dalton e membro degli Usignoli, incontra i suoi fan. In quella che è una torcida da stadio più che da festival ed è una botta di allegria che allevia il caldo, Darren Criss appare dopo quattro minuti di video che sono una summa di Glee, una serie che ha incantato milioni di adolescenti nel mondo e che Sky ha fatto sua, infiammando i fan italiani. E’ una serie che ha segnato la storia della televisione, è una serie che rimarrà per sempre perché, come dicono a Giffoni, “oggi finisce ma rimarrà sempre”.

Cosa ti piacerebbe scrivere di tuo per il teatro?
Non so…allora…non so che tipo di dramma, sto già scrivendo ma sono cose che mi piacciono e divertono. Potrebbe anche non essere una opera eccelsa, forse anche un po’ stupida, ma continuerò a scrivere.

Ha avuto una recente candidatura all’Emmy per la canzone This time: cosa l’ ha spinta a scrivere e cosa significherebbe vincere.
I premi sono stupidi fino a quando non li ottieni. Non è quello l’obiettivo ma se lo vinco sono molto lusingato. Comunque sia chiaro, non scrivo per vincere premi.

Ha una dedica la canzone?
E' un messaggio di amore per tutto il cast di Glee.

C'è un personaggio di musical che farebbe volentieri?
Non perché sono in Italia ma farei volentieri Arlecchino o qualche personaggio della commedia dell’Arte.

Arlecchino?
Non è molto famoso negli Stati Uniti, forse è anche questo il motivo per cui mi incuriosisce.

Che consiglio darebbe a chi si laurea e vuol fare l’artista?
Indipendentemente dal ramo, ma vale anche nella vita, è utile trovare ispirazione facendo più esperienza possibile in tutti i campi dell’arte che ci interessano.

Che bisogna fare?
Andate ad ascoltare chi fa cose nuove, chi fa musica nuova nel vostro quartiere, lasciatevi ispirare. Il mondo è pieno di cultura, vanno sperimentate tutte le sfaccettature: pensate a maturare esperienza il resto verrà da se.

Cosa ha provato quando ha capito che stava coronando il suo sogno?
Il sentimento più genuino è la sorpresa. Non perché mi aspettassi qualcosa, non era il mio sogno la fama.

Quale era?
Un risultato figlio dell’arte e dello spettacolo, che ho perseguito per anni con passione. Quando lavori tanto ottieni come risultato un certo livello di successo.

La soddisfazione?
Poter fare quello che mi piace nella vita. Ma anche quando si prendono patente o laurea, che sono traguardi, abbiamo subito pensato: non pensavo ci sarei mai riuscito. Ecco perché l’obiettivo è lavorare ma non la fama.

Sente mai la pressione di essere preso da molti come un modello, nella vita e nel lavoro?
Sento la pressione di essere un modello. Qui al Giffoni Film Festival siete tutti giornalisti, nella stagione dei social è così. Chiunque può registrare quel che dico e usarlo a suo piacimento.

La inquieta?
Quello che dico può essere estrapolato dal contesto e interpretato in modo diverso. Da ognuno. Io cerco comunque di essere sempre rispettoso e all’altezza della situazione.

Lei è un teenage dream per gli adolescenti: chi è stato il suo?
Ho sempre amato la musica, per la cultura e i messaggi. Potrei dire i Beatles. Ma quando ero ragazzo non ne avevo uno specifico ma avevo appetito vorace per qualunque cosa fosse cultura: libri, musica, arte. Ascoltavo quanto più possibile, vedevo film. Questa la mia formazione.

Arriverà un suo disco?
Ora ci sono troppe cose da fare. Glee, i musical...mi hanno preso molto tempo. Negli intervalli ci ho pensato ma non è mai nato nulla che mi soddisfacesse.

Quindi i fan devono perdere la speranza?
Per ora ma quando sarà...sarà fantastico!