Alabama Monroe: una tragedia familiare che viene dal Belgio

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Un'immagine tratta dal film: Alabama Monroe

Felix van Groeningen delinea la struggente storia di un cantante folk e una tatuatrice, costretti a fare i conti con un tremendo lutto, nel film candidato all’oscar 2103 come miglior opera straniera e vincitore del Premio del Pubblico Panorama al Festival di Berlino 2013. Appuntamento su Sky Cinema 1, in prima visione, venerdì 7 agosto alle 21.10 

Con la sua carica di dolore, genio, amore, tatuaggi e musica bluegrass si può dire che 'Alabama Monroe', il film del regista belga Felix Van Groeningen, è un film da non mancare. Infatti, il lungometraggio, che andrà in onda, in prima visione, su Sky Cinema 1, venerdì 7 agosto alle 21.00 è una di quelle opere che riescono a commuovere, far pensare e che soprattutto riesce ad avere la capacità di arrivare a tutti con i suoi temi universali. Infatti non c’è nulla di più doloroso di vedere una bambina di quattro anni della grazia e del candore di Maybelle (Nell Cattrysse) malata di tumore. E non c’è nulla di ancora più doloroso se poi i suoi genitori sono così vivi e poco borghesi come appunto Elise (Veerle Baetens) e Didier Johan Heldenbergh). Due che si sono innamorati al primo sguardo. Lei tatuatrice tatuata in ogni parte del corpo, donna sensibile e piena di entusiasmo. E lui, Didier, uno che ama l'America anche perché' la patria della sua musica bluegrass in cui coinvolgerà come cantante, anche Elise. La figlia arriva loro un po' per caso. In realtà Didier non la vuole, la vede come un ostacolo alla loro felicità, ma poi diventa un ottimo padre. Quando si ammala Marybelle è vero calvario. Chemioterapia, capelli che cadono come le speranze della sua guarigione. La sua morte non sarà certo un fulmine a ciel sereno, ma non per questo meno dolorosa. Che questa tragedia cada come un terremoto sulle vite dei due amanti che si sono fatti 'sposare' dal loro gruppo musicale utilizzando come altare un biliardo, era prevedibile. <br><br>Per loro nulla sarà come prima, tutto si sbriciola e anche il loro amore cede. Alabama Monroe, nato dall'adattamento di un'opera teatrale di Johan Heldenbergh, è stato candidato all'oscar come miglio film straniero, premio poi andato a La Grande Bellezza di Paolo sorrentino. Pur non avendo vinto si è portato a casa il Cesar, ovvero l'Oscar francese, per il miglior film straniero, il premio per la miglior attrice e sceneggiatura al Tribeca; il Lux 2013 European Parliament Film Prize Winner; miglior attrice agli Efa e il premio del Pubblico al Festival di Berlino.