Diary #5 - Uno sguardo, e un desiderio per Aria

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Mm ci racconta la quinta giornata del Giffoni Film Festival e il suo incontro con Asia Argento

di Marco Mennillo


E tu fai tutto questo per incontrare una persona?
Si. Lo faccio.
Lo avrei fatto, lo farei.
I viaggi chilometrici, le code sotto il sole, i momenti passati a pensare alle giuste parole.
Perché secondo voi, con trentacinque/quaranta gradi battenti, il sole che picchia fortissimo, le persone affollano i Blue carpet?
Ci lamentiamo che i giovani sono distratti dai telefoni e dagli schermi, e ci lamentiamo ANCHE del fatto che una ragazza di 17 anni passi ore sotto al sole per ricevere uno sguardo. Uno sguardo solo. Non è forse un'idea di romanticismo estrema? Spesso in uno sguardo ci si innamora, no? In uno sguardo nascono milioni di storie, legami e gioie.
Il blue carpet di Giffoni è sempre una magia.
Quando ci passo sopra, guardo sempre i ragazzi e non riesco a trattenere un "quanto siete belli...".
I fan accanitissimi, accampati per i propri beniamini, denotano una ricerca di umanità nei personaggi che stimano sul grande/piccolo schermo. Come dire: "Certo, sei bravo, ma ora devi dimostrarmi che esisti, che sei vero, che sei una persona".

L'arrivo di Tom Felton, alias Draco Malfoy, temibile rivale di Harry Potter nella squadra dei Serpeverde, ha attirato un grande numero di persone cresciute con i film di Harry Potter, a ormai 15 anni dall'inizio della saga, venute qui anche per celebrare chi ha reso speciale la loro infanzia. Così Graziana, mia giovane ed emozionata collega in sala stampa, ha anteposto alla sua domanda per Tom "grazie per avermi cambiato l'infanzia", a cui Felton ha poi risposto "beh, siamo cresciuti insieme". La conferenza ha inoltre cambiato la mia percezione di molti ospiti. Se, guardando i film, non puoi che detestare Draco per la sua spocchia e per la sua genuina cattiveria adolescente (non dissimile dai bulli che tutti abbiamo incontrato), incontrandolo probabilmente non solo l'ho trovato simpatico, educato e interessante, ma forse se dovessi riguardare la saga, pur non essendo un potterhead, potrei anche trovare Draco Malfoy più simpatico.
Mi basterà immaginare Malfoy che entra in sala conferenze ed esordisce con un: "Can I have a Chupa Chup?"
Uscendo dalla conferenza incontro un capannello di fan assiepati dietro una porta della zona riservata ai giornalisti e un po' per gioco, un po' per noia, mi metto a prenderli bonariamente in giro facendo pesare loro di averlo incontrato. Andrò all'inferno, ma va bene così.

La star del GFF, comunque, è Tonino Pinto, giornalista e moderatore ufficiale del Festival che stavolta ha declamato, per intrattenerci, l'intera De Pretore Vincenzo di Eduardo e io ovviamente incantato.
E poi è arrivato uno dei miei sogni nel cassetto, cullato fin dal primo giorno: Asia.
Da fan dei Bluvertigo, l'amore per Asia Argento è una sorta di riflesso incondizionato. Inoltre la trovo oltremodo emozionante in molti suoi lavori su ambiti completamente diversi, eppure con uno stile comune. Asia rappresenta per me anche la musa delle canzoni a cui mi ispiro, una meta-musa, insomma. Per lei avrei fatto ore sotto il sole e mi sento molto, ma molto privilegiato in questo momento, con il mio pass al collo (anche se c'é scritto "Marco Minnillo").
In conferenza è esattamente davanti a me, a meno di due metri, e vedo chiaramente i suoi occhi timidi costretti a farsi forza per amore di questo lavoro. Le faccio la mia domanda, su come Total Entropy (il suo primo album musicale) le abbia cambiato il modo di dirigere, e per l'emozione inizio a balbettare: "cccciaoasiasonomarcodiskycinema".
Pare sia venuto fuori un "Ischia Cinema". Bene così. Non è male essere sopraffatti dalla meraviglia.
(Per la cronaca, la risposta di Asia è su Twitter, @MarcoMm)
"La senti la mia energia?" mi chiede. E mentre risponde mi guarda fisso negli occhi, quasi come a completare con lo sguardo una parte mancante del discorso.Facciamo la foto per il blog e mi stringe, forte.
Non credevo di realizzare il mio desiderio di incontrarla, credevo che restasse in aria, sospeso. Invece vale doppio, proprio perché inaspettato.

Dopo aver trovato Asia, mi sono perso.
Come fai a perderti a Giffoni Valle Piana, cittadina delle stesse dimensioni di un telo mare? Ecco, l'ho fatto.
Avrei dovuto intervistare di nuovo, dopo un anno, Guè Pequeno, ma sono arrivato in incomprensibile ritardo di 10 minuti, bucando l'intervista. Scusa Zio.

Mi son rifatto con Annalisa Scarrone, bellissima cantante savonese, stavolta in forze come attrice esordiente nel film di Maurizio Casagrande "Babbo Natale non viene da nord". Le faccio notare che somiglia sempre a una bimba e che se le trovassi una maglia potrebbe confondersi con i giurati. Lei accetta. "Dai, vado a cercarla".

Siamo a metà. Siamo a metà e non ho chiaro ancora il quadro della mia situazione, se stia facendo un buon lavoro, se sia sufficiente, anche se comunque ci sto buttando il cuore. Ricevo complimenti a cui non credo per indole personale e mi sento ancora piccolo in confronto ai grandi che mi vorticano attorno.
A cena incrocio gli occhi azzurri di Flavia, mia amica dallo scorso Giffoni, e passa tutto. I legami meravigliosi di questo festival sono questi, restano nel tempo e nello spazio, fino a cambiarti l'umore di fine giornata.

Squillo del telefono: Twitter.
É Asia: «Che tenero, guarda che anche io sembravo analfabeta»
Chiudete tutto. Ho vinto io.
Io e il mio desiderio per Aria.
Mm

Peace, love and Rock&roll!